20 febbraio 2008

Cosa cambia per i Business center "Minimi"

I piccoli Centri ufficio o imprenditori di servizi di segreteria virtuale costituiti o costituendi in forma di ditta individuale saranno automaticamente trascinati, dall'anno in corso, nel regime dei "minimi" introdotto dalla Finanziaria 2008, fatta salva la possibilita' di sottrarsene con apposita opzione.
Ma qual e' l'identikit del Business center "minimo"? e soprattutto, quali le conseguenze della mancata opzione?
"Minimo" e' l'imprenditore con un ammontare di ricavi 2007 non superiori a 30.000 euro, senza dipendenti e collaboratori, che nel triennio precedente abbiano acquisito beni strumentali di valore inferiore a 15.000 euro.
Gli effetti del regime in esame possono pero' trasformarsi in vantaggi o svantaggi, da valutare caso per caso.
Intanto, il regime genera delle posizioni particolari sotto il profilo IVA, IRAP e IRPEF ed una riduzione dei costi di compliance.
IVA: si attiva un meccanismo di franchigia IVA in quanto nelle fatturazioni effettuate dal Centro uffici non vi sara' l'addebito dell'imposta sul valore aggiunto a titolo di rivalsa e di converso lo stesso non avra' diritto di detrarre l'IVA assolta sugli acquisti.
IRAP: esenzione totale.
IRPEF: il sistema di determinazione del reddito d'impresa viene traformato da principio di competenza in regime di cassa, quindi Ricavi riscossi - Spese pagate.
Si segnalano inoltre ulteriori effetti del nuovo regime, quali, ad esempio: l'irrilevanza delle quote d'ammortamento; il nuovo trattamento dei componenti positivi e negativi la cui tassazione o deduzione e' stata rinviata dai precedenti esercizi a quello in corso (plusvalenze, spese di manutenzione, spese di rappresentanza, ecc.). La somma algebrica delle quote residue di questi ultimi non rileveranno sulla determinazione del reddito fino a 5.000 euro, mentre vi parteciperanno per la parte eccedente i 5.000 euro ed infine, tale somma algebrica, se negativa, sara' integralmente deducibile dal reddito d'impresa.
In sostanza l'obbligo tributario di chi rimane assoggettato al regime in discussione si limita al pagamento di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali del 20%.
Ma il vantaggio di aderire al regime dei "minimi" consiste soprattutto nella riduzione dei costi collegati ai vari adempimenti contabili, i c.d. costi di compliance, in quanto il Centro ufficio ricadente nel regime non dovra' provvedere alla tenuta delle scritture contabili, ma solo alla presentazione della dichiarazione dei redditi e alla conservazione dei documenti.
Non trascurabile, inoltre, il beneficio di rimanere esclusi dal studi di settore.
In definitiva, considerando anche l'effetto psicologico negativo che potrebbe avere la mancata detrazione dell'IVA da parte del cliente del Business center sul costo dei servizi di noleggio, siamo propensi ad affermare che non puo', in termini generali, riconoscersi a priori la bonta' del regime, se non analizzando le singole realta' aziendali.
Saluti cordiali.


Lucia Piccolo Management Service Lecce

5 commenti:

Uffici Arredati ha detto...

Grazie Lucia per i contributi di questi ultimi giorni. Ricordo che chi lo desidera per chiarimenti può contattarti a info@management-service.it

Anonimo ha detto...

Grazie per le informazioni interessanti del Vostro sito.

www.fileofficehelp.it

Massimo ha detto...

Salve, ho intenzione di aprere un centrouffici a Roma, che mi consigli come prima impostazione sia fiscalmente che operativamente.

Massimo
http://chitarpi.wordpress.com/

Uffici Arredati ha detto...

Grazie Massimo per il tuo commento. Ho girato tua richiesta alla collega Lucia Piccolo autore del post. Ti chiedo conferma che nel tuo progetto ci sia apertura centro uffici/business center in Roma? Per contatti 800 090 130 o info@ufficiarredati.it. Frazie Gianluca Mastroianni

Management Service Lecce ha detto...

Salve Massimo,
l'aperura di un business center, come di qualunque altra attività imprenditoriale, intanto presuppone uno studio di marketing, volto a far emergere i punti di forza e di debolezza dell'iniziativa in ordine alla zona individuata come sede sociale. Fatto questo, bisognerebbe fare la scelta della forma giuridica più idonea tenendo conto del caso specifico (aspetti legati alla copertura previdenziale dei soci, volume d'affari presunto ai fini del risparmio fiscale,ecc.).
Da ciò si intuisce che le variabili che entrano in gioco nel fare le giuste scelte imprenditoriali di ordine amministrativo, fiscale, contabile e finanziario sono tantissime, sarebbe semplicistico pensare di poterle analizzare tutte in un post. A titolo di suggerimento ti dico che un aspetto che va affrontato subito è la disponibilità di fonti di finanza agevolata (crediti d'imposta per assunzione dipendenti, contributi di avvio attività, benefit agevolativi per la formazione del personale,..). Questo è necessario farlo prima dell'apertura della partita IVA e della stipula del contratto di società in quanto alcuni bandi sono rivolti a società che abbiano alcuni requisiti già fissati nell'atto costitutivo.
Tieni anche conto che per le aziende costituite dall'1/1/2008 le zone di Velletri e Sora sono state individuate dal Ministero per lo sviluppo economico quali ZFU(zone franche urbane) destinatarie di forti agevolazioni fiscali per 5 anni in termini di IRAP, ICI e contributi previdenziali.
Un saluto.

Lucia Management Service Ufficiesoluzioni Lecce