26 giugno 2008

Google vuole simulare il nostro pensiero

Riporto un articolo tratto dal web e che reputo molto interessante in quanto noi vendiamo servizi e com Google e dobbiamo forse riflettere.
Per aumentare l'efficienza del suo motore di ricerca, Google cova l'ambizioso obiettivo di simulare un giorno i meccanismi del pensiero umano. Uno dei massimi responsabili della società ha intanto svelato alcuni piccoli segreti sul famoso algoritmo Nel corso della conferenza, Manber ha poi rivelato alcuni dettagli sul funzionamento del motore di ricerca più utilizzato al mondo. Per fornire i risultati agli utenti, Google utilizza più di 100 variabili allo scopo di dare un peso ad ogni singola pagina del Web.
Tali variabili comprendono la lingua, la collocazione fisica e geografica, le preferenze dimostrate dagli utenti nelle fasi di ricerca e altri numerosi piccoli dettagli che contribuiscono al funzionamento dell'algoritmo di ricerca. Un team di una dozzina di sviluppatori monitora continuamente la qualità dei risultati offerti da Google, analizzando ogni giorno centinaia di grafici e creando report utili agli ingegneri per modificare le variabili attraverso cui funziona Google.

Le modifiche proposte dagli ingegneri vengono attentamente analizzate prima di essere introdotte nel sistema. La fase di sperimentazione dura generalmente numerosi giorni e viene compiuta su un cluster di server dedicati unicamente a questo scopo: «Il mio gruppo di ricerca di Google ha a disposizione numerose migliaia di macchine, con capacità di storage misurato in petabyte. Queste unità sono per il nostro uso esclusivo e non vengono utilizzate per fornire i risultati delle vostre ricerche» ha confermato Manber.

Per mantenere alta la qualità dei suoi risultati, Google aggiorna continuamente il suo algoritmo anche con più di una correzione al giorno. Stando alle cifre comunicate durante la conferenza, nel corso del 2007 Mountain View avrebbe apportato ben 450 modifiche al suo algoritmo. Questi continui aggiornamenti non solo consentono di ottenere risposte particolarmente pertinenti alle proprie query, ma permettono anche una migliore funzionalità della ricerca semplice di Google, quella maggiormente utilizzata dagli utenti. Le opzioni avanzate sono utilizzate, in proporzione, molto poco e Mountain View non fa nulla per incentivarne l'utilizzo. L'obiettivo, infatti, è quello di rendere il servizio di ricerca più affidabile dal lato di Google e non da quello degli utenti, che devono poter contare su un sistema rapido, efficace e intuitivo.

Google continua dunque nella sua politica di maggiore apertura verso i segreti del suo algoritmo. Ma l'impressione è che le informazioni fornite da Manber costituiscano solamente la punta di un iceberg particolarmente grande e ancora molto misterioso.
Tratto da www.webnews.it

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