19 gennaio 2010

Coworking, approfondimento del Corriere della Sera

Domani sarò un coworker!
Si proprio così, domani con Stefano Garuti e con Livio Papiano - Daily Office Bologna -andremo a conoscere di persona luogo e uomini del coworking bolognese la Pillola 400. Con piacere ho accettato l'invito della collega Giulia, una delle menti dell'ufficio condiviso all'ombre delle torri, spero di poter tornare a Modena con foto e info su questa nuova iniziativa che dal 2009 ha preso rapidamente piede in Italia.
Nell'attesa vi invito a leggere l'articolo apparso sul Corriere della Sera il 16 Gennaio a firma di Oliva Raffaella, riprendo solo una parte dell'articolo che è quella che fa nutrire dubbi a chi gestisce un business center circa la possibilità di condividere spazi comuni fra persone diverse.

I dubbi sono di Enrico Bertolino .... «Prima del coworking sosterrei il normal working, più che di scrivanie la gente ha bisogno di lavoro»...«A meno che non si tratti di fare caciara, gli italiani sono troppo individualisti. Guardiamo gli uffici open space: barricate di libri per difenderci dai colleghi».
Aggiunge portando come esempio il lavoro a casa tra figli e moglie. «Beh, se hai famiglia è impossibile: la moglie che ti dice "già che sei qui mi ordini l' armadio?", il figlio che ti ruba il pc... Se il coworking serve a evadere dagli arresti domiciliari lo capisco».
Quello che è certamente vero è che negli Stati Uniti sopratutto ha fatto nascere idee, studi professionali. Io personalmente tramite gli alert di Google ricevo quotidianamente decine di articoli sul coworking sopratutto statunitense.
Chiude Bertolino l'articolo del Corriere della Sera ... un avvocato e un architetto che collaborano per la costruzione di un edificio si nasconderebbero le magagne a vicenda pur di riempirsi le tasche. Vogliamo compagnia? Andiamo al parco a dar da mangiare ai piccioni...

Domani visiterò personalmente la Pillola 400 uno dei primissimi business center italiani e certamente potrò vedere questo contesto di lavoro molto social che tanto piacere all'estero e anche in Italia ha preso piede e mette radici.

1 commenti:

stefano catanzaro ha detto...

Attendo una tua opinione.
Stefano