5 febbraio 2010

Cambiare il concetto di Impresa per andare oltre la crisi

La ristrutturazione totale dell’impresa secondo il Principio Biocentrico, ovvero la tras-formazione di un normale sistema di produzione economica, in un’Impresa sana, integrata e forte: un’Impresa Etica.


Se l’impresa vuole crescere, prosperare, migliorare, non può che essere considerata e considerarsi un sistema vivente e come tale trattata nell’ambito dell’interesse alla sua salute e sopravvivenza.
Nel momento in cui ci viene chiesto di prenderci cura dell’impresa e accettiamo di farlo, noi prendiamo atto che in quel sistema vivente pulsano sentimenti, emozioni, aspettative, speranze, coraggio, sconforto, orgoglio. In quel sistema vivente pulsa una parte importantissima dell’identità di molte persone

L’Etica non esiste in un sistema, se non esiste nella nostra Coscienza.

Negli anni ’80 la domanda di metodi di formazione che andassero ad agire sulla parte schiettamente umana dei lavoratori iniziò ad allargarsi a tutti i settori. Le imprese, provate dalle brusche sterzate del mercato, richiedevano soprattutto programmi finalizzati a rianimare i venditori sfiniti. Si puntò da una parte sull’affiancamento alle tradizionali tecniche di comunicazione, di tecniche di auto-motivazione altamente aggressive, e dall’altra su metodi efficaci per arginare gli effetti indesiderati dello stress e del continuo e veloce mutamento delle regole economiche mondiali.
L’incalzare della globalizzazione esigeva menti elastiche, eclettiche, analogiche, dinamiche e corpi sani che potessero resistere alla rapidità del cambiamento e dello spostamento, sia fisico che mentale. Negli USA iniziarono a comparire personal trainer motivazionali per i manager, i politici, gli sportivi che in breve riuscirono a trascinare decine di migliaia di persone nei palazzetti dello sport di mezzo mondo per estenuanti maratone di allenamento motivazionale.
A pochissimo tempo di distanza, sull’onda della ripresa economica, emerse il bisogno di menti creative ovvero di persone capaci si di rinnovare l’immagine e l’interesse dei prodotti di consumo, sia capaci di dar vita a cose, servizi, prodotti mai visti prima sul mercato. La domanda di formazione allora andò ad integrare un nuovo aspetto: non più solo spingere sulla vendita ad ogni costo, ma creare, creare, creare.
Ma tutto questo in breve tempo mise a nudo una grossa falla: i programmi intensivi che spingevano le persone a diventare campioni di vendite avevano spinto all’inverosimile sul pedale della competitività umana. La gara tra individui e il premiare chi faceva di più, si stava rivelando un’arma a doppio taglio: se da un lato dava luogo ad un aumento dei profitti, dall’altro causava un abbassamento drastico della qualità della vita sul posto di lavoro ed un ricorso sempre più massiccio a comportamenti e mezzi scorretti di condurre sia gli affari che l’organizzazione dell’impresa. Tutto ciò ha provocato un individualismo selvaggio ancor più esasperato che ha minato tutte le relazioni umane sia interne che esterne all’impresa nonché la possibilità dell’integrazione tra individui provenienti da realtà diverse. C’è stato inoltre un aggravamento del degrado etico che già affliggeva il mondo dell’economia e della finanza corruzione, concussione, truffa, speculazione, mobbing, abusivismo etc.), tutto questo ha causato una completa dissoluzione dei valori riguardanti la sacralità e il rispetto dell’Uomo, dell’ambiente e del lavoro.
A livello di formazione umana, dunque, negli ultimi tempi si è reso necessario intervenire nel campo delle relazioni sotto ogni punto di vista. Al trainer ora si richiedono sistemi che, lavorando sul gruppo e in gruppo, insegnano cose come il senso del team e che facilitino la collaborazione, la comunicazione, l’integrazione a più livelli. Inoltre il motto: “quando entri in ufficio lascia fuori la tua vita privata” ha iniziato ad essere sostituito con la consapevolezza che la persona che lavora e quella che vive “fuori” è la stessa identità impegnata in ruoli diversi. Ciò significa che un collaboratore felice, equilibrato, entusiasta ed efficiente ha maggiori probabilità d’essere una persona felice, equilibrata, entusiasta e viceversa.

Il concetto alla base è: per migliore e/o cambiare in positivo un’organizzazione, devo migliorare e/o cambiare in positivo le persone che vi fanno parte e stabilizzarne i cambiamenti.

Etica e coscienza etica
Ma allora è sufficiente una certificazione o un codice per definire etica un’organizzazione? Dotandola di una semplice regolamentazione alla quale tutti si devono attenere è possibile cambiarne le basi e i valori?.
L’auto dotarsi di Codici Etici da parte di molte imprese, tra le quali molte multinazionali, rappresenta un passo importante nell’ottica di precisare il sistema di valori che si intende salvaguardare: senza un sistema di riferimento palese e condiviso infatti non avrebbe molto senso qualificare o valutare eticamente il comportamento delle persone e delle organizzazioni.
Tuttavia, un codice etico rimane sterile senza un’applicazione che parta dalla consapevolezza profonda che “…essere con l’altro è essere con se stessi” . L’etica, genericamente considerata la disciplina dei limiti e dei divieti, in realtà recupera il suo più grande significato solo nel momento in cui porta l’Uomo a sviluppare una costante capacità critica circa le proprie responsabilità nei confronti di tutto ciò che è “altro da lui”:
La creazione che nasce dal lavoro umano (impresa) può essere considerata etica quando si colloca nel principio Biocentrico ed è perciò tesa ad arricchire, nutrire, rispettare e proteggere la vita sia dell’individuo sia della comunità umana e del pianeta. Non a caso si parla di impresa anche riferita agli atti eroici che possiamo incontrare nella storia e nella mitologia. La parola impresa dunque, porta in sé tutta una serie di valori che nella visione Biocentrica sono : il valore della Vita sopra ogni cosa, il valore del coraggio, della giustizia, della pace, del rispetto delle libertà. Il valore della solidarietà, della diversità, del gruppo , della collaborazione e della fiducia; il valore della crescita, del rinnovamento e dell’equilibrio tra uomo, tecnologia e natura; il valore dell’ambiente e di ogni sua manifestazione; il valore del piacere, dell’estetica, della libera espressione creativa e dei talenti; il valore del corpo e della sua salute; il valore del successo e del denaro; il valore di Sé e dell’Altro; il valore dell’Unità di ogni cosa; il valore della Conoscenza.

Le parole chiave

P come Principio Biocentrico
Questa ipotesi di ricerca si basa sul Principio Biocentrico. Biocentrico significa letteralmente vita al centro.

I come Integrazione
L’integrazione di un sistema è l’insieme dei processi che permettono agli elementi facenti parte del sistema stesso di interagire tra loro assicurandone unità, forza e stabilità.

I come Impresa
Nella definizione della parola Impresa vi è un significato di VALORE ed eroismo che vuole essere riscattato integrandolo al mero significato di organizzazione di produzione economica. Qui infatti non si parla di azienda, società o corporazione, ma sempre di impresa in quanto condotta Umana volta al raggiungimento di un fine o un risultato tramite modalità di gestione e di comportamento fondati su valori etici.
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E come Etica
Il livello supremo di evoluzione Umana è la coscienza etica, ovvero la comprensione che essere con l’altro è essere con sé stessi. Il comportamento etico dell’Impresa è frutto dell’interazione tra l’implicito sviluppo della coscienza etica delle sue componenti umane e l’esplicita scelta di autoregolamentazione e codificazione di tali comportamenti.

S come Sistema
Dal greco: systema significa insieme organico di elementi che interagiscono tra loro accomunati da un fine, un principio.

Precedente articolo sul blog relativo all’impresa biocentrica
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Dedico a tutti voi l'ultima canzone scritta da Giorgio Gaber
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6 commenti:

Uffici Arredati ha detto...

Ti ringrazio per aver inserito Gaber nel blog.
Lo ascolto e poi leggo.
Gianluca

Uffici Arredati ha detto...

Carla ho esteso anche nel gruppo di uffici arredati che ha raggiunto quosta 137.

roberta ha detto...

sull'onda di questo bellissimo post dal volto umano, mi permetto di segnalarvi questo libro, che racconta come l’ufficio possa essere un luogo dove non solo si soffre e si fatica, ma ci si entusiasma, si gioca, si sogna.
ps ringrazio anch'io per la splendida canzone di Gaber.

GIOffice ha detto...

Sono contenta che Gaber vi sia piaciuto, grazie per il suggerimento del libro.
Carla

GIOffice ha detto...

Cosa vuol dire quota 137?

Uffici Arredati ha detto...

Attualmente gli iscritti al gruppo in Facebook sono 137.