3 dicembre 2007

Internet, zona libera da ogni regola?

E’ giusto considerare Internet una zona libera da ogni regola? E se non lo è quali regole ci devono essere e chi le deve fissare?
Il mese scorso la libertà di espressione in rete è stata fortemente compromessa perché il Consiglio dei Ministri ha approvato una legge sull’editoria che prevedeva l’obbligo d’iscrizione per tutte le pubblicazioni in internet (compresi blog, siti associativi e amatoriali) al Registro degli operatori della comunicazione. In migliaia hanno protestato nonostante fosse stato garantito che i blog (nel mondo sono più di 112 milioni) non sarebbero stati toccati dal provvedimento finchè lo scorso 8 novembre è stato deciso che nessuna legge sulla stampa sarebbe stata applicata ad internet.
Stefano Rodotà, ex presidente dell’Autorità garante per la privacy nonché coordinatore del Comitato consultivo sulla governance di Internet (attivato dal Ministero della Funzione pubblica) sostiene da tempo che le regole ci vogliono ma a fissarle devono essere gli stessi interessati attraverso procedure di autoregolamentazione (netiquette) implementata da una vera e propria Carta dei diritti della rete. Lo stesso sostiene ancora che i politici continuano ad avere una percezione inadeguata della comunicazione in rete e se non si decidono a fissare i diritti e i doveri fondamentali dei cittadini della rete a fissarli saranno il mercato e le grandi imprese private imponendo i propri interessi. Quindi bisogna non inventare nuove regole ma stendere un repertorio di quelle già esistenti perché “Chi invece si ostina a difendere il principio che tutto dev’essere abbandonato alle dinamiche spontanee della rete non si rende conto che, in questo modo, spiana la strada alla legge del più forte”.


Eva Luberto- MBCenter Srl


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