18 maggio 2016

Addio al timbro data certa alle Poste Italiane

Oggi diamo il via ai titoli di coda per il servizio data certa presso gli uffici postali.
Negli anni trascorsi abbiamo affrontato in questo blog più volte l'argomento data certa al contratto, sopratutto con riferimento ai contratti della sfera della domiciliazione: domiciliazione legale, domiciliazione professionale, unità locali. Si vedano in proposito i post datati: 24/03/2009, 4/06/2009, 20/05/2015.

Le poste hanno confermato di recente con una circolare interna (Aprile 2016), che non è più possibile rivolgrsi agli uffici postali per richiedere l'apposizione del timbro data certa al fine di usufruire della data certa su un documento. La data certa presso Poste Italiane consisteva in una procedura stabilita dall’art 8 del D.lgs 261/99 e successiva disposizione di servizio numero 93 del Settembre 2007.

La data certa prevedeva un’apposizione dell’indicazione datata e sottoscritta sulla prima pagina del documento o atto (eventualmente rilegato in modo tale da non permettere l’aggiunta e/o rimozione di pagine) per cui è richiesta la data certa, preceduta dalla dicitura “documento unico” con la presenza sempre in prima pagina della frase “si richiede l’apposizione del timbro postale per la data certa”, seguita da data e firma. Sul primo foglio, infine, veniva affrancato con un francobollo e immediatamente si procedeva all’annullamento dello stesso con l’apposizione.


In realtà già da oltre un anno molti uffici postali si rifiutavano di dare la data certa ai documenti presentati allo sportello. Per i business center si è quindi cercato da tempo una soluzione alla data certa. Cogliamo l'occasione per ricordare le alternative disponibili:
- soluzione consigliata, invio del documento a cui dare data certa da indirizzo di posta elettronica certificata ad indirizzo di posta elettronica certificata. Con conservazione email della presa in carico del documento e email della consegna dello stesso
- soluzione economica e semplice, ma non consigliata, invio di plico senza busta. Invio cioè del documento a cui dare data certa a se stessi o all'altra parte in plico chiuso a busta. Economica in quanto il costo è la sola affrancatura, non consigliata in quanto il timbro viene comunque apposto soltanto su una pagina.

Altre soluzioni possibili con carateristiche diverse:
- registrazione presso Agenzia delle Entrate attraverso versamento di imposta di registro di € 200

- ricorso al Notaio per apposizione data e firma

- servizio data certa digitale di Postel, apposizione della cosiddetta EPCM (Electronic Postal Certification Mark rilasciata da Poste Italiane secondo quanto previsto dall'Universal Postal Union) al documento informatico. Il servizio fornisce al documento una duplice garanzia: oltre a quella della certezza della sua esistenza in una data e un'ora opponibile a terzi, anche quella della sua autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità nel tempo, aspetti questi assicurati dalla memorizzazione del documento nel sistema di conservazione digitale Postel accreditato dall'Agenzia per l'Italia Digitale

- marca temporale, un servizio offerto da un certificatore accreditato, che permette di associare data e ora certe e legalmente valide ad un documento informatico, consentendo quindi di associare una validazione temporale opponibile a terzi. (cfr. Art. 20, comma 3 Codice dell’Amministrazione Digitale Dlgs 82/2005). Il servizio di marcatura temporale può essere utilizzato sia su file non firmati digitalmente, garantendone una collocazione temporale certa e legalmente valida, sia su documenti informatici sui quali è stata apposta firma digitale: in tal caso la marca temporale attesterà il preciso momento temporale in cui il documento è stato creato, trasmesso o archiviato.



13 maggio 2016

Uffici arredati Verona centro:Time To Work

Cresce l'offerta di spazi di lavoro attrezzati a Verona. In una città dove il centro di via del Perlar è pieno, la sede di Villafranca di Verona è completo si sentiva il bisogno di nuovi spazi attrezzati.
 
Da qualche mese a Verona città l'offerta è cresciuta con un elegante centro uffici: Time to Work. Oggi ve lo presentiamo con un intervista a chi lo gestisce e lo ha pensato: Emanuela Sanson. Le foto permettono di capire l'eleganza della location, che è stata anche visita da Stefano Catanzaro di Ufficiotemporaneo.it.

Ciao Emanuela, il tuo business center è nuovo e attivo da qualche mese, come mai l’idea di aprire questa nuova attività. 
L’idea è sorta casualmente vedendo un sito americano “WeWork”, che offre spazi per co-working e uffici arredati negli anni è diventata una vera e propria comunity. Ovviamente è stato solo una spunto, ho dovuto calarmi nella realtà di una città di provincia e quindi ho deciso per un Business Center.

Avevi già gli spazi a disposizione? 
Per fortuna si e all’epoca erano sfitti ed inutilizzati. 

Hai fatto importanti cambiamenti o li hai adattati per condividerli?. “Time to Work” si trova in un immobile degli anni ’30, gli spazi sono ampi e luminosi, rifiniti con materiali pregiati ci siamo quindi limitati ad un intervento di restauro e cercato di rendere più funzionale l’esistente. 

Quando ci siamo conosciuti avevi già il tuo sito attivo e quindi già operativa. Avevi avuto già dei contatti e se si quale servizio ti era stato richiesto? Come hai trovato il nostro network? 
Si da pochissimi giorni, trovarvi è stato facile, sul web siete ben posizionati. 

Nella tua sede sono disponibili soluzioni di ufficio condivise come il coworking? 
Abbiamo un’area che si adatta anche al coworking, quindi siamo pronti a soddisfare anche questa esigenza. La flessibilità è un nostro punto di forza. 

Verona al momento non offre molti Business Center, anche se è stata una delle prime città ad avere spazi attrezzati. Ritieni che la città sia pronta a questo tipo di offerta? Quale tipo di clientela ti aspetti? 
“Time to Work” cerca di raggiungere una clientela formale, imprenditori, consulenti finanziari, liberi professionisti … Non per questo però escludiamo una clientela giovane e dinamica. 

Il tuo Business Center si trova nel cuore di Verona, a pochi passi da Piazza Brà, città turistica per eccellenza. Credi sia un valore aggiunto di immagine oltre che dare la possibilità al cliente di immergersi in pochi minuti in un atmosfera di vacanza? 
La logistica è sempre stata un elemento fondamentale per qualsiasi attività. Per “Time To Work” è un punto di forza, ma ci tengo a sottolineare che non siamo vicini solamente alle mete turistiche più importanti della città ma anche a due passi dalle più importanti sedi istituzionali, finanziarie, economiche e commerciali. 

Cosa pensi possa accadere nei prossimi mesi? Avvento di nuove forme di condivisione, rafforzamento del coworking, nuovi business center ... ? 
Sicuramente il coworking avrà uno sviluppo esponenziale, è un’ottima soluzione per un giovane che voglia mettersi alla prova individualmente confrontandosi con altre realtà. 

Per chi ha in mente di avviare un centro uffici e magari ha un immobile sfitto, tre consigli? Pianificazione finanziaria, strategie di marketing e grande entusiasmo. 



Per maggiori dettagli 800 090 130, per le sale riunioni e gli ufficio temporanei a Verona presso Time To Work.

9 maggio 2016

I business center a Roma

Roma insieme a Milano è la capitale dei Business Center in Italia, oltre 40 le strutture di diverse dimensioni attive sul territorio delle due città metropolitane

Oggi vi racconto una due giorni romana trascorsa in alcuni business center della Capitale. La visita all’Eur Trade Center, ad una delle due sedi di Gruppo Ufficio al Torrino, Executive Service in via Savoia, I Work in Rome in piazza dei Campitelli e Salaro Office nell’omonimo quartiere. 

Eur Trade Center
La mia visita è partita dall’Eur Trade Center in via Solaro del Borgo, presa le linea B delle metropolitana a Roma Termini in compagnia del collega Stefano Catanzaro di www.ufficiotemporaneo.it siamo scesi a Laurentina, da qui il business center dista cinque minuti in auto. 
 Entrando nel business center si comprendono subito alcune cose: il business center è smaccatamente in “rosa” tutta o quasi al femminile la gestione di questo splendido
Eur Trade Center sala riunioni
casale ricco di storia. Sembra, attraversando l’ingresso, di lasciarsi Roma alle spalle ed entrare in un nuovo mondo fatto di verde, di ulivi, erba all’inglese, palme con i profumi della primavera romana ed il cinguettio degli uccelli. 

Un posto quasi fantastico si svela entrando all’Eur Trade Center, gli uffici luminosi si affacciano sul parco dove clienti di aziende diverse si fermano a socializzare, non di rado, mi ha raccontato Cristina (una delle titolari) si organizzano rinfreschi ed aperitivi immersi nel verde. Il silenzio, il relax è anche uno dei motivi per cui Eur Trade Center è scelto per riunioni di lavoro, l’ampio parcheggio gratuito è poi una rarità a Roma. 

Eur Trade Center spazi esterni
Lasciato l’Eur Trade Center, in taxi abbiamo raggiunto il collega Mauro Gianfelici, storico gestore di alcuni business center a Roma. Oggi Gruppo Ufficio conta quattro locations: a Roma Nord a Cassia nel Parco dell'Insugherata, lungo il Grande Raccordo Anulare un nuovo business center di recente inaugurazione dove vetro e legno si fondono insieme per una nuovo ambiente di lavoro. Due le sedi di Gruppo Ufficio, all’ Eur Torrino, 8.000 metri quadrati totali. Eur Torrino è in rapido sviluppo sembra unire Roma con Ostia, non mancano i parcheggi, gli uffici sono caraterizzati da uno stile moderno, di elevata efficienza il servizio di segreteria, bar e caffetteria interna completano l’offerta dei servizi. Qui l’inglese, il cinese, ecc non sono un ostacolo, anzi un importante plus.

Executive Service
Dopo l’Eur Trade Center, la visita a Gruppo Ufficio, in taxi raggiungiamo la fermata della Metro B Eur Palasport e ci dirigiamo in altra zona di Roma verso l'Executive Service, quartiere Pinciano, fermata della metro Castro Pretorio, a due passi dalla Stazione di Roma Termini. A piedi in 10 minuti si raggiunge l’Executive Service di Sergio Carpentieri, prima di arrivare nel business center però, una sosta è d’obbligo in via Nizza, dove due anni fa l’Executive Service ha aperto il primo business center su strada. Un piccolo spazio attrezzato dove poter richiedere servizi di traduzione, domiciliazioni low cost e prenotare un ufficio temporaneo. Le due vetrine su strada, l’eleganza degli arredi sono un bel veicolo pubblicitario. 

Raggiungiamo Sergio Carpentieri in via Savoia, edificio elegante e prestigioso, servizio di portineria molto efficiente ci indirizza al piano. Executive si sviluppa su più piani con una reception centralizzata da cui si controllano e si autorizzano gli accessi agli uffici. Spazio raffinato, caldo grazie al calore del parquet e la tinta delle pareti. Sono in corso dei lavori in un nuovo piano dove a breve entrerà un cliente segnalato da uffici arredati.it che precedentemente utilizzava un centro ufficio periferico (oggi il nuovo spazio è operativo). Tra i servizi che da sempre caratterizzano questa sede oltre i noleggi di lungo termine, tanto lavoro con traduzioni e domiciliazioni. 

La prima giornata romana termina qui, dall’Eur, all’Eur Torrino, da qui al Pinciano. 
 
I work in Rome
I work in Rome
Il nostro secondo giorno di visita parte da I Work in Rome in Piazza dei Campitelli di fronte all’omonima chiesa ai limiti del quartiere Ebraico. Il business center, ma il termine non chiarisce di cosa parliamo, a due passi dal Teatro Marcello e dal Colosseo è nel cuore della Roma Antica. Ci siamo arrivati in taxi, ma anche in metro o in bus, si raggiunge comodamente. 

Pensare di parcheggiare qui è utopia, ma volendo fare due passi si può lasciare l’auto vicino al circo Massimo. Il palazzo un pò come tanti edifici romani racconta la storia della città eterna, il business center si affaccia sul cortile interno, gli spazi sono silenziosi, il suono delle campane e il vociare intorno fa da sfondo alla mia visita. 

Spazi ampi, affreschi, un luogo perfetto per chi ama l’arte. Il centro uffici vuole puntare sugli stranieri - ce ne sono al lavoro – e sugli avvocati che solo alcuni giorni a settimana hanno bisogno di un punto di appoggio a Roma. A loro è dedicata una parte di I Work in Rome, con scrivanie smart e privacy garantita da mobili con scansie. 

Salario Office
Per chi poi ha bisogno di soggiornare a Roma, al primo piano c’è un appartamento che può essere noleggiato e che è dotato di tutti i confort. Ho approfittato essendo l’ora del caffè di uno o tanti locali raggiungibili a piedi in un paio di minuti, dove sorseggiare un buon caffè staccando dal lavoro. Da qui in auto con il collega Michele Antonini, gestore del Salario Office, ci siamo spostati nella zona nord di Roma per visitare il Salario Office. 

Salario Office
Qui il business center è proprio un business center. L’edificio ospita oltre 70 stanze su quattro piani, quasi completamente noleggiate, alcune sale riunioni sono disponibili per i clienti interni, ma anche per chi ricerca spazi di lavoro “a gettone”. 

Il Salario Office offre poi un servizio che pochi business center erogano: archiviazione documentale. Un piano interrato, diviso in stanze chiuse, con scaffalature conserva documenti di aziende della pubblica amministrazione, curatori fallimentari. Un servizio venduto non solo ai clienti interni. 

Uno degli elementi di forza del Salario Office è il piccolo ristorante interno, molto semplice, ma la cucina romana si sposa con piatti leggeri, abbiamo avuto modo di apprezzare la qualità e la bontà dei piatti proposti. Il responsabile commerciale del business center e la collega Federica Borgognoni

Con questi 5 business center si allunga l’elenco degli spazi uffici attrezzati che in questi anni abbiamo avuto il piacere di visitare a Roma: Time for Business in via Lima nel quartiere Parioli, Tiempo Roma in via Gregorio VII, Tp Center all’Eur, Business Center Parco dè Medici nel quartiere Portuense, Alma Business Center in viale Giulio Cesare nel quartiere Prati.

4 maggio 2016

Professional Space spazi lavoro attrezzati a Palermo

Il 15 Aprile ha inaugurato a Palermo il nuovo Professional Space. Un centro uffici multi servizi che visto il successo riscontrato in questi anni, ha deciso di ampliare gli spazi offerti alla propria clientela. 

Tutta l’area da cui, qualche anno fa è partita l’avventura di Giuseppe Cappello, il titolare e gestore del Business Center, è stata noleggiata da una grande azienda, Giuseppe convinto dal successo ha deciso di ampliare gli spazi, oggi i metri quadrati sono 700. Il centro uffici è uno dei pochi in Italia a disporre di vetrine su strada, questo gli ha permesso di avere molta visibilità, di agevolare l’ingresso di potenziali clienti. Ma nel Professional Space le vetrine sono anche utilizzate per promuovere i clienti residenziali senza alcun costo aggiuntivo. 

Il nuovo Professional Space è stato inaugurato anche alla presenza di Patrizia Di Dio Presidente Confcommercio Palermo e Giovanna Marano Assessore alle attività produttive per dare un concreto segnale di azienda al servizio di aziende. Ufficiarredati con Gianluca Mastroianni era presente all’inaugurazione, perché la crescita del Business Center di via Imperatore Federico è anche il frutto della forte sinergia instauratasi in questi anni. 

I nuovi spazi oltre alle stanze private ampie e con arredi smart, ha una sala riunione da 12 persone, una sala meeting da 50 posti ed uno spazio Box Office Arredati. Cosa sono i Box Office Arredati? Di 6 postazioni lavoro divise da pareti basse, dove lavorare occasionalmente, lasciare le proprie cose e magari relazionarsi con altri professionisti e con un budget di spesa molto contenuto. Un servizio che nella vecchia sede mancava. 



Nei nuovi spazi poi un’area break ed un giardino d’inverno che può essere attrezzato per coffee break, aperitivi e lunch, come accaduto il giorno dell’inaugurazione. Insomma il nuovo Professional Space è più grande, più ricco di servizi, con uno staff cresciuto per andare ancora più incontro alle esigenze della clientela sempre più esigente.

2 maggio 2016

L'abc di WordPress

Very Office presenta un workshop intensivo per imparare a gestire autonomamente un sito o blog "senza far danni"...


La  prima lezione è prevista per giovedì 26 maggio 2016 dalle ore 17.00 presso Very Office, via Traversa Pistoiese 83 a Prato.
Per info e iscrizioni potete cliccare qui. Vi aspettiamo!!



Cinzia Cresti - Very Office

28 aprile 2016

Spazi di lavoro? Le tendenze per questo anno

Articolo originale nel sito Officing Today.
Traduzione italiana a cura di ExecutiveTraduzioni

Le tendenze negli spazi di lavoro che vedranno una forte espansione nel 2016 
I cambiamenti non avvengono dal giorno alla notte e anche le tendenze non nascono dal nulla: si consolidano giorno dopo giorno e poi, improvvisamente, esplodono. Con l'uscita dal mercato del lavoro di un gran numero di Baby Boomers e l'avvento della cosiddetta "Generazione Z", sembra proprio che il 2016 segnerà una rivoluzione per quanto riguarda gli spazi di lavoro. Ecco cosa potremmo aspettarci quest'anno.

La flessibilità diventa la norma
L'opportunità di un lavoro flessibile, un tempo appannaggio esclusivo dei lavoratori freelance e part-time, sta entrando prepotentemente nelle strategie aziendali, che adottano sempre più spesso soluzioni flessibili e di lavoro in modalità remota. Non si tratta più soltanto di una questione generazionale: le società stanno iniziando a capire che concedere maggiore flessibilità al proprio personale può rivelarsi redditizio e vantaggioso. Solo a titolo di esempio, il lavoro flessibile consente di ridurre i costi per il personale, contribuisce a salvaguardare l'ambiente, è motivante e attira talenti da luoghi diversi. La tecnologia ha svolto un ruolo determinante in questo senso poiché permette al dipendente di essere sempre presente (online) e disponibile senza dover essere fisicamente in ufficio. Viviamo in un mondo in cui le persone sono costantemente (se non sempre) connesse e raggiungibili, ovunque - tramite smartphone, laptop o dispositivi indossabili - e possono quindi svolgere gran parte del proprio lavoro in qualsiasi momento e indipendentemente dal luogo in cui si trovano. La crescita degli spazi di lavoro condivisi in tutto il mondo ha contribuito a consolidare questa tendenza, in quanto inserisce il lavoratore in un ambiente che incoraggia la produttività e la collaborazione. Il modello della condivisione degli spazi di lavoro ha riscosso un tale successo che molti operatori e network offrono oggi programmi di "coworking" che consentono ai coworkers di utilizzare spazi che si trovano in diversi paesi o città senza dover sottoscrivere un abbonamento specifico. Gli studi hanno dimostrato che la flessibilità contribuisce a ridurre stress e depressione, poiché consente alle persone di e produttive (non possiamo essere tutti mattinieri o, al contrario, nottambuli). Tuttavia, il fatto più importante è che la flessibilità è diventata un elemento chiave se parliamo di acquisizione e mantenimento dei talenti. Forbes ha evidenziato che i lavoratori prenderebbero in considerazione un cambiamento di lavoro in base al grado di flessibilità offerto. Questo ci porta ad analizzare un altro fattore. 

Diminuzione dei contratti a tempo pieno e aumento del lavoro freelance 
Il desiderio di maggiore flessibilità spinge i professionisti a cercare opportunità di lavoro meno restrittive, che consentano un maggiore controllo sulla gestione della loro vita e un migliore equilibrio tra attività professionale e vita privata. Come nel caso della flessibilità, la tecnologia ha contribuito enormemente in questo senso, consentendo ai professionisti di selezionare iniziative o progetti su cui lavorare per conto di aziende sparse per il mondo. Siti web come Fiverr o Upwork stanno diventando sempre più popolari non soltanto tra i lavoratori freelance, ma anche tra le piccole imprese che possono così ricorrere a talenti on demand a costi ridotti. Negli Stati Uniti, gli esperti attribuiscono parte di questo fenomeno a Obamacare, considerato che i costi previdenziali e sanitari sono diventati la voce di spesa più alta per le società. Ciò ha inoltre spinto molte aziende a sostituire i dipendenti a tempo pieno con collaboratori freelance. 

Come cambia la valutazione della performance 
Alla fine dello scorso anno, abbiamo pubblicato un articolo che analizzava il processo di valutazione della performance ed evidenziava la necessità per le imprese e i datori di lavoro di implementare una serie di cambiamenti. Anche se l'articolo si concentrava essenzialmente sui cosiddetti "Millennial" (cioè la generazione del nuovo millennio), alcuni dei punti evidenziati sono applicabili a tutti i lavoratori del mondo contemporaneo. La tendenza quest'anno va verso una valutazione della performance più frequente e meno rigida. Gli esperti prevedono che le aziende adotteranno un approccio più "informale" e pianificheranno sessioni di valutazione più frequenti allo scopo di fornire un feedback immediato ai loro dipendenti e motivarli maggiormente al raggiungimento dei risultati.  

Spazi di lavoro all'insegna della funzionalità 
In aggiunta alla flessibilità e al ricorso a collaboratori freelance, le aziende dovranno concentrarsi sulla ridefinizione degli spazi di lavoro. Il minor numero di dipendenti a tempo pieno a favore di personale in remoto elimina la necessità di avere una postazione di lavoro specifica per ciascun lavoratore. Le aziende dovranno ripensare gli spazi interni, modificandone il layout. Inoltre, la progettazione dell'ambiente di lavoro dovrà essere all'insegna della funzionalità e della praticità, ricorrendo, per esempio, ad arredi mobili, a una migliore pianificazione degli spazi e delle aree comuni (come la mensa), a una combinazione ottimale di tecnologia e design anche attraverso l'utilizzo di illuminazione intelligente, la creazione di spazi per la tecnologia mobile, il ricorso adispositivi wireless per eliminare l'eccesso di cavi, fili ecc.. 

La tecnologia negli spazi di lavoro
La tecnologia faciliterà il lavoro del personale presente in ufficio e di quello in remoto. App come Slack, Asana, Trello, Screenhero e Skype semplificano la comunicazione e organizzazione interna e l'assegnazione dei compiti. Non possiamo tuttavia non ricordare la tecnologia intelligente, come l'internet delle cose e l'intelligenza artificiale, che conferisce un ulteriore vantaggio agli spazi di lavoro e modifica le dinamiche con cui vengono fatte le cose.

19 aprile 2016

Regus per i nuovi lavoratori

L'articolo che pubblichiamo oggi è gentilmente tradotto dai colleghi di ExecutiveTraduzioni ringraziamo in particolare il collega Sergio Carpentieri. 
L'articolo orginale è consultabile online nel sito OfficingToday.com

Negli ultimi mesi Regus ha aperto nuove location anche in Italia ed altre sono in apertura. Personalmente ho avuto modo di visitare la nuova sede di Bologna in viale Masini, la sede di Padova e a Milano la location di Galleria Vittorio Emanuele.

Alle iniziali sedi di Milano, Roma, Torino e Napoli si sono aggiunte location a Padova, Bologna, Bergamo e ultima in ordine di tempo Brescia. A Torino, Napoli, Milano e Roma nuove sedi sono state appena aperte, un quadro completo è comunque consultabile nel sito Regus e in Businesscenteritalia.it 
E' evidente come Regus creda nel mercato italiano non ancora assolutamente maturo dove altri competitor si apprestano ad aprire spazi di lavoro attrezzati di medie e grandi dimensioni. E' importante secondo noi conoscere cosa accade all'estero, perchè certamente alcuni di questi fenomeni li vedremo ben presto in Italia. L'articolo di oggi pone l'attenzione su due nuovi brand di Regus, voluti per affiancarsi al marchio storico (rivisto un anno fa), per andare incontro a due target diversi che difficilmente si identificano con il marchio Regus. Dai nuovi marchi penso si possa estrarre anche idee e supposizioni sul modo di evolversi del mercato.

Di solito, sono le imprese B2C a ricorrere a strategie multi-brand. Tuttavia, l'approccio di marketing di Regus per i suoi due nuovi brand, dimostra che una strategia multi-brand può avere una sua efficacia anche nel settore degli uffici arredati e degli spazi di lavoro flessibili
Regus è solitamente associata a grandi corporation, studi legali, consulenti finanziari, ambienti formali e analoghe tipologie di clienti. Per questo motivo, quando ha presentato i suoi due nuovi brand, ThinkKora e Spaces (una società fondata ad Amsterdam sette anni fa e acquisita da Regus all'inizio della primavera), ha dovuto creare dei marchi separati,visto che i clienti target di ThinkKora e Spaces erano diversi da quelli di Regus. L'azienda è perfettamente consapevole del fatto che le persone giovani, moderne e creative potrebbero non identificarsi con l'ambiente di lavoro di Regus. Diverse ricerche di mercato hanno evidenziato le difficoltà di condividere spazi di lavoro tra persone di generazioni diverse: parliamo di modi di lavorare e di un approccio al lavoro completamente diverso. 

Tuttavia, è interessante notare che l'approccio dell'azienda nel promuovere questi due brand è stato quello di associare il nome Regus al marchio ThinkKora, e non a Spaces. Il sito web di ThinkKora specifica chiaramente che si tratta di un brand Regus e lo username di Twitter è "Regus Kora":  

"Creato da Regus, siamo un network internazionale di partner, eventi e spazi di lavoro." 

Per contro, il sito web e i social media di Spaces non fanno alcun riferimento esplicito a Regus. Potrebbe trattarsi di un esperimento per valutare qual è la proposta più appetibile per i lavoratori giovani, creativi e high-tech: il brand che rimanda a Regus o quello più indipendente? A prescindere da quale sia la strategia, è evidente che Regus vuole esplorare il lato "social" dell'industria degli spazi di lavoro flessibili e rivolgersi alla nuova generazione di lavoratori. Non è un segreto che un brand non potrà mai affermarsi in tutte le nicchie di uno specifico mercato: dopotutto, non si può piacere a tutti! 

È per questo che Regus ha sentito la necessità di creare due nuovi brand, uno rivolto ai giovani professionisti creativi e l'altro agli imprenditori e clienti high-tech. Il marchio ThinkKora è indubbiamente rivolto alla tipologia di clienti creativi: basta collegarsi al suo sito web, vivace e colorato, per capire che ThinkKora è uno spazio frequentato da una community di giovani alla ricerca
di conoscenza e ispirazione oltre che uno spazio dove trovare supporto per crescere. 

Si può dire lo stesso dell’ambiente Regus tradizionale? Al contrario, Spaces  è rivolto principalmente a imprenditori e professionisti che vanno dritti al punto. Spaces offre i seguenti prodotti: spazi completamente arredati, sale riunioni e "business club" (i cosiddetti spazi di coworking). Lo slogan di Spaces recita:

“Tu fai le cose importanti. Al resto pensiamo noi."

Questo motto mi fa pensare a Regus. Chissà... forse questi sono gli stessi giovani che sceglieranno un ufficio Regus quando le loro start-up saranno cresciute e avranno raggiunto il successo. 
Quindi, dovrei utilizzare una strategia multi-brand per promuovere i miei spazi di lavoro? 
Questa strategia ha i suoi pro e i suoi contro. Nel caso di Regus, si tratta di un approccio che potrebbe potenzialmente funzionare dato che i suoi clienti appartengono, per la maggior parte, a una specifica tipologia di business e tutti gli altri potenziali clienti potrebbero non identificarsi in quel profilo; per questa ragione, il rischio di cannibalizzazione del mercato è piuttosto basso. Non è però una strategia che funziona per tutti: il rischio di perdere clienti è alto, soprattutto se i diversi brand si rivolgono allo stesso settore di mercato.

18 aprile 2016

Marconi World Office Firenze ed Ufficiarredati

Attualmente a Firenze abbiamo una sede affiliata, il Marconi World Office del collega Damiano Gatti

Sono molti anni che Damiano è affiliato ad Ufficiarredati.it e diversi contatti sono diventati clienti per i servizi di domiciliazione, uffici e sale riunioni. Tutti i contatti che ci hanno lasciato un feedback sulla sede hanno sempre apprezzato la qualità del servizio, l'attenzione di Damiano e dello staff verso il cliente. Ma Damiano l'attenzione al cliente ce l'ha nel dna visto che opera anche nel settore alberghiero. 
 
Damiano però l'attenzione ce l'ha anche verso il network oltre che verso i clienti.
Perchè? Perchè ha deciso di evidenziare la sua affiliazione al network con una targa sulla facciata esterna dell'edificio.

Ecco gli scatti sia dell'edificio dove sventola la bandiera del consolato della Repubblica Dominicana, insediato nel business center e la targa adiacente l'ingresso.

I clienti che dovessero arrivare da Damiano attraverso Ufficiarredati avranno modo di identificare subito che questa sede è affiliata, all'interno del centro uffici in evidenza anche il certificato di affiliazione.

Ringrazio Damiano Gatti per questa gradita e inattesa sopresa.

 





8 aprile 2016

Pietro Martani racconta Clubhouse Brera a Milano

Pietro Martani CEO Copernico Holding
Reteconomy canale 512 di Sky ha dedicato la prima puntata di EconomyUpTv allo smart working.

Pietro Martani, CEO e fondatore di Copernico Holding e ideatore di Clubhose Brera ha raccontatato da dove nasce e cosa è Clubhouse Brera. L'importanza dell'innovazione, della creatività, il ruolo della contaminazione che caratterizza tutti gli spazi Copernico. 

Nella puntata si è anche parlato del nuovo disegno di legge dello smart working o lavoro agile  e con alcune schede molto chiare si è fatto il punto sui lavori in Parlamento.

Nella seconda parte della puntata, Mariano Corso ha invece parlato delle opportunità offerte oggi dallo smart working in Italia.

7 aprile 2016

Si promuove la domiciliazione ma si crea confusione

La scorsa settimana mi sono imbattuto in un articolo, un redazionale pubblicato su un sito web di una certa rilevanza.
Il titolo dell'articolo è: Perché la domiciliazione in un luogo prestigioso è un importante biglietto da visita per un avvocato.
L'articolo redatto per un nuovo business center da sempre attivo nei servizi segretariali è finalizzato a promuovere i servizi di domiciliazione, puntando sull'immagine che un indirizzo civico di prestigio, in una città importante può dare ai propri clienti. Fin qui tutto vero, lo diciamo da sempre anche noi. L'articolo come si capisce dal titolo è destinato ad un target ben preciso: i legali.

Sappiamo bene la difficoltà di utilizzare nel nostro settore nomi che ben identificano i nostri servizi. Non esiste un termine unico per l'ufficio noleggiato ad ore - day office, ufficio temporaneo, ufficio transito, temporary office - qualcuno nel richiedere un preventivo lo chiama addirittura ufficio virtuale. Lo stesso ufficio virtuale non ha un'univoca definizione, per alcuni è l'ufficio ad ore, per altri una linea telefonica presidiata dalla reception del business center, per altri un servizio di recapito postale con presidio linea telefonica.

Chiara quindi la difficoltà di proporre e promuovere i servizi con un'eterogeneità di termini, tanto più difficile quanto noi gestori usiamo termini diversi. La situazione però si complica quando e veniamo all'articolo di cui sopra, si cerca di promuovere i nostri servizi condendo l'articolo per lo meno di inesattezze.
Estraggo un primo passaggio, si parla delle domiciliazioni e si dice:

.... messi a disposizione da strutture organizzate come i Centri Uffici e i Business Center. I vantaggi offerti da questa tipologia di servizi alla professione dell’avvocato sono molteplici. Innanzitutto, i Business Center hanno solitamente sede in posizioni strategiche e rinomate di 2) grandi città come Milano e Roma...

Gli errori sono due, il primo di considerare Centri Uffici e Business Center come due attività diverse tra loro. Parliamo dello stesso ambiente di lavoro e di conseguenza degli stessi servizi quindi assolutamente dei sinonimi. Il secondo errore di considerare i Business Center limitati alle grandi città, lo sappiamo bene noi che seguiamo la mappatura dei Business Center italiani.  Se è vero che Roma e Milano ovviamente sono le aree metropolitane con il maggior numero di Business Center, sappiamo anche che ce ne sono in 19 Regioni su 20 in Italia.

L'articolo prosegue ed estraggo un altro passaggio:
I Business Center più rinomati mettono inoltre a disposizione del professionista anche degli uffici temporanei e delle sale riunioni..

Direi che tutti i Business Center, non solo quelli rinomati - sarebbe da capire quale criterio o quali criteri consentono di qualificare un business center come rinomato  e quali non - forniscono uffici temporanei per noleggi anche orari e direi tutti hanno almeno una piccola sala riunione per colloqui ed incontri di lavoro.


Nel passaggio che segue invece si palesa la possibilità di una doppia iscrizione per l'avvocato che voglia lavorare in più città:
Poniamo l’esempio di un avvocato laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Padova, residente a Padova e iscritto all’albo degli avvocati di Padova. Per una serie di specializzazioni post-laurea ed esigenze di crescita professionale nell’ambito del diritto d’azienda e del diritto fallimentare, si trova ad assistere molti imprenditori nell’area di Milano. Sarebbe per lui congeniale essere anche iscritto all’ordine degli avvocati di Milano 

Ma questo non è assolutamente possibile. L'avvocato può essere iscritto in un solo albo del circondario del tribunale ove ha il domicilio professionale, di regola coincidente con il luogo in cui svolge la professione in modo prevalente, quindi assolutamente una sola iscrizione e quindi dire essere anche iscritto è una grave inesattezza.

L'ultima inesattezza, che non aiuta i nostri clienti a capire cosa è un domicilio professionale e come si possa conformare questo servizio è questa:
Grazie a un semplice servizio di domiciliazione postale a Milano, l’avvocato potrà iscriversi all’albo degli avvocati di Milano anche non possedendovi una sede fisica, usufruendo anche di un notevole vantaggio di immagine e diventando professionalmente più competitivo.

Dalla lettura dell'articolo, sembrerebbe sufficiente per un avvocato,  ma la stessa cosa vale per un ingegnere, un commercialista, sottoscrivere un servizio di recapito postale per creare un domicilio professionale. Questa cosa non è invece possibile con un semplice recapito postale, ma richiede uno spazio di lavoro fisico organizzato in modo continuativo. Non mi addentro nella tematica, non è comunque e questo è certo erogare un domicilio con un semplice recapito postale, non è quindi corretto pubblicizzarlo.