7 dicembre 2007

Believing, l’incubatore italiano di imprese innovative

Innovazione e creatività sono i primi biglietti da visita di Gianfranco Chiarappa: in questa intervista ricca di acuti spunti di analisi, emergono poi passione e intelligenza di un imprenditore che sa guardare oltre i confini.

Gianfranco Chiarappa, lei oltre ad essere parte attiva di Uffici Arredati, è ideatore e proprietario di Believing, un incubatore di imprese.
Di che cosa si tratta?

Believing è un’idea molto originale nel campo dell’innovazione di impresa.Sviluppiamo vari progetti imprenditoriali altamente innovativi mettendo a disposizione per ognuno servizi e capitali iniziali, affidando al management la gestione del progetto.
Realizziamo il processo di start up portando avanti contemporaneamente più imprese, in settori diversi tra loro.Quindi diverse organizzazioni in un unico contenitore, il Believing.I progetti su cui stiamo attualmente lavorando vanno dal settore informatico, all’agroalimentare, ai media, ai servizi alle imprese.Le nostre idee non provengono solo dal nostro centro, ma perlustriamo anche tutto il territorio italiano per cercare nuove idee e nuovi imprenditori.



Quanto dura, indicativamente, un periodo di incubazione?
Dipende. Lavoriamo attraverso uno strumento che si chiama: il “portafoglio dell’innovazione”, ovvero una cartella virtuale all’interno della quale vi sono le idee, i progetti e nuove ventures.Le idee allo stato “grezzo” vengono inserite dallo staff di Believing o portate dall’esterno. Quelle meritevoli potranno essere messe alla prova nel mercato.Realizziamo una prima sperimentazione che può durare 6-12 mesi; possiamo così trarre indicazioni importanti che ci consentono di continuare il progetto, o addirittura di decidere di sospenderlo.Infatti se il presupposto base viene a mancare si può sospendere il progetto attuando una strategia di uscita soft dal mercato.I progetti che superano la fase “beta” passano poi a livello di impresa, ovvero allo stato di nuove ventures.In questa fase si cercano i partner finanziari per aumentare e capitalizzare le risorse e si determinano i premi di partecipazione per il management.


In una sua affermazione leggo:’ Per dare il meglio di sé è necessario che ognuno trovi la propria missione di vita. La mia missione è quella di aiutare individui e organizzazioni a trovare la loro. Guidare le persone verso traguardi impossibili, vivere gli insegnamenti cristiani, creare valore aggiunto per l’umanità, far nascere un mondo al quale gli altri desiderino appartenere..’


Insegnamenti cristiani , uniti alla storia millenaria della sua regione e innovazione; tradizione e innovazione sono concetti coniugabili nel concetto di impresa?
Sicuramente. Le imprese non possono più lavorare solo per il profitto.C’è sempre una rinnovata attenzione all’etica di impresa, che significa anche rispetto per l’ambiente e sviluppo delle risorse umane della propria organizzazione.Tuttavia se questi “temi” li si considera come leve di marketing con il solo scopo di un maggior guadagno, i risultati saranno di breve periodo.L’impresa deve essere pensata come impresa sociale, capace di fare del bene, di migliorare il modo in cui la gente vive, pensa e lavora; accanto al profitto vi deve essere spazio anche per l’uomo.L’impresa deve avere un’anima.

Il tempo gioca sempre a favore delle persone di grande intelligenza. Infatti a 29 anni lei è imprenditore e consulente a sua volta di imprese; intelligenza e, cos’altro la contraddistingue?
La passione verso l’impresa. La passione è contagiare gli altri. In Believing si respira l’entusiasmo e la passione proprio perché, spesso, sviluppiamo cose che vanno oltre la nostra immaginazione; stiamo costruendo una sorta di rivoluzione silenziosa.

La creatività non è solo fantasia,ma è porsi obiettivi e saperli realizzare; così la sua creatività ha giocato un ruolo fondamentale della creazione di questo business;.
Mi potrebbe dare una dimostrazione della sua creatività? Per esempio Se avesse una bacchetta magica quale servizio o prodotto nuovo sul mercato crerebbe?
Quelli che già stiamo incubando ;-)
Believing Cube è uno di questi. E’ un business center innovativo, che offre ambienti di lavoro pronti per l’uso per mobile workers, microimprese e liberi professionisti. Nella prima sede in Puglia mettiamo a disposizione Uffici arredati e attrezzati, Sale per riunioni, formazione e conferenze, showroom e servizi di domiciliazione che consentono di essere immediatamente operativi e flessibili nello sviluppare la propria impresa. Tutto questo mettendo le persone e le idee presenti nel Cube in relazione tra di loro. Insediarsi nel Believing Cube significa coniugare la flessibilità delle piccole organizzazioni con le economie di scala tipiche delle grandi. Di qui la nostra partnership con ‘Uffici Arredati’.

Della classe imprenditoriali italiana si parla di mancanza di responsabilità sociale, di povertà morale e poca innovazione.
Lei che gestisce e sviluppa progetti d’impresa cosa ne pensa dell’attuale classe imprenditoriale? L’imprenditore italiano in cosa è carente?

Penso che vi siano ‘’eccellenze’’ che sono però nascoste dalla massa; la situazione in Italia è un po’ particolare. L’Università attuale non forma l’imprenditore tipico italiano, bensì forma manager con un bagaglio tecnico applicabile in contesti di medio-grandi imprese. L’ Italia invece è fatta di microimprese, piccole aziende con 3/4 dipendenti, i cui imprenditori hanno fatto sul campo il loro “Master in Business Administration”.L’imprenditore italiano è un imprenditore che si rimbocca le maniche, operativo e pratico, che applica la creatività tutta italiana alla risoluzione dei problemi, ogni giorno.


L’impresa è l’oggettivazione delle capacità intellettuali e morali di chi l’ha creata, di chi la fa fiorire, di chi la governa.
Invece per lei, l’imprenditore è la propria azienda o ha la propria azienda?

E’ la propria azienda; io poi la vivo come estensione dei miei valori.Believing nasce infatti dopo un periodo di profonda riflessione, per questo mi è facile identificarmi in questo progetto.Infatti è necessario che le persone conoscano il mio spirito,in modo da considerare positivamente poi le iniziative imprenditoriali che partono da Believing.Personalmente a livello di impresa, mi ispiro a modelli che non sono italiani, come Stelios di Easyjet o Richard Branson di Virgin, che riuniscono al loro interno progetti imprenditoriali diversi fra loro, accomunati da una Brand che li rappresenta.


Ad un professionista come lei, non posso non chiedere se ha dei suggerimenti per il network di ‘Uffici Arredati’..
La grande possibilità con
Uffici Arredati è aprire il mercato di coloro che sono mobile workers e delle micro-imprenditorialità che necessitano di spazi.Infatti se si riuscirà a far comprendere i vantaggi economici e relazionali che derivano dall’affidarsi ad un business center, si aprirà un mercato enorme. Quindi vedo come Uffici Arredati come portatore di soluzioni logistiche per le imprese.




Elisa Pelliciari per Uffici Arredati

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