6 settembre 2010

Il lavoro: un gioco?

Recentemente ho avuto alcune esperienze di ricerca di personale che mi hanno portato a pormi dei quesiti.


Ho messo un annuncio per una addetta alle pulizie e subito ho ricevuto parecchie risposte: sarà l’effetto della crisi?

Inizio i primi contatti telefonici cominciando con una laureanda..mi incuriosiva! Risposta: “sto cercando un posto fisso, 40 h settimanali!” Vabbè … posso comprendere!

Poi una mamma con 2 figli, separata e disoccupata, fisso appuntamento telefonico per una giornata di prova.. e.. non si presenta! La chiamo per capire, ma inutilmente. Proseguiamo…!

Decido di chiamare casalinga che voleva occupare delle ore pomeridiane, con sorpresa mi risponde che l’annuncio l’ha messo il marito … lei non fa le pulizie, ma lavorerebbe con piacere part-time in ufficio! Maaa???…

E’ quindi il turno di una ventisettenne diplomata in cerca di “qualsiasi lavoro”: mi risponde che lei è una diplomata al turistico e ha risposto all’annuncio solo per candidarsi come impiegata.


Altro settore ma esperienza simile: cerco una “stagista” di supporto al Business Center. Mi arrivano infiniti curricula, tanti sono riciclati e anonimi, molti non hanno nemmeno idea di chi siamo e cosa facciamo, tanti che scrivono nel proprio curriculum “non sono interessata a stage! Come???

Non cambia lo scenario nella ricerca di figure commerciali. “Offrite fisso?”,”macchina, telefono, pc?”, “rimborso spese e anticipi”?


Ecco allora la mia domanda: ma è veramente un problema di congiuntura economica o si tratta “forse” di una crisi generazionale?

Ci stiamo per caso “imborghesendo” troppo?


Io credo di essere fortunato perché mi sono creato un giocattolo di nome “lavoro”!


Sergio Giarrizzo
Business Center Treviso e Venezia

4 commenti:

Uffici Arredati ha detto...

Io dopo essermi laureato mi sono fatto 4 mesi di stage gratis con lo scopo di crescere professionalmente e fare esperienza. Oggi molte persone senza esperienza - spesso- rifiutano qualsiasi forma di "introduzione" al lavoro che non sia l'assunzione.

gianluca ha detto...

Poi ci si domanda come mai ci sono tanti stranieri in Italia, eh?

stefano catanzaro ha detto...

Sognano troppo ad occhi aperti.

readycenter ha detto...

Sergio ha proprio ragione quando parla di crisi generazionale!
Troppa prosperità ha portato alla nascita di una generazione di viziati!
Alla fine i nodi stanno venendo al pettine...
Ci vorrebbe una rieducazione di massa!

Stefano