
Come rimanere impassibili di fronte agli innumerevoli video che testimoniano le sofferenze inflitte a queste specie?
Scuoiati vivi, scorticati, trafitti con arpioni, uccisi a bastonate o con picconi appuntiti: una morte che può essere immediata o avvenire dopo una lunga agonia.
Un eccidio tollerato, parte di un business economico che non riguarda solo il commercio mondiale, ma anche il turismo.
Numerose agenzie, infatti, organizzano particolari safari, in varie zone del mondo tra cui l’Antartico, in cui le tariffe sono comprensive di vitto e alloggio e uccisione, per esempio, di un’ orso bianco; una tipologia di turismo moralmente inaccettabile.
Pagare per uccidere specie protette, amare la caccia a tal punto da spendere diecimila euro per l’abbattimento di un orso, ventimila euro per un elefante africano e tante altre tariffe dettagliate, in cui si può incappare navigando sul web.
Non solo l’economia dei paesi esportatori,non dimenticando gli stati importatori (fra cui si annoverava l’Italia), trae beneficio da queste pratiche; a ben vedere anche i singoli individui investono cifre consistenti per contribuire a questi meccanismi di brutale sterminio.
La regolamentazione di questa mattanza è in mano agli stati, ma la riflessione sull’eventuale estinzione di delfini, megattere, orsi bianchi, foche, balene, unicorni del mare e tonni rossi per mano dell’uomo rimane una nostra prerogativa.
La consapevolezza e la documentazione con video, foto e articoli, delle barbare ma lecite uccisioni di animali, è un’importante gesto che ogni persona, nel proprio piccolo, può compiere.
“ LA FINESTRA SULL’ECOLOGIA”
