21 maggio 2009

Iva su servizi telefonici

Apro questo post sperando che possa essere aggiunto altro con i vostri commenti.
Noi commercializziamo numeri verdi prepagati con iva 20%, numeri verdi che possono squillare anche all'estero, ma con chiamate sempre in partenza dall'Italia.

Es. cliente di San Marino o della Francia acquista il numero verde 800 che squillerà presso la sua sede a San Marino o a Parigi ed i chiamanti sono numeri fissi italiani di qualsiasi gestore e cellulari presenti nel territorio italiano.
Questo cliente mi chiede di non pagare l'iva essendo azienda non residente in Italia.
A questa situazione ieri se ne è aggiunta un'altra, che mi ha fatto presente il collega di Roma di Ufficio Srl Mauro Gianfelici e che solo in parte si riconduce a servizi di telefonia/telecomunicazioni.
Un suo cliente estero/straniero con servizio di risposta telefonica non vuole pagare iva poichè azienda estera. Il commercialista di Mauro ha dato una sua interpreatazione che è uguale alla mia e che sintetizzo in:

i clienti di S.Marino o di altri paesi esteri avrebbero interesse a ricevere fatture senza iva in quanto per loro non detraibile, ma noi siamo tenuti ad emettere fattura con iva, in quanto trattasi di prestazioni di telecomunicazione, intermediazione relativa e simili.
Eventualmente, se fatturassimo senza iva per accontentare il cliente, art.7 dpr 633/72, incorreremmo in responsabilità per evasione di iva".
Avete casi analoghi?

8 commenti:

Uffici Arredati ha detto...

Spero possa esservi utile questo post. Avete casi analoghi che potrebbero arricchire la casistica?

Cinzia Cresti - Very Office ha detto...

A suo tempo ci siamo informati per un cliente turco che usufruiva dei nostri uffici nelle sue visite in Italia e che ci chiedeva la fattura senza Iva. Il nostro commercialista ci ha spiegato che trattandosi di erogazione servizi l'Iva deve essere conteggiata.
Cinzia

Uffici Arredati ha detto...

Perfetto coincide con mie interpretazioni, di quelle del commsta di Mauro e vostre.
Spesso è difficile farlo capire ai clienti però. Sbaglio?

Uffici Arredati ha detto...

Perfetto coincide con mie interpretazioni, di quelle del commsta di Mauro e vostre.
Spesso è difficile farlo capire ai clienti però. Sbaglio?

GIOffice ha detto...

Ho discusso a lungo questo argomento con la mia commercialista poichè anche due miei clienti, uno tedesco ed uno inglese volevano la fattura senza IVA. Quello inglese in particolar modo è stato veramente difficile da convincere.
L'interpretazione è questa: l'IVA va conteggiata se il servizio è fruito in Italia, potrebbe non esserlo se il servizio venisse acquistato in Italia ed usufruito all'estero dove non c'è l'obbligo IVA.
Nel caso del tuo cliente di S. Marino, lui effettivamente usufruisce del servizio nel suo stato quindi, stando all'interpretazione della mia commercialista, potrebbe avere ragione

ermanno ha detto...

CIAO A TUTTI, ANCHE A NOI CAPITA SPESSO CON LE FATTURE DI SERVIZI LINGUISTICI A CLIENTI ESTERI LA QUESTIONE IVA SI IVA NO. LA POSIZIONE DEL MIO COMMERCIALISTA CORRISPONDE ESATTAMENTE CON QUELLA DI CARLA. SE I SERVIZI SONO EROGATI IN ITALIA LA FATTURA VA CON IVA SE IL CLIENTE UTILIZZA LE NOSTRE TRADUZIONI FUORI DEL TERRITORIO ITALIANO LA FATTURA PUO' ESSERE ESENTE IVA.
CIAO ERMANNO - BRESCIA.

lbcformia ha detto...

come non esprimere un mio parere su un argomento così simpatico.
rispondo senza testo di legge davanti (sono al business center) e quindi potrei sbagliare nelle citazioni.
l'art. 7 del dpr 633 del 26.10.1972 (testo unico i.v.a.) parla della territorialità dell'imposta.
in sintesi il citato articolo dispone che le prestazione di servizi si considerano effettuate nel territorio dello stato se rese da soggetti che hanno il domicilio nel territorio italiano.
prevede inoltre che sono soggette ad iva le operazione rese nel territorio dello stato.
per il clienti di san marino che acquista il numero verde ritengo che è un caso limite che avrebbe bisogno di approfondimenti ma d'istinto ritengo che debba essere assoggettata ad iva in quanto resa da un soggetto italiano e su una rete telefonica italiana.

antonio candeloro

Uffici Arredati ha detto...

Il problema è farlo comprendere ai clienti stranieri come giustamente scrive anche Carla, come dice Mauro e come è successo a me visto che il cliente continua a chedermi motivazioni in lingua inglese.

Per le traduzioni pongo un quesito:il cliente è straniero ma tutte le traduzioni sono un sito internet. Fa differenza se poi il sito risiede su provider inglese o italiani?.

Buon lavoro