16 luglio 2009

Questione di.. fumo


Il divieto di fumare nelle stazioni italiane, con eccezione degli spazi appositamente riservati sulle banchine, assume maggiore concretezza: inizia da Padova ma si estenderà in tutta Italia, la creazione di ronde antifumo,ovvero personale che multerà con ammende di ammontare variabile (fino a 550 euro), chi verrà sorpreso con la sigaretta, lontano dalle ‘’zone fumatori’’.
Dal 2007 sono stati creati in Italia, appositi spazi sulle banchine delle stazioni ferroviarie, che sanciscono il definitivo tramonto dell’usanza di fumare in attesa del treno o mentre si cammina all’interno della stazione.
Teoricamente i fumatori dovrebbero accontentarsi e sostare in queste ‘’aree free-smoking’’ ma nella pratica chi fuma una sigaretta lo fa dovunque: per questo l’istituzione di ronde antifumo, che colpiranno con multe, chiunque si allontanerà da queste zone.
Ammende che verranno inasprite se si fuma con noncuranza accanto a bambini o donne in gravidanza.
L’Italia, sul tema fumo, si allinea alla politica internazionale, altrettanto intransigente: in Giappone per esempio, è vietato fumare all’aperto soprattutto per strada, in paesi come Inghilterra, Canada e Thailandia, il governo ha deciso di riportare sui pacchetti le immagini shock dei danni irreparabili provocati dal fumo. Una campagna visiva cruda, ma sicuramente efficace.
Inoltre, la Repubblica di San Marino ha istituito un divieto interessante, già praticato da diverso tempo in vari stati come Gran Bretagna e Canada: il divieto di fumare in auto.
La sigaretta infatti distoglie l’attenzione dalla strada, nel momento dell’accensione o nella caduta della cenere, e nello specifico, la nicotina è in grado di modificare la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello.
Da non dimenticare soprattutto, come il fumo di tabacco, oltre a rappresentare una pericolosa dipendenza che mette a serio rischio la salute, è un vero e proprio fattore di inquinamento, caratterizzato da una composizione di sostanze chimiche tale, da essere difficilmente disperdibile nell’ambiente.

Ma il problema riguarda anche noi: nei vostri business center avete creato “aree free-smoking”?

“ LA FINESTRA SULL’ECOLOGIA”
Elisa Pelliciari per
O&A Centro Affari

5 commenti:

Time for Business ha detto...

Argomento interessante e delicato!
Nel nostro Centro è vietato fumare e generalmente i clienti fissi lo rispettano. Qualche problema in più lo abbiamo con i clienti saltuari, tipo chi fa uso della sala riunioni.
Purtroppo, per mancanza di spazio, non abbiamo potuto creare una zona per fumatori.

Fulvia Finelli - Executive Service Firenze ha detto...

Anche nel nostro Centro è vietato fumare anche se qualche Cliente fuma di nascosto nel proprio ufficio nascondendo poi le cicche (per ora fortunatamente spente) nel contenitore della carta da riciclare. L'area free-smoking c'è ed è il giardino.

stefano catanzaro ha detto...

Anche da noi è vietato fumare.La mia zona free-smoking è nel zona giardno all'esterno. Ho solo un caso. Diciamo che non lo devo vedere e non devo sentire odor di fumo in ufficio, altrimenti non fumerà nemmenno quella.Gli ho regalato un barattolo chiuso ermeticamente per spegnere e lasciare i mozziconi, così non puzzano. Al momento funziona, ma è un caso eccezionale. Io non fumo e quindi sarà sembre battaglia.
Un saluto Stefano

Uffici Arredati ha detto...

Da noi vietato negli spazi comuni.
Qualcuno quando è inverno va a fumare in bagno tipo scuola.
Negli uffici è consigliato di non fumare e quei pochi che lo fanno cercano di farlo fuori o a finestre aperte.
Penso che però dovrebbe esserci il divieto assoluto per legge salvo che il ricambio d'aria non garantisca certi volumi in un tot di tempo.

Anonimo ha detto...

Da noi è vietato fumare e nessuno fuma. La "Smoking room" è il giardinetto
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