16 maggio 2008

Business center e truffe....dotiamoci degli strumenti necessari!!

Ripercorro le segnalazioni trasmesse nei giorni scorsi dai dott.ri Piroli e Amodio, i cui interventi non solo appaiono interessanti ma anche estremamente preziosi per le informazioni in essi contenute. Queste ultime, tra l'altro, aprono uno scenario piuttosto allarmante per le conseguenze prospettabili in danno dei Business center. E' stato detto che dietro i soggiorni fittizi presso Business center possono celarsi comportamenti imprenditoriali poco trasparenti, del tipo: scarsa fedeltà fiscale o comunque tentativo di ridurre la PEA, il che attribuirebe al Business center la scomoda ed eventualmente censurabile figura di "paravento" del cliente rispetto agli Organi dell'Amministrazione finanziaria. Ma il dato da prendere in considerazione è anche un altro: perchè un'impresa che è alla ricerca di facili domiciliazioni, ad es. per frodare il Fisco, non potrebbe anche profittare del proprio "recapito mobile" per mettere a punto situazioni di insolvenza sia nei confronti dei propri fornitori abituali che del Centro ufficio presso il quale si "appoggia"?
Certo, tale ipotesi non può asserirsi con certezza assoluta, ma il binomio frode fiscale-insolvenza da parte di alcune (quelle economicamente dissestate) delle nostre potenziali imprese clienti potrebbe prospettarsi con una certa semplicità, specie se - come il nostro "codice deontologico" suggerisce - il corrispettivo contrattuale in nostro favore non venga corrisposto anticipatamente. Esperienza insegna che, a cessazione avvenuta del contratto di Business center, possono verificarsi, nei confronti del cliente con cui abbiamo intrattenuto rapporti commerciali, ma di fatto presso la sede dei nostri Centri e quindi direttamente in nostro danno:
  • visite da parte degli agenti della riscossione per azioni di recupero crediti;
  • azioni legali proposte da fornitori truffati;
  • situazioni di insolvenza difficilmente recuperabili;
  • ricezione di corrispondenza/telefonate/fax di creditori insoddisfatti e minacciosi.

A me è capitato!

Che fare?

Credo che occorra cercare senza indugio gli strumenti necessari a fronteggiare tali rischi con clausole contrattuali e condizioni di pagamento più rigide.

Complimenti ancora al dott. Amodio e Piroli per gli interventi mirati ed esaustivi.

Un saluto a tutti.

Lucia ufficiesoluzioni

2 commenti:

Gianluca Mastroianni ha detto...

Alla luce di quanto scrivi, stiamo esaminado eventuali problemi che potrebbero derivare da domiciliazioni, apertura unità locali che il cliente con cotnratto scaduto o interrotto non proceda a rimuovere e comunicare alla Camera di Commercio. Stiamo cercando di capire eventuali responsabilità del centro ufficio, che non essndo amministratore dell'azienda domiciliata nulla può presso la Camera di Commercio.

gianluca ha detto...

Gli strumenti per proteggersi da tutto ciò esistono e sono formulati
all'interno del contratto, completo di codizioni generali e vari allegati, che ANIUR da anni suggerisce ai propri associati di utilizzare in modo
pedissequo.
Il contratto ANIUR nasce e si sviluppa come codice di autoregolamentazione
sulla base di esperienze e fattispecie che sono aggiornate man mano che se ne presenta l'esigenza. L'utilizzo delle terminologie appropriate, delle modalità di attivazione ,gestione ed estinzione del contratto possono a prima vista
sembrare pesanti ma alla luce dei fatti risultano i veri strumenti che ci mettono al riparo da qualsiasi contestazione.
ANIUR è la conoscenza e la voce del la nostra categoria. E come tale vuole fare in modo che tutti gli operatori, meglio se associati, crescano nel modo migliore. Faccio in questo caso del proselitismo proprio perchè maggiore è il numero degli associati e maggiore è il peso sulle istituzioni nel momento in cui di dovessero presentare delle istanze.
Ad inventarsi delle regole, nel nostro settore, si corrono rischi decisamente grossi e colleghi che in modo improvvido hanno fatto del collage di contratti stanno pagando dei prezzi carissimi. Di questo ne parlerò, come casi di fanta-business, nel corso
dell'assemblea annuale ANIUR che si terrà a Milano il 20 giugno prossimo.
Perchè vogliamo che tutti noi che facciamo questo bellissimo e utilissimo lavoro possiaamo essere identificati dal mercato come delle strutture in cui gli affari crescono bene, forti e alla luce del sole.

Gianluca Pollesel
presidente
ANIUR