17 marzo 2017

Contratto di recapito, contratto di domiciliazione

Contratto di recapito e contratto domiciliazione per Business Center


Possiamo con soddisfazione dire che è pronto il nuovo contratto di Ufficiarredati.it sviluppato per gestire le diverse casistiche riconducibili alla domiciliazione:

- recapito postale
- sede legale
- sede secondaria
- unità locale
- domiciliazione professionale
- domiciliazione di ditta individuale.

Questa versione fa seguito alla prima elaborata ormai sette anni fa e utilizzata in circa quaranta business center italiani.

Questo nuovo contratto è nato dall'esigenza di snellire la prima versione, ricondurre lo scambio dei documenti tra cliente e business center alla Pec (posta elettronica certificata), distinguere recapito da domiciliazione, elencare in modo esaustivo cosa comprende e cosa non comprende il servizio scelto e contrattualizzato.

Il contratto ora è unico, in passato esistevano due versioni, e si compone di:
- modulo di adesione per la richiesta del servizio. Modulo che il cliente dovrà compilare o che potremo compilare per suo conto con la richiesta del servizio e gli estremi del richiedente.

- condizioni generali. Le condizioni che disciplinano il servizio.

- descrizione del pacchetto scelto. Per ogni servizio, nell'allegato A è indicato cosa è compreso e cosa ha escluso. Questo consente di rendere più chiaro e trasparente il contratto.

- privacy.

Rispetto al passato questo contratto può essere utilizzato sia quando a richiedere il servizio è un professionista, che quando la persona rappresenta un'azienda esistente o un'azienda da costituire. Quest'ultimo caso in passato ha creato non pochi problemi operativi. Oggi possiamo affrontare con serenità anche le richieste di chi desidera domiciliare nel business center una srls o una srl ad esempio che deve essere ancora costituita e che potrà essere costituita, dando l'indirizzo civico del business center al notaio, ma con un contratto già sottoscritto.



Il contratto riconduce il semplice domicilio o domiciliazione postale al concetto di recapito, tutte le altre casistiche di domiciliazione al termine di domiciliazione. Il cliente potrà con lo stesso contratto richiedere postazioni lavoro condivise ad ore o giornate, stanze ufficio a giornate, soluzioni suggerite sopratutto nei casi di contratti di sede secondaria, unità locale e domiciliazione di ditte individuali.
Ma il contratto può essere utilizzato in tutta sicurezza anche per sottoscrivere i contratti di ufficio virtuale, quando al recapito o alla domiciliazione viene aggiunta una linea telefonica con servizio risposta personalizzata, con o senza gestione di agenda appuntamenti.

Noi di Ufficiarredati.it abbiamo poi realizzato un tool semplice ma innovativo, dove rispondendo ad alcune semplici domande guidate la risposta che si otterrà sarà la tipologia di servizio da attivare al cliente. Questo tool pensato e realizzato ad hoc, vuole rispondere ai tanti dubbi di chi non ha mai venduto servizi di domiciliazione o che gestendo un business center ha sempre guardato con scettiscismo alle domiciliazioni che rappresentano invece un servizio con forte aumento della domanda.

Il pacchetto è inoltre completato da una lettera di diffida ad adempiere, utile nei casi di rinnovo tacito del contratto per il quale non si è ricevuto il relativo saldo della fattura. Altro documento che completa il contratto è l'autorizzazione rilasciata dal nostro cliente, a sua discrezione, in cui ci autorizza ad esporre il suo nome all'interno del nostro sito web o documenti cartacei come cliente in portafoglio.

Nei prossimi mesi verrà rilasciato anche un tool online per gestire i servizi di domiciliazione. Il business center potrà "dialogare" con il cliente domiciliato comunicando posta, raccomandate pervenute senza utilizzare outlook o programmi analoghi ma lavorando in cloud. Vantaggi? Nessun rischio di perdere i dati, storico organico delle comunicazioni, elevata immagine e professionalità percepita dal cliente.

Se vuoi acquistare il pacchetto:

- modulo adesione
- condizioni generali del contratto
- allegato A pacchetti servizi
- privacy
- diffida ad adempiere
- autorizzazione a citare il nome del cliente nel proprio portfolio

clicca qui, puoi farlo comodamente con carta di credito e PayPal.

16 marzo 2017

Regus, analisi del titolo e delle prospettive

Articolo originale dal titolo: What's wrong with Regus
Articolo pubblicato il: 20 Febbraio su Allwork
Traduzione a cura di: Centruffici Brescia.

Quali problemi ha Regus?


L'articolo che pubblichiamo oggi e che ha molti aspetti finanziari è davvero interessante oltre i numeri.
Il primo aspetto è che è relativo al più grande fornitore di spazi attrezzati a livello globale: Regus. Un riferimento per il mercato e per chi opera nel settore degli uffici pronti.
Il secondo elemento che dobbiamo evidenziare che l'articolo è stato pubblicato meno di un mese fa e con quotazioni del titolo Regus a Gennaio 2017, nel frattempo il titolo di Regus in borsa è cresciuto, ecco l'immagine di oggi.
Questa mattina (16 Marzo) quota 295,27 Sterline era a 260 Sterline a fine Gennaio. 



Il nostro focus vuole però spingere noi gestori a riflettere su questa analisi che è stata fatta e non tanto a condividerla o a non condiverla, ma a cogliere l'accento sul fatto che gli investitori guardano con molta più attenzione o sembrerebbe che lo facciano a spazi di coworking e condivisione più che ai tradizionali uffici attrezzati, cuore del business Regus e di molti di noi.

Non è la prima volta che Regus affronta tempi difficili. 
Nei primi anni del 2000 Regus ha venduto il 58% del suo pacchetto azionario britannico a Rex 2002 Limited nel tentativo di raccogliere soldi in un momento di difficoltà finanziaria, causata in parte dallo scoppio della bolla delle dot-com.

Dopo non molto tempo, la Regus americana è stata costretta a ricorrere al Capitolo 11 della legge fallimentare. Regus alla fine ha superato le proprie difficoltà finanziarie e nel 2006 la società è riuscita a riaquistare la propria filiale britannica. Da allora Regus si è concentrata sulla sua espansione a livello mondiale, sulle partnership e sulle acquisizioni ed ha fatto un ottimo lavoro.
Tuttavia, nonostante la consolidata società che si occupa di spazi di lavoro flessibili abbia ampiamente investito nella propria crescita e nella propria espansione nel corso degli ultimi tre anni, il suo valore finanziario è diminuito costantemente da dicembre 2015. Il 2 dicembre 2015 il prezzo di Regus PLC era pari a 354 sterline. Da quel momento, il loro valore è sceso continuamente, raggiungendo un punto particolarmente basso il 23 novembre 2016 con un valore di 225 sterline.

Questo perchè è anomalo?

 

Negli ultimi tre anni Regus ha allargato considerevolmente la propria impronta globale, sia con una crescita dell'organico che con le acquisizioni.
Nel 2013 Regus contava un totale di 1.929 sedi Nel 2014 hanno portato quel numero a 2.269 sedi Nel 2015 hanno chiuso l'annata con 2.768 sedi. Alla fine del primo semestre del 2016 (30 giugno), Regus aveva un totale di 2.845 sedi. (In Italia al momento sono oltre 30 le sedi e sono in apertura le location di Genova e Verona).

Avere più sedi non è necessariamente sinonimo di un'attività di successo e redditizia e Regus ha sostenuto parecchie spese per effettuare la propria espansione.
Negli ultimi tre anni Regus ha speso quasi £600m per sviluppare nuove sedi. Prima del 2012, l'investimento totale netto stanziato per la crescita era pari a £700m, pertanto questo nuovo investimento è decisamente impegnativo.

Sebbene all'apparenza sembri che Regus stia lottando per mantenere il proprio bilancio in attivo, la verità è ben diversa. A dicembre 2016 CapitalCube ha dichiarato che la variazione su base annuale di Regus in termini di entrate e guadagni è migliore rispetto al valore mediano rilevato nel suo gruppo di pari (si intendono aziende che operano nello stesso comparto).
Hanno anche affermato che la loro redditività del capitale investito negli ultimi cinque anni suggerisce che gli utili sugli investimenti relativamente alti sono sostenibili. Dopo aver preso visione dei resoconti annuali di Regus è palese che la società di spazi di lavoro flessibili sta decisamente assistendo a forti rendimenti degli investimenti. L'inghippo è che il rendimento degli investimenti non è immediato. Sono i centri più vecchi di Regus - quelli che sono in attività da tre o più anni - che stanno facendo soldi.

Dal 2011 le entrate del loro gruppo sono cresciute costantemente, +16 nel 2015, quasi +16% nel 2014.

La domanda però rimane senza risposta.

Perchè il valore di mercato di Regus sta diminuendo se le entrate del gruppo stanno aumentando e molti indicatori chiave indicano un business redditizio? 

 

Dopo aver dominato il mercato dei business center tradizionali così a lungo, rischiano di perdere il contatto con le nuove generazioni? Gli investitori sono scettici in merito alla loro possibile crescita in un settore competitivo? Gli investitori stanno cercando un ROI più immediato? Oppure, Regus non riesce ad essere all'altezza in un settore che si sta focalizzando sempre di più su spazi gestiti dalla comunnity? (coworking)

Poco più di un anno fa, subito dopo il picco del valore di mercato di Regus, la società è passata ad una struttura basata su community manager dopo anni di attività caratterizzati da un modello basato su addetti al servizio clienti e general manager. Non possiamo dire se il cambiamento ha avuto successo oppure no, ma come sostiene Susan Smith in un articolo dell'anno scorso, “non è sufficiente modificare un titolo. Il Community Manager lavora in media almeno metà della sua giornata come curatore, cercando di conoscere le vite personali e professionali di ciascun membro e costruendo spazi in cui i coworker e lo staff possano collaborare insieme ed avere successo."

Quando Regus ha optato per i Community Manager, ha anche nominato degli 'Area Manager' che sarebbero stati responsabili di almeno 3-5 sedi. Nel suo articolo Smith affermava che "il taglio del personale comporta più lavoro, aumenta lo stress e riduce la quantità di tempo utile da passare con i propri clienti e con la propria comunità." Smith sembra aver colpito nel segno.

I recenti post, presenti in un sito di recensioni creato da ex-clienti Regus danno l'impressione che la società di spazi di lavoro flessibili abbia ancora molto da imparare in termini di ospitalità e community (due elementi fondamentali dell'industria che si occupa di fornire spazi di lavoro che molti operatori moderni hanno compreso perfettamente). In un settore in cui il focus dovrebbe essere sempre sul servizio e sull'esperienza del cliente, Regus probabilmente sta fallendo.

Sembra che il problema sia l'eccessiva attenzione di Regus sulla parte commerciale della società (il taglio dei costi, la rigida gestione aziendale, ecc.) rispetto all'aspetto riguardante il servizio o la comunità. In passato, quando i business center erano l'opzione più diffusa di spazi di lavoro flessibili e quando i lavoratori richiedevano completa privacy e di essere lasciati da soli, questo approccio funzionava. Tuttavia, la crescita dei coworking e degli spazi di lavoro gestiti dalla community hanno fatto sì che l'offerta di Regus si sia venuta a trovare sul lato sbagliato del campo di gioco. E loro ne sono consapevoli.




Nella primavera del 2015 Regus ha acquistato la società olandese di coworking Spaces (in apertura a Milano la prima location foto in alto), che tra l'altro è la società madre di Kora ed OpenOffice. Tuttavia, non molti associano il nome Regus, né tantomeno The International Workplace Group, a questi altri brand o al temine stesso di coworking. D'altro canto, vi sono fornitori di spazi di lavoro flessibili che hanno ricevuto incredibili quantità di finanziamenti per sviluppare i loro brand di coworking, community ed ospitalità. WeWork, Industrious, Serendipity Labs e Mindspace sono solo alcuni dei molti operatori che hanno usufruito di fondi provenienti da vari investitori.

A differenza di Regus, queste società si sono concentrate ampiamente sulla proposta di valore della community, dell'ospitalità e del servizio. Gli investitori sono chiaramente interessati al settore degli spazi di lavoro flessibili, altrimenti WeWork non sarebbe stata stimata all'esorbitante prezzo di $16 miliardi ed Industrious e Mindspace non avrebbero chiuso positivamente la tornata di finanziamenti dello scorso anno. Sfortunatamente per Regus gli investitori non sembrano così interessati nella loro proposta di valore, o per lo meno si deduce così dal calo del loro valore di mercato. La teoria di CapitalCube è che mentre "le entrate degli ultimi anni sono aumentate più velocemente rispetto al valore mediano dei pari, il mercato conferisce alle azioni un rapporto prezzo/utili quasi uguale al valore mediano dei pari, suggerendo che il mercato ha delle riserve sulla strategia a lungo termine della società."

La domanda è la community (o la sua mancanza) rappresenterà la fine di Regus? Oppure, come già avvenuto diverse volte in passato, Regus combatterà e si adatterà ancora una volta alle richieste della nuova forza lavoro generazionale? Con un nuovo nome ed una comprovata storia di sopravvivenza e reinvenzione, noi scommettiamo sull'ultima opzione,ma solo il tempo potrà dirlo.

8 febbraio 2017

Social network per i Business Center, conviene farlo?

Social network i commenti ad un post di Regus

Oggi la domanda mi sorge spontanea: ha senso parlare di business center e promuovere i relativi servizi utilizzando i social network? 
Il dubbio diciamo così è della scorsa settimana, quando navigando nel social newtork per definizione, Facebook, mi è comparsa la campagna sponsorizzata di Regus, leader mondiale nell'offerta di spazi attrezzati e con 30 sedi in Italia. 

Regus da inizio anno sta utilizzando Facebook per promuovere a pagamento degli articoli informativo pubblicitari. In questo caso - immagine seguente -l'articolo è: gli uffici tradizionali non hanno più motivo di esistere: perchè lavorare nel passato?
Quali commenti potrà mai suscitare nelle menti dell'utente di Facebook questo articolo? E invece accanto ad un utente che si dichiara felice cliente di Regus Torino gli altri commenti spaziano dal torpiloquio, alle teorie malsane, allo spionaggio industriale.


Campagna Regus in Facebook
Nessun operatore di Regus ha risposto ai commenti e forse sarebbe anche difficile rispondere in questi casi.
Utilizzare Facebook per far parlare dei business center, investendo somme importanti per avere "indietro" commenti di questo tipo ha senso oppure è meglio dirottare gli investimenti su altre forme pubblicitarie dove l'utente, evidentemente non maturo, non può interagire?

Sarebbe tutto molto più semplice se i commenti fossero eccezioni sul servizio, critiche, richieste di informazioni a cui dare risposta.
Da gestori di business center ed utenti dei social network quale è il vostro parere?

27 gennaio 2017

Uffici temporanei nelle stazioni?

Ferrovie dello Stato annuncia l'arrivo di Smart Station


La Freccia rivista distribuita gratuitamente nei treni alta velocità


Sfogliando mercoledì in treno La freccia, la rivista in distribuzione nei treni alta velocità di Trenitalia, scopriamo che FS ha completamente acquistato il 100% di Centostazioni, società che gestisce 103 stazioni in tutta italia. 

Obiettivo ora con la creazione di GS Retail focalizzata sulla mobilità e GS Retail sull'area commerciale, è creare un network di stazioni che tra l’altro forniranno servizi di car & bike sharing, autonoleggi e servizi definiti innovativi e complementari quali: incubatori di start up, spazi congressi ed uffici temporanei.

In questo modo si realizzerebbe quello che diciamo da tempo: ci si sposta in treno per lavoro, si arriva a destinazione, si può lavorare in stazione senza alcuna perdita di tempo, incontrando i propri clienti e ripartire in assoluta comodità. Oggi che l'alta velocità arriva non solo a Milano, Roma, Firenze e Bologna, ma anche a  Torino, Reggio Emilia, Napoli, Salerno, Ancona, Bergamo .... ci potranno essere tanti punti di lavoro temporanei.

Questa idea è già in essere nelle stazioni francesi e ne abbiamo parlato in questo blog lo scorso mese di Luglio. Cosa ne pensate?

22 dicembre 2016

Apre Copernico Torino in Corso Valdocco

 Sbarca a Torino Copernico

Copernico lo aveva detto, stiamo lavorando per aprire nuove location in Italia che facciano seguito alla prima di via Copernico a Milano, Copernico Milano Centrale. Era l'undici Gennaio di quest'anno quando Copernico annunciava l'apertura di nuove location a Roma, Brescia, Torino e Firenze e annunciava un fundraising da 10 milioni di euro.

Poco prima, nel Novembre 2015 noi di Ufficiarredati.it vi abbiamo raccontato della nostra visita a Copernico Milano Centrale, ospiti di Luca Pasqualotto Vice Presidente di Copernico Holding Spa. Di spazi ampi, un mix tra uffici arredati, coworking, lounge e spazi ristorativi.
E' di questi giorni la comunicazione ufficiale dell'apertura a Torino di una sede di 12.000 metri quadrati presso la sede di L'Oreal in Corso Valdocco a due passi dalla stazione di Porta Susa.




I tre piani della sede torinese ospiterano non solo uffici arredati e spazi di coworking, ma anche sale meeting, spazi eventi, oltre all’area più social composta dal club e dal café. Gli ambienti di lavoro sono stati disegnati per rispondere alle esigenze dei worksumer, i lavoratori 3.0 sempre più dinamici e alla ricerca di ambienti di lavoro, informali e flessibili, che favoriscono la produttività e il bilanciamento tra vita privata e professionale.

Copernico Torino
L'apertura di Copernico fa seguito alle ultime aperture di Regus a Torino. Una città che si conferma dopo Roma e Milano leader per l'offerta di spazi di lavoro attrezzati



21 dicembre 2016

Carrefour apre anche uno spazio di coworking a Milano


Coworking al Carrefour, un nuovo concept

In principio è stato Starbucks, ha rivoluzionato il modo di bere il caffè, ma anche di lavorare.
Locali ampi e accoglienti con tavoloni, ma anche corner più riservati. Si acquistava un caffè, mai a buon mercato, e si poteva star seduti per ore a navigare utilizzando la rete wifi gratuita, scrivere le email e lavorare su un progetto.



Carrefour Urbanlife Milano

Poi sono nati i coworking, spazi sempre più creativi con un target sempre più trasversale e di ogni età. In principio c'era il biliardino ora anche il biliardo nei coworking.

Poi i professionisti hanno cominciato a condividere stanze, nel frattempo i business center hanno ripensato i propri spazi e ora?
Più recentemente vi abbiamo raccontato nel nostro noleggio di una stanza ufficio a Milano Centrale senza aver visitato lo spazio e senza aver contattato il gestore dello stesso.
Oggi? Oggi vi raccontiamo di una nuova iniziativa che strizza l'occhio ad un fenomeno che ho appena avuto modo di vedere di persona a Londra.


Coworking Carrefour

Carrefour ripensa il negozio di prossimità e debutta con un concept inaugurato a Milano in Corso Garibaldi, si chiama Carrefour Express Urban Life.  
All'interno, centoventi metri quadrati, spazi per ristorazione e tale away ma non solo, spazi pensati per la socialità e la relazione e l'immagine che raffigura una ragazza e un ragazzo dall'aria cool e moderna che dialogano con uno snack su una panchina, ascoltando la musica e lavorando al pc, avvalorano il significato funzionale e relazionale dei diversi spazi. 

All'interno spazio per la colazione, la pausa pranzo da consumare nel Carrefour Urban Life o nel proprio ufficio. Nel Carrefour è disponibile un lounge bar con divanetti, ma anche e qui la novità, uno spazio coworking dove poter lavorare in tutta comodità o anche solo intrattenersi in piacevoli momenti di relax il salad bar e il juice corner.Nel coworking connessione wifi grauita e salette professionali.

"Un format da replicare in città importanti, con flussi di traffico significativi, anche turistici", spiega Gabriele Di Teodoro, direttore prossimità Carrefour Italia, "un posto dove poter acquistare soluzioni pasto per un consumo immediato o successivo ma anche un posto dove poter lavorare, socializzare o più semplicemente prendersi una pausa all'insegna del gusto e della qualità".
Coworking relazione


5 dicembre 2016

Presentazione di Regus Milano Cadorna

 Regus Milano Cadorna

Nella scorsa settimana, a Milano in zona Cadorna in via Paleocapa è stata inaugurata una nuova location di Regus che procede nella sua espansione in Italia secondo due strade che ci sembrano evidenti:

- rafforzare la presenza a Milano, ormai capillare con le 15 sedi operative e le nuove 2 in arrivo

- aumentare il numero delle città dove Regus è in grado di fornire spazi di lavoro a tempo. Oggi il totale delle sedi Regus in Italia è di 30

Questa strada trova la conferma nell'apertura nei prossimi mesi annunciata per inizio 2017, della seconda sede a Bologna, a Bologna Casalecchio per la precisione, nell'apertura di Regus Verona in zona Fiera/Verona Sud che verrà seguita dall'apertura della location, la prima in Liguria, a Genova.

In queste settimane nel frattempo sono proseguite le aperture, sono state inaugurate nuove sedi a Torino e a Roma Prati e Roma Parioli. A Roma le sedi sono raddoppiate da 3 a 6.

L'inaugurazione di Regus Milano Cadorna è stata l'occasione per Regus di fare il punto sulle nuove aperture e le tendenze del mercato. Il video che potete ascoltare, è stato segnalato dal collega Regus di Padova Gianluca Pollesel - che ringraziamo - ed oltre a fornirci una panoramica dei nuovi spazi di Milano e delle nuove tendenze dei business center Regus è anche l'occasione per ascoltare Mauro Mordini county Manager Italia e Malta che fa il punto sulla crescita di Regus.



25 novembre 2016

Non è un Business Center, non è un Coworking: spazi lavoro ad accesso automatico

Spazi di coworking

Il noleggio di spazi per lavorare è in continua evoluzione, pensiamo che solo fino ad un paio di anni, non esisteva il coworking. Oggi il coworking è dirompente e se esistono soluzioni con poche scrivanie, esistono spazi come il Toolbox a Torino o al Talent Garden a Milano, dove le scrivanie condivise sono qualche centinaio per sede. 
L’importanza del fenomeno e le prospettive future vanno lette anche alla luce del round di finanziamento appena conclusosi da parte di Talent Garden che ha raccolto 12 milioni di euro per crescere ancora. Qui gli spazi di lavoro non sono l’elemento principale, l’elemento principale è l’ecosistema di freelance ed imprese che lo animano e che creano nuove iniziative. 

Spazi condivisi da professionisti

La crisi economica ha spinto professionisti ed imprese ad offrire, in condivisione, i propri spazi in surplus. Una soluzione veloce ed economica dove lavorare senza investimenti e senza costi fissi, magari sentendosi un pò a casa di altri, ma con il giusto compromesso costi benefici. In alcuni casi queste soluzioni si sono evolute in forme di proposizione di studi multi-servizi: avvocati, consulenti del lavoro, commercialisti.

I business center e il modello Copernico


I business center che fino a qualche anno fa, erano l’unica soluzione alternativa all’affitto, affrontano questi nuovi competitors, offrendo nuovi servizi, nuovi spazi lavoro o strizzando l’occhio al coworking. La concorrenza però non frena i business center, crescono di numero, basta vedere in Italia le annunciate ultime aperture di Regus a Genova, Verona e Bologna o la prossima apertura di Copernico a Milano. 

Copernico è forse un modello trasversale perché unisce a spazi in coworking, stanze chiuse, sale riunioni, aree lounge, palestre e ristorazione. Sembra quindi che nel mercato ancora giovane ci sia spazio per tutti, per offerte di servizi e prezzi diversi per target diversi. 
Negli anni ufficiarredati.it ha riunito sotto un unico cappello commerciale molti business center italiani, ufficiotemporaneo.it, invece sta riunendo spazi di lavoro condivisi.

Spazi lavoro accessibili con uno smartphone

Sala sempre accessibile a Milano

 

Essendo il nostro sguardo rivolto al mercato, abbiamo notato una nuova proposizione di spazi lavoro. Si tratta di soluzioni ufficio e sale riunioni accessibili h24 a basso costo
La scorsa settimana abbiamo deciso di provare uno di questi spazi, al momento ancora pochi, di fruire della soluzione ufficio accessibile in autonomia vicino la stazione centrale di Milano. Questi spazi non si possono definire né coworking , né business center. Non sono spazi di coworking perché non c’è socialità, non ci sono spazi open, ma non è neanche un business center. 
Non è un business center, in quanto non c’è un servizio di reception, né di segreteria, è come un auto low cost paragonata ad un auto tradizionale. 

Cosa abbiamo visto e come abbiamo prenotato

Maniglia a controllo remoto
Cosa abbiamo fatto? 
Siamo entrati nel sito della società che offre questi spazi, sito certamente migliorabile sia dal punto di vista grafico che di usabilità ma sappiamo che sono a lavoro sotto questi ci aspetti. 
Ci siamo registrati, abbiamo scelto la location di nostro interesse e la stanza ufficio/sala di nostro interesse per alcune ore. 

Abbiamo anche osservato altre prenotazioni in calendario ed erano principalmente noleggi orari. Abbiamo ricevuto l'email di conferma con il codice necessario per accedere nello stabile. Il costo del noleggio sarebbe stato nel nostro caso di € 9,90 per ogni ora di noleggio, sarebbe stato in quanto abbiamo fruito di un bonus gratuito. 

La location è davvero a due passi dalla stazione centrale ha il plus dell'economicità: € 9,90+iva per ogni ora di noleggio sono un importo economico. Lo spazio era inoltre davvero insonorizzato.

Occorre considerare che la stanza che avevo riservata aveva secondo "l'host" una capienza fino a 20 persone, realisticamente 12/14 persone. Lo spazio è inoltre accessibile H24, 7 giorni su 7.

Elementi negativi? L'assenza del presidio di segreteria (ma non tutti lo vogliono), la mia difficoltà nell'individuazione dello stabile per l'assenza di targhe all'esterno. 
Come si accede? Si chiama dal cellulare un numero ricevuto nell'email di conferma e automaticamente si apre il portone di ingesso. Si arriva al piano, si ricontatta lo stesso numero e si apre la porta dello spazio condiviso, un'ultima chiamata e si sblocca la porta dell'ufficio prenotato.
La stanza, ma tutto l'ambiente è per scelta molto sobrio, come lo sono gli arredi ma funzionali e di facile gestione. Qualora si prenoti lo spazio per avere una sala a platea o ferro di cavallo si dovrà procedere ad allestire in autonomia la sala utilizzando le sedie extra disponibili in corridoio.

Ufficio sala accessibile h24
In sala tavolo, sedute (come da foto), appendiabiti e tv a cui collegare il proprio device. I bagni? Puliti, nuovissimi e perfettamente funzionali e senza codici di accesso. Gli spazi comuni sono videosorvegliati.

La formula provata di persona ritengo che abbia spazi per affermarsi sul mercato, il target potrebbe per certi aspetti essere il cliente attuale del coworking e del business center che cerca soluzioni economiche, senza troppi fronzoli e sempre accessibile.Ma potrebbe essere un cliente nuovo che oggi lavora principalmente da casa e che occasionalmente deve incontrare per poche ore clienti e fornitori. Al momento l'offerta di spazi è limitata a poche location, ma gli spazi vuoti in Italia ce ne sono e certamente potrà essere vista come un forma diversa di messa a reddito dello spazio. 
Il proprietario in sostanza attrezza gli spazi, riservando all'"intermediario" tutta la parte di automatizzazione. L'intermediario è un Airbnb degli spazi lavoro.

Voi cosa ne pensate di questa formula?

17 novembre 2016

Milano Executive Network con Sebastiano Carpentieri

Chi gestisce un business center da tempo con molta probabilità conosce la persona con cui ho scattato questa foto martedì a Milano. 
Per chi gestisce da poco un business center o ha poca "relazione" con altri business center svelo di chi si tratta.

Gianluca Mastroianni e Sebastiano Carpentieri

La persona in foto con me (io sono a sinistra) è Sebastiano Carpentieri fondatore di Executive Service Network e persona che nel 1972 ha aperto ed inaugurato il primo centro uffici italiano importando dai paesi anglosassoni un nuovo business. Il primo centro Executive e primo business center italiano è stato inaugurato a Milano in via Monti al numero 8.

Martedì sono tornato in Executive dopo un paio di anni, invitato da Sebastiano Carpentieri per due chiacchiere e un confronto sul nostro mondo. Come un possibile cliente ho fruito della loro lounge, lounge che era in apertura l'ultima volta che sono stato in Executive. Tra qualche settimana questa lounge ospiterà dal 24 Novembre al 20 Dicembre la mostra Trionfo Astratto dell'artista Alessandra Bisi. In questo modo l'arte incontra il business e si da modo di far conoscere l'ambiente business center anche a persone lontane dal centro uffici.
Sono sicuro che molti di voi che gestiscono un centro uffici non sapevano fino ad adesso quando fosse stato aperto il primo in Italia e da chi fosse stato aperto

Approposito, Executive che ormai da tanti anni lavora con Ufficiarredati.it ha sedi a Roma, Firenze, Genova, Brescia  e Milano.

Quando si parla di Business Center, si parla di cultura del servizio, di attenzione ai particolari e anche questo è stata la visita all'Executive, perchè?
Sebastiano ed il suo staff mi hanno omaggiato di questo box, ma cosa contiene?


Un comodissimo gadget che può essere uno spunto per altri centri uffici.Una power bank. Una batteria extra per lo smartphone, facilmente ricaricabile da pc o da caricabatterie da rete.  Un gadget graditissimo da me e immagino da tanti clienti che frequentano Executive.
Per tutti voi gestori di business center una bella idea per il Natale alle porte.


16 novembre 2016

Smart Working nei Business Center

Smartworking, adesso anche l'ufficio è mobile

La Repubblica nell'allegato di Affari e Finanza di lunedì scorso, ha dedicato una pagina allo smart working e al lavoro flessibile chiamando in gioco anche i business center. 

L'articolo a firma di Sibilla di Palma che vedete sotto, ma potete leggere anche dal sito di Repubblica è un mix di informazioni fornite da Regus sulle periodiche ricerche che il provider di spazi lavoro attrezzati effettua a livello mondiale e in questo caso anche con focus Italia e dati dell'Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano.

Affari e Finanza di Repubblica del 14 Novembre


Ovvio quindi che il business center con i suoi spazi lavoro flessibili viene richiamato come ambiente ideale per lo smart working. 

L'attenzione non è tanto sugli uffici attrezzati privati a noleggio per medio e lungo termine, ma sulle lounge e sugli spazi in coworking, sulla condivisione di spazi ma anche sulla condivisione di idee e progetti. Alcune delle informazioni pubblicate sono fornite da Mauro Mordini country manager per Regus in Italia e Malta. 

Dalle parole di Mordini si capisce anche la strada che percorrerà Regus nei prossimi mesi e che sicuramente i gestori indipendenti devono guardare e analizzare per rivedere il proprio business center: apertura in Italia di ampi spazi di coworking, eventi per la socializzazione tra imprese e professionisti che vivono il business center sulla falsa riga di ciò che accade e caratterizza gli spazi di coworking.  
Crescita del virtuale, un presidio a costi contenuti adatto non solo alle startup, ma anche alle grandi aziende che entrano in nuovi mercati. Un domicilio e una linea telefonica gestita da personale multilingue professionale in grado di sotituirsi totalmente alla segretaria del proprio cliente.