16 marzo 2009

I torti subiti dalle banche

Ho ricevuto in questi giorni una circolare dall’Avv. Pietro Piroli dello Studio Associato Piroli, il quale ha evidenziato come la giurisprudenza ha definitivamente acclarato l’illegittimità di vari comportamenti posti in essere dalla stragrande maggioranza degli Istituti Bancari negli ultimi decenni.
Non entro nel dettaglio giuridico delle situazioni prospettate dall’Avvocato Piroli ma, in compenso pubblico la citata comunicazione.


Oggetto: Sviluppi giurisprudenziali in tema di conti correnti bancari.

I più recenti interventi giurisprudenziali, hanno definitivamente acclarato l’illegittimità di vari comportamenti posti in essere dalla stragrande maggioranza degli Istituti Bancari negli ultimi decenni.
In particolare, non solo è stata, come è ormai noto, definitivamente accertata l’illiceità della pratica, in uso fra le Banche, di capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori (il c.d. anatocismo trimestrale) avverso i correntisti, ma è stata altresì riconosciuta:

l’illegittimità dell’applicazione delle commissioni di massimo scoperto (che in alcuni anni ha raggiunto importi davvero considerevoli),

l’illegittimità dell’aggravio di interessi passivi di importo superiore al tasso legale ove non previsto espressamente per iscritto,

l’illegittimità della modifica delle condizioni contrattuali, ed in particolare del tasso di interesse, se non effettuata sempre per iscritto (e queste due ipotesi concernono la quasi totalità dei casi, dal momento che gli Istituti di credito effettuavano un richiamo alle condizioni su piazza solo recentemente considerato impraticabile dalla Corte di Cassazione),

l’illegittimità dell’applicazione di “valute” diverse fra partite “in dare” rispetto a quelle in “avere” e comunque non corrispondenti alle effettive,

l’illegittimità, infine, di spese applicate in modo forfettario e non corrispondenti a servizi effettivamente resi e pattuiti.

Si tratta, in tutta evidenza, di una serie notevole di irregolarità che hanno generato un flusso di incassi assai ingenti (basti solo pensare al livello raggiunto dai tassi di interessi passivi negli anni ’80, il cui ammontare superava nel giro di pochi anni il capitale stesso) e per i quali è tuttora possibile chiedere la restituzione.
La Giurisprudenza, difatti, ha garantito una tutela attuale e reale ai clienti degli Istituti Bancari che hanno mantenuto un siffatto, colpevole comportamento, riconoscendo come la prescrizione decennale per la domanda di restituzione delle somme indebitamente pagate per quanto sopra, inizia il suo decorso solo a far data dalla chiusura del rapporto (e non del conto corrente) con la Banca stessa e che sono privi di efficacia ogni atto, fatto stipulare al cliente, di riconoscimento del debito, o di suo rifinanziamento ecc…

Questo Studio, pertanto, invita tutti coloro che sono interessati a prendere contatto al fine di ottenere una consulenza sulla propria situazione o, semplicemente, di ottenere ulteriori chiarimenti, facendo presente come le somme estorte illegittimamente dalle Banche sono, nella maggior parte dei casi ed aldilà delle apparenze, notevoli e che il nostro Studio valuta la possibilità di effettuarne il recupero anche con la sottoscrizione di un patto di quota lite (rapportando il compenso ad esso spettante, cioè, in percentuale a quanto effettivamente ottenuto).
Cordiali saluti Avv. Pietro Piroli

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