4 maggio 2016

Professional Space spazi lavoro attrezzati a Palermo

Il 15 Aprile ha inaugurato a Palermo il nuovo Professional Space. Un centro uffici multi servizi che visto il successo riscontrato in questi anni, ha deciso di ampliare gli spazi offerti alla propria clientela. 

Tutta l’area da cui, qualche anno fa è partita l’avventura di Giuseppe Cappello, il titolare e gestore del Business Center, è stata noleggiata da una grande azienda, Giuseppe convinto dal successo ha deciso di ampliare gli spazi, oggi i metri quadrati sono 700. Il centro uffici è uno dei pochi in Italia a disporre di vetrine su strada, questo gli ha permesso di avere molta visibilità, di agevolare l’ingresso di potenziali clienti. Ma nel Professional Space le vetrine sono anche utilizzate per promuovere i clienti residenziali senza alcun costo aggiuntivo. 

Il nuovo Professional Space è stato inaugurato anche alla presenza di Patrizia Di Dio Presidente Confcommercio Palermo e Giovanna Marano Assessore alle attività produttive per dare un concreto segnale di azienda al servizio di aziende. Ufficiarredati con Gianluca Mastroianni era presente all’inaugurazione, perché la crescita del Business Center di via Imperatore Federico è anche il frutto della forte sinergia instauratasi in questi anni. 

I nuovi spazi oltre alle stanze private ampie e con arredi smart, ha una sala riunione da 12 persone, una sala meeting da 50 posti ed uno spazio Box Office Arredati. Cosa sono i Box Office Arredati? Di 6 postazioni lavoro divise da pareti basse, dove lavorare occasionalmente, lasciare le proprie cose e magari relazionarsi con altri professionisti e con un budget di spesa molto contenuto. Un servizio che nella vecchia sede mancava. 



Nei nuovi spazi poi un’area break ed un giardino d’inverno che può essere attrezzato per coffee break, aperitivi e lunch, come accaduto il giorno dell’inaugurazione. Insomma il nuovo Professional Space è più grande, più ricco di servizi, con uno staff cresciuto per andare ancora più incontro alle esigenze della clientela sempre più esigente.

2 maggio 2016

L'abc di WordPress

Very Office presenta un workshop intensivo per imparare a gestire autonomamente un sito o blog "senza far danni"...


La  prima lezione è prevista per giovedì 26 maggio 2016 dalle ore 17.00 presso Very Office, via Traversa Pistoiese 83 a Prato.
Per info e iscrizioni potete cliccare qui. Vi aspettiamo!!



Cinzia Cresti - Very Office

28 aprile 2016

Spazi di lavoro? Le tendenze per questo anno

Articolo originale nel sito Officing Today.
Traduzione italiana a cura di ExecutiveTraduzioni

Le tendenze negli spazi di lavoro che vedranno una forte espansione nel 2016 
I cambiamenti non avvengono dal giorno alla notte e anche le tendenze non nascono dal nulla: si consolidano giorno dopo giorno e poi, improvvisamente, esplodono. Con l'uscita dal mercato del lavoro di un gran numero di Baby Boomers e l'avvento della cosiddetta "Generazione Z", sembra proprio che il 2016 segnerà una rivoluzione per quanto riguarda gli spazi di lavoro. Ecco cosa potremmo aspettarci quest'anno.

La flessibilità diventa la norma
L'opportunità di un lavoro flessibile, un tempo appannaggio esclusivo dei lavoratori freelance e part-time, sta entrando prepotentemente nelle strategie aziendali, che adottano sempre più spesso soluzioni flessibili e di lavoro in modalità remota. Non si tratta più soltanto di una questione generazionale: le società stanno iniziando a capire che concedere maggiore flessibilità al proprio personale può rivelarsi redditizio e vantaggioso. Solo a titolo di esempio, il lavoro flessibile consente di ridurre i costi per il personale, contribuisce a salvaguardare l'ambiente, è motivante e attira talenti da luoghi diversi. La tecnologia ha svolto un ruolo determinante in questo senso poiché permette al dipendente di essere sempre presente (online) e disponibile senza dover essere fisicamente in ufficio. Viviamo in un mondo in cui le persone sono costantemente (se non sempre) connesse e raggiungibili, ovunque - tramite smartphone, laptop o dispositivi indossabili - e possono quindi svolgere gran parte del proprio lavoro in qualsiasi momento e indipendentemente dal luogo in cui si trovano. La crescita degli spazi di lavoro condivisi in tutto il mondo ha contribuito a consolidare questa tendenza, in quanto inserisce il lavoratore in un ambiente che incoraggia la produttività e la collaborazione. Il modello della condivisione degli spazi di lavoro ha riscosso un tale successo che molti operatori e network offrono oggi programmi di "coworking" che consentono ai coworkers di utilizzare spazi che si trovano in diversi paesi o città senza dover sottoscrivere un abbonamento specifico. Gli studi hanno dimostrato che la flessibilità contribuisce a ridurre stress e depressione, poiché consente alle persone di e produttive (non possiamo essere tutti mattinieri o, al contrario, nottambuli). Tuttavia, il fatto più importante è che la flessibilità è diventata un elemento chiave se parliamo di acquisizione e mantenimento dei talenti. Forbes ha evidenziato che i lavoratori prenderebbero in considerazione un cambiamento di lavoro in base al grado di flessibilità offerto. Questo ci porta ad analizzare un altro fattore. 

Diminuzione dei contratti a tempo pieno e aumento del lavoro freelance 
Il desiderio di maggiore flessibilità spinge i professionisti a cercare opportunità di lavoro meno restrittive, che consentano un maggiore controllo sulla gestione della loro vita e un migliore equilibrio tra attività professionale e vita privata. Come nel caso della flessibilità, la tecnologia ha contribuito enormemente in questo senso, consentendo ai professionisti di selezionare iniziative o progetti su cui lavorare per conto di aziende sparse per il mondo. Siti web come Fiverr o Upwork stanno diventando sempre più popolari non soltanto tra i lavoratori freelance, ma anche tra le piccole imprese che possono così ricorrere a talenti on demand a costi ridotti. Negli Stati Uniti, gli esperti attribuiscono parte di questo fenomeno a Obamacare, considerato che i costi previdenziali e sanitari sono diventati la voce di spesa più alta per le società. Ciò ha inoltre spinto molte aziende a sostituire i dipendenti a tempo pieno con collaboratori freelance. 

Come cambia la valutazione della performance 
Alla fine dello scorso anno, abbiamo pubblicato un articolo che analizzava il processo di valutazione della performance ed evidenziava la necessità per le imprese e i datori di lavoro di implementare una serie di cambiamenti. Anche se l'articolo si concentrava essenzialmente sui cosiddetti "Millennial" (cioè la generazione del nuovo millennio), alcuni dei punti evidenziati sono applicabili a tutti i lavoratori del mondo contemporaneo. La tendenza quest'anno va verso una valutazione della performance più frequente e meno rigida. Gli esperti prevedono che le aziende adotteranno un approccio più "informale" e pianificheranno sessioni di valutazione più frequenti allo scopo di fornire un feedback immediato ai loro dipendenti e motivarli maggiormente al raggiungimento dei risultati.  

Spazi di lavoro all'insegna della funzionalità 
In aggiunta alla flessibilità e al ricorso a collaboratori freelance, le aziende dovranno concentrarsi sulla ridefinizione degli spazi di lavoro. Il minor numero di dipendenti a tempo pieno a favore di personale in remoto elimina la necessità di avere una postazione di lavoro specifica per ciascun lavoratore. Le aziende dovranno ripensare gli spazi interni, modificandone il layout. Inoltre, la progettazione dell'ambiente di lavoro dovrà essere all'insegna della funzionalità e della praticità, ricorrendo, per esempio, ad arredi mobili, a una migliore pianificazione degli spazi e delle aree comuni (come la mensa), a una combinazione ottimale di tecnologia e design anche attraverso l'utilizzo di illuminazione intelligente, la creazione di spazi per la tecnologia mobile, il ricorso adispositivi wireless per eliminare l'eccesso di cavi, fili ecc.. 

La tecnologia negli spazi di lavoro
La tecnologia faciliterà il lavoro del personale presente in ufficio e di quello in remoto. App come Slack, Asana, Trello, Screenhero e Skype semplificano la comunicazione e organizzazione interna e l'assegnazione dei compiti. Non possiamo tuttavia non ricordare la tecnologia intelligente, come l'internet delle cose e l'intelligenza artificiale, che conferisce un ulteriore vantaggio agli spazi di lavoro e modifica le dinamiche con cui vengono fatte le cose.

19 aprile 2016

Regus per i nuovi lavoratori

L'articolo che pubblichiamo oggi è gentilmente tradotto dai colleghi di ExecutiveTraduzioni ringraziamo in particolare il collega Sergio Carpentieri. 
L'articolo orginale è consultabile online nel sito OfficingToday.com

Negli ultimi mesi Regus ha aperto nuove location anche in Italia ed altre sono in apertura. Personalmente ho avuto modo di visitare la nuova sede di Bologna in viale Masini, la sede di Padova e a Milano la location di Galleria Vittorio Emanuele.

Alle iniziali sedi di Milano, Roma, Torino e Napoli si sono aggiunte location a Padova, Bologna, Bergamo e ultima in ordine di tempo Brescia. A Torino, Napoli, Milano e Roma nuove sedi sono state appena aperte, un quadro completo è comunque consultabile nel sito Regus e in Businesscenteritalia.it 
E' evidente come Regus creda nel mercato italiano non ancora assolutamente maturo dove altri competitor si apprestano ad aprire spazi di lavoro attrezzati di medie e grandi dimensioni. E' importante secondo noi conoscere cosa accade all'estero, perchè certamente alcuni di questi fenomeni li vedremo ben presto in Italia. L'articolo di oggi pone l'attenzione su due nuovi brand di Regus, voluti per affiancarsi al marchio storico (rivisto un anno fa), per andare incontro a due target diversi che difficilmente si identificano con il marchio Regus. Dai nuovi marchi penso si possa estrarre anche idee e supposizioni sul modo di evolversi del mercato.

Di solito, sono le imprese B2C a ricorrere a strategie multi-brand. Tuttavia, l'approccio di marketing di Regus per i suoi due nuovi brand, dimostra che una strategia multi-brand può avere una sua efficacia anche nel settore degli uffici arredati e degli spazi di lavoro flessibili
Regus è solitamente associata a grandi corporation, studi legali, consulenti finanziari, ambienti formali e analoghe tipologie di clienti. Per questo motivo, quando ha presentato i suoi due nuovi brand, ThinkKora e Spaces (una società fondata ad Amsterdam sette anni fa e acquisita da Regus all'inizio della primavera), ha dovuto creare dei marchi separati,visto che i clienti target di ThinkKora e Spaces erano diversi da quelli di Regus. L'azienda è perfettamente consapevole del fatto che le persone giovani, moderne e creative potrebbero non identificarsi con l'ambiente di lavoro di Regus. Diverse ricerche di mercato hanno evidenziato le difficoltà di condividere spazi di lavoro tra persone di generazioni diverse: parliamo di modi di lavorare e di un approccio al lavoro completamente diverso. 

Tuttavia, è interessante notare che l'approccio dell'azienda nel promuovere questi due brand è stato quello di associare il nome Regus al marchio ThinkKora, e non a Spaces. Il sito web di ThinkKora specifica chiaramente che si tratta di un brand Regus e lo username di Twitter è "Regus Kora":  

"Creato da Regus, siamo un network internazionale di partner, eventi e spazi di lavoro." 

Per contro, il sito web e i social media di Spaces non fanno alcun riferimento esplicito a Regus. Potrebbe trattarsi di un esperimento per valutare qual è la proposta più appetibile per i lavoratori giovani, creativi e high-tech: il brand che rimanda a Regus o quello più indipendente? A prescindere da quale sia la strategia, è evidente che Regus vuole esplorare il lato "social" dell'industria degli spazi di lavoro flessibili e rivolgersi alla nuova generazione di lavoratori. Non è un segreto che un brand non potrà mai affermarsi in tutte le nicchie di uno specifico mercato: dopotutto, non si può piacere a tutti! 

È per questo che Regus ha sentito la necessità di creare due nuovi brand, uno rivolto ai giovani professionisti creativi e l'altro agli imprenditori e clienti high-tech. Il marchio ThinkKora è indubbiamente rivolto alla tipologia di clienti creativi: basta collegarsi al suo sito web, vivace e colorato, per capire che ThinkKora è uno spazio frequentato da una community di giovani alla ricerca
di conoscenza e ispirazione oltre che uno spazio dove trovare supporto per crescere. 

Si può dire lo stesso dell’ambiente Regus tradizionale? Al contrario, Spaces  è rivolto principalmente a imprenditori e professionisti che vanno dritti al punto. Spaces offre i seguenti prodotti: spazi completamente arredati, sale riunioni e "business club" (i cosiddetti spazi di coworking). Lo slogan di Spaces recita:

“Tu fai le cose importanti. Al resto pensiamo noi."

Questo motto mi fa pensare a Regus. Chissà... forse questi sono gli stessi giovani che sceglieranno un ufficio Regus quando le loro start-up saranno cresciute e avranno raggiunto il successo. 
Quindi, dovrei utilizzare una strategia multi-brand per promuovere i miei spazi di lavoro? 
Questa strategia ha i suoi pro e i suoi contro. Nel caso di Regus, si tratta di un approccio che potrebbe potenzialmente funzionare dato che i suoi clienti appartengono, per la maggior parte, a una specifica tipologia di business e tutti gli altri potenziali clienti potrebbero non identificarsi in quel profilo; per questa ragione, il rischio di cannibalizzazione del mercato è piuttosto basso. Non è però una strategia che funziona per tutti: il rischio di perdere clienti è alto, soprattutto se i diversi brand si rivolgono allo stesso settore di mercato.

18 aprile 2016

Marconi World Office Firenze ed Ufficiarredati

Attualmente a Firenze abbiamo una sede affiliata, il Marconi World Office del collega Damiano Gatti

Sono molti anni che Damiano è affiliato ad Ufficiarredati.it e diversi contatti sono diventati clienti per i servizi di domiciliazione, uffici e sale riunioni. Tutti i contatti che ci hanno lasciato un feedback sulla sede hanno sempre apprezzato la qualità del servizio, l'attenzione di Damiano e dello staff verso il cliente. Ma Damiano l'attenzione al cliente ce l'ha nel dna visto che opera anche nel settore alberghiero. 
 
Damiano però l'attenzione ce l'ha anche verso il network oltre che verso i clienti.
Perchè? Perchè ha deciso di evidenziare la sua affiliazione al network con una targa sulla facciata esterna dell'edificio.

Ecco gli scatti sia dell'edificio dove sventola la bandiera del consolato della Repubblica Dominicana, insediato nel business center e la targa adiacente l'ingresso.

I clienti che dovessero arrivare da Damiano attraverso Ufficiarredati avranno modo di identificare subito che questa sede è affiliata, all'interno del centro uffici in evidenza anche il certificato di affiliazione.

Ringrazio Damiano Gatti per questa gradita e inattesa sopresa.

 





8 aprile 2016

Pietro Martani racconta Clubhouse Brera a Milano

Pietro Martani CEO Copernico Holding
Reteconomy canale 512 di Sky ha dedicato la prima puntata di EconomyUpTv allo smart working.

Pietro Martani, CEO e fondatore di Copernico Holding e ideatore di Clubhose Brera ha raccontatato da dove nasce e cosa è Clubhouse Brera. L'importanza dell'innovazione, della creatività, il ruolo della contaminazione che caratterizza tutti gli spazi Copernico. 

Nella puntata si è anche parlato del nuovo disegno di legge dello smart working o lavoro agile  e con alcune schede molto chiare si è fatto il punto sui lavori in Parlamento.

Nella seconda parte della puntata, Mariano Corso ha invece parlato delle opportunità offerte oggi dallo smart working in Italia.

7 aprile 2016

Si promuove la domiciliazione ma si crea confusione

La scorsa settimana mi sono imbattuto in un articolo, un redazionale pubblicato su un sito web di una certa rilevanza.
Il titolo dell'articolo è: Perché la domiciliazione in un luogo prestigioso è un importante biglietto da visita per un avvocato.
L'articolo redatto per un nuovo business center da sempre attivo nei servizi segretariali è finalizzato a promuovere i servizi di domiciliazione, puntando sull'immagine che un indirizzo civico di prestigio, in una città importante può dare ai propri clienti. Fin qui tutto vero, lo diciamo da sempre anche noi. L'articolo come si capisce dal titolo è destinato ad un target ben preciso: i legali.

Sappiamo bene la difficoltà di utilizzare nel nostro settore nomi che ben identificano i nostri servizi. Non esiste un termine unico per l'ufficio noleggiato ad ore - day office, ufficio temporaneo, ufficio transito, temporary office - qualcuno nel richiedere un preventivo lo chiama addirittura ufficio virtuale. Lo stesso ufficio virtuale non ha un'univoca definizione, per alcuni è l'ufficio ad ore, per altri una linea telefonica presidiata dalla reception del business center, per altri un servizio di recapito postale con presidio linea telefonica.

Chiara quindi la difficoltà di proporre e promuovere i servizi con un'eterogeneità di termini, tanto più difficile quanto noi gestori usiamo termini diversi. La situazione però si complica quando e veniamo all'articolo di cui sopra, si cerca di promuovere i nostri servizi condendo l'articolo per lo meno di inesattezze.
Estraggo un primo passaggio, si parla delle domiciliazioni e si dice:

.... messi a disposizione da strutture organizzate come i Centri Uffici e i Business Center. I vantaggi offerti da questa tipologia di servizi alla professione dell’avvocato sono molteplici. Innanzitutto, i Business Center hanno solitamente sede in posizioni strategiche e rinomate di 2) grandi città come Milano e Roma...

Gli errori sono due, il primo di considerare Centri Uffici e Business Center come due attività diverse tra loro. Parliamo dello stesso ambiente di lavoro e di conseguenza degli stessi servizi quindi assolutamente dei sinonimi. Il secondo errore di considerare i Business Center limitati alle grandi città, lo sappiamo bene noi che seguiamo la mappatura dei Business Center italiani.  Se è vero che Roma e Milano ovviamente sono le aree metropolitane con il maggior numero di Business Center, sappiamo anche che ce ne sono in 19 Regioni su 20 in Italia.

L'articolo prosegue ed estraggo un altro passaggio:
I Business Center più rinomati mettono inoltre a disposizione del professionista anche degli uffici temporanei e delle sale riunioni..

Direi che tutti i Business Center, non solo quelli rinomati - sarebbe da capire quale criterio o quali criteri consentono di qualificare un business center come rinomato  e quali non - forniscono uffici temporanei per noleggi anche orari e direi tutti hanno almeno una piccola sala riunione per colloqui ed incontri di lavoro.


Nel passaggio che segue invece si palesa la possibilità di una doppia iscrizione per l'avvocato che voglia lavorare in più città:
Poniamo l’esempio di un avvocato laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Padova, residente a Padova e iscritto all’albo degli avvocati di Padova. Per una serie di specializzazioni post-laurea ed esigenze di crescita professionale nell’ambito del diritto d’azienda e del diritto fallimentare, si trova ad assistere molti imprenditori nell’area di Milano. Sarebbe per lui congeniale essere anche iscritto all’ordine degli avvocati di Milano 

Ma questo non è assolutamente possibile. L'avvocato può essere iscritto in un solo albo del circondario del tribunale ove ha il domicilio professionale, di regola coincidente con il luogo in cui svolge la professione in modo prevalente, quindi assolutamente una sola iscrizione e quindi dire essere anche iscritto è una grave inesattezza.

L'ultima inesattezza, che non aiuta i nostri clienti a capire cosa è un domicilio professionale e come si possa conformare questo servizio è questa:
Grazie a un semplice servizio di domiciliazione postale a Milano, l’avvocato potrà iscriversi all’albo degli avvocati di Milano anche non possedendovi una sede fisica, usufruendo anche di un notevole vantaggio di immagine e diventando professionalmente più competitivo.

Dalla lettura dell'articolo, sembrerebbe sufficiente per un avvocato,  ma la stessa cosa vale per un ingegnere, un commercialista, sottoscrivere un servizio di recapito postale per creare un domicilio professionale. Questa cosa non è invece possibile con un semplice recapito postale, ma richiede uno spazio di lavoro fisico organizzato in modo continuativo. Non mi addentro nella tematica, non è comunque e questo è certo erogare un domicilio con un semplice recapito postale, non è quindi corretto pubblicizzarlo.


6 aprile 2016

Alla scoperta del coworking 599 europa.

Nell’estate 2014 il comune di Volpiano (Torino) è stato protagonista di una novità assoluta: la nascita del coworking 599 europa. Nei mesi il centro è diventato punto di incontro di diverse professionalità, che in esso possono condividere lo stesso spazio di lavoro abbattendo i costi di gestione. Attualmente la struttura consta di 12 postazioni nomad, 1 sala riunioni, 14 uffici indipendenti e un centro congressi. Nel corso di quasi due anni ha ottenuto risultati più che soddisfacenti.  
Nella foto la moderna palazzina che ospita coworking 599 europa
Ma chi vive oggi 599 europa? Sono tante e diverse le figure professionali che popolano questo coworking: ci sono aziende che si occupano di IT Service Managment, agenzie di comunicazione, sviluppo web e applicazioni, società di engineering e progettazione, di sistemi di sicurezza informatica e personale, ditte edili ed esperti quali geometri, commercialisti, architetti, ingegneri, rappresentanti e psicologi.

Nonostante abbia una collocazione provinciale, continua a riscuotere un gran successo, il segreto sta nella comodità che caratterizza il complesso: é facilmente raggiungibile dalle autostrade Torino-Milano e Torino-Aosta ed è attorniato da un ampio parcheggio gratuito nel quale posteggiare senza alcuno stress. Chi usufruisce della struttura ha la possibilità di condividere idee e opinioni senza mai sentirsi solo. Con la sua disponibilità lo staff ha saputo creare un ambiente piacevole e confortevole, dove ogni cliente si sente unico e decide ogni giorno di consigliare il coworking ad amici e colleghi.

1 aprile 2016

L'evoluzione degli spazi di lavoro flessibili



Pubblichiamo la traduzione di un articolo in lingua inglese che ritengo interessante. Ringrazio il Business Center di Brescia, Centruffici Brescia per la consueta cortesia e la traduzione dell'articolo. 
L'articolo ha una visione globale e forse in Italia quanto sotto raccontato comincia soltanto ora a manifestarsi. 
Quando nell'articolo si parla di nuove tipologie di spazi lavorativi mi viene in mente e penso a Copernico dove uffici arredati, lounge, coworking e spazi ristorativi si uniscono insieme, penso al Toolbox e all'unione di aree di coworking, fablab e stanze chiuse. 
Quando nell'articolo si parla di operatori indipendenti ovviamente il riferimento è a tutti noi, business center con una o due sedi che in autonomia proponiamo i propri servizi al più scegliendo di affiliarsi ad Ufficiarredati.it o cercando visibilità attraverso broker e pubblicità in Google.
Quando si parla di grandi operatori il pensiero è a Regus che sta crescendo velocemente anche in Italia con una forte accelerazione negli ultimi mesi (una nuova apertura a Napoli, due a Torino, due a Roma) che fanno seguito alle aperture di Bergamo, Brescia e Bologna.
Articolo tradotto:
Nel comparto degli uffici arredati si è diffusa da tempo ed i business center sono solitamente la tipologia di ufficio arredato più comunemente conosciuta. Recentemente, però, con la crescita della popolarità dei coworking e con la richiesta di flessibilità da parte dei professionisti, un maggior numero di persone ha iniziato a prendere le distanze dal concetto di "ufficio", dando vita al termine "spazio lavorativo flessibile".
Questo passaggio crea sia un problema che un'opportunità per il nostro settore e noi dovremmo sfatare l'idea che gli uffici arredati e gli spazi lavorativi flessibili siano due cose completamente differenti. Sinceramente il concetto del 'diversi ma uguali' è morto negli anni '60 e, nella società odierna del posto di lavoro social, il concetto basilare dell'inclusione è una filosofia molto più pratica che tutti gli elementi della nostra industria dovrebbero adottare.
Con una rivoluzione lavorativa in corso, non si può negare che molti fattori dell'industria siano cambiati. Le esigenze del mercato oggi sono diverse rispetto a quelle di vent'anni fa e tutti gli operatori hanno dovuto adeguarsi a questo cambiamento per restare a galla, portando anche alla creazione di nuove tipologie di spazi lavorativi attrezzati, tra cui il coworking.
Tuttavia, a prescindere dal tipo di ufficio e da come definite l'industria, il giocatore principale rimane lo stesso: il cliente. Ecco perché è importante affrontare questo divario tra l'ufficio arredato e lo spazio lavorativo flessibile che esiste all'interno del nostro settore.

In realtà, sia che si tratti di un ufficio arredato o di uno spazio lavorativo flessibile, di business center o di spazio coworking, l'obiettivo è sempre lo stesso: fornire uno spazio con gli strumenti, la struttura ed il supporto necessari a qualsiasi attività commerciale od individuo per svolgere il proprio lavoro.

Non c'è bisogno di dire che i diversi ambiti lavorativi hanno requisiti ed esigenze diversi. Gli psicologi probabilmente non prenderanno un ufficio in un open space od in uno spazio condiviso per questioni di privacy, così come un imprenditore in cerca di network e relazioni quasi certamente non si stabilirà in un ufficio chiuso. Tuttavia, ciò non vuol dire che gli spazi lavorativi dovrebbero essere esclusivamente aperti o chiusi.

I professionisti hanno iniziato a capire che gli open space hanno i loro svantaggi, esattamente come gli spazi chiusi. Una via di mezzo tra business center e spazi coworking potrebbe rivelarsi significativa per il settore, hanno iniziato a comparire modelli ibridi che hanno dimostrato di avere successo.

I clienti sono alla ricerca di flessibilità e la flessibilità non equivale ad open space e scrivanie condivise; affinché lo spazio lavorativo sia davvero flessibile e l'ufficio sia arredato gli operatori devono iniziare ad offrire il meglio di entrambi i "mondi".

In poche parole, senza clienti che necessitano di uffici arredati di qualsiasi tipo, il comparto non esisterebbe. Tuttavia, quanto è corretto l'elevator speech se non è in grado di commercializzare adeguatamente ciò che offre l'industria? Attualmente, gli unici operatori che beneficiano della frammentazione dell'industria sono i cosiddetti 'pezzi grossi'.
Affinché l'economia del temporary continui a svilupparsi ed affinché gli operatori locali ed indipendenti possano crescere al suo interno, è necessario creare una consapevolezza globale di tutta l'industria, e non solo di un settore. Se i clienti non riescono a cogliere completamente cosa offre il settore, allora il giocatore principale viene lasciato fuori e la possibilità di "vincere" (crescere, avere successo, creare consapevolezza) diventa meno plausibile.

É ora che tutti gli operatori collaborino e promuovano l'industria; come detto precedentemente, lo scambio tra i settori può avere implicazioni significative e, se non lo facciamo, il settore risentirà della monopolizzazione e perderà il suo obiettivo principale: il cliente.
Potete commentare il post raccontandoci la vostra visione ed esprimendo un vostro parere.

30 marzo 2016

Ufficio mobile nella roulotte

Una roulotte vintage che si trasforma nella logica del riuso in ufficio mobile. 

Questa è l'idea venuta ad un designer neozelandese. Il risultato? L'ufficio mobile nelle immagini. Lo Studio106 ha convertito una roulotte di 9 metri quadrati in un ufficio con scrivania di cartone pressato, mobili leggeri e funzionali. All'interno computer, connessione internet.

In questo modo, lasciato l'ufficio tradizionale con il loro Gone Mobile raggiungono i clienti, li ospitano all'interno o all'esterno del loro nuovo ufficio. 

Nel blog, Studio106 racconta in un diario gli spostamenti del Gone Mobile.