9 novembre 2010

Cowo Milano parliamo con Massimo Carraro

Abbiamo parlato, parliamo e parleremo di coworking nei prossimi anni e allora perchè non parlarne con Massimo Carraro di Coworking Project, uno dei massimi esperti in Italia.

Buon giorno Massimo, non ci conosciamo, ma possiamo dire che ci “frequentiamo nel web”. Molti di noi ti conoscono, ma non tutti….Raccontaci chi sei e cosa fai nella vita.

Buongiorno a te e grazie per questo contatto. Sono un copywriter e lavoro nella comunicazione da circa vent’anni. La mia carriera si è svolta per i primi 10 anni all’interno di multinazionali della pubblicità, e per la seconda parte nella mia struttura, Monkey Business/advertising in the jungle, a Milano.

Negli ultimi anni, con il mio team, abbiamo approfondito in modo particolare le nuove logiche marketing sul web, e da questo lavoro è nato il mio libro “Un etto di marketing”, uscito quest’anno da Alpha Test Editore.

Quando è perché è nato cowomilano e perché non è nato un business center? Tuoi ideali, dimensioni dello spazio, costi di investimento?

Cowo Milano/Lambrate, lo spazio di coworking presso la mia società, è nato il 1° aprile 2008.

Non abbiamo mai pensato ad aprire un business center, in quanto il nostro lavoro è quello dell’agenzia di comunicazione. Quello che ci interessava era condividere i nostri spazi professionali con gente interessante, ricavandone un vantaggio economico, e continuando ad usarli in modo attivo. Le nostre pretese erano al tempo stesso minime e molto alte: minime perché non cercavamo un ritorno economico forte, molto alte perché non ci piacevano le soluzioni tradizionali, quali ad esempio la condivisione con una società totalmente aliena al nostro lavoro.

Da questo è nata l’idea del coworking. Per quanto riguarda l’investimento economico, è stato nullo, in quanto la struttura naturalmente esisteva già e la comunicazione si è svolta unicamente via web, con un blog su piattaforma gratuita.

Dacci qualche numero del tuo coworking: dimensioni, postazioni di lavoro, prezzo a postazione, habituè…

La nostra sede si sviluppa su 140 metri quadrati. Ospita 6 postazioni in open space e la sala riunioni, che è in uso sia ai coworker sia a noi di Monkey Business.

I prezzi sono vari e vanno da un minimo di 3 giornate a 50 euro fino ai 250 euro per un mese di postazione. In due anni e mezzo di attività abbiamo ospitato molti tipi di professionista, di parecchi settori diversi. Dagli analisti finanziari ai commerciali, passando per producer di audiovisivi e giornalisti, direi che ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori.

Dopo cowomilano, un po’ come noi abbiamo fatto con ufficiarredati.it, è nato un portale/franchising che riunisce quante sedi? Da cosa siete accomunati?

Al momento, i coworking del network sono 45 in 23 città. Siamo accomunati da varie cose, prima di tutto dalla volontà di aderire a un progetto comune (l’idea del network è nata non da noi ma da chi ce lo ha suggerito ripetutamente, che poi è divenuto nostro affiliato), oltre che, naturalmente, dall’utilizzo dello stesso marchio. Tutti i coworking del network, inoltre, utilizzano risorse operative fornite da noi, con il “kit di affiliazione”.

Quali sono gli elementi che un centro coworking ha in comune con un business center? Quali caratteristiche avete che a noi mancano? In un mio intervento, in passato, ho detto che business center e un coworking sono cugini, tu cosa ne dici?

In comune con un business center c’è sicuramente l’aspetto funzionale: in un coworking come in un business center ci si reca per sedersi e lavorare.

Per quanto riguarda le dotazioni reciproche, non mi permetterei mai di dire cosa manca a voi ….. posso dire che l’impostazione di fondo del nostro progetto ha una componente un pò particolare, che è quella di “inserire un professionista estraneo” in una realtà lavorativa già esistente, né più né meno di come abbiamo iniziato a fare noi nei nostri uffici, nel 2008. Divertente e azzeccata la definizione di cugini, certamente!

Nei centri coworking io ho avuto modo di visitare la Pillola 400 a Bologna, in genere erogate noleggi postazioni e sale. Altri servizi quali sono?

I servizi possono variare da sede a sede, ma in buona sostanza sono questi.

Il “servizio” fondamentale, peraltro, cerchiamo sempre che sia la conoscenza reciproca, la possibilità di entrare in contatto con professionisti in gamba. Il fatto che ogni nuovo arrivato faccia il giro delle scrivanie, con relativo scambio di biglietti da visita. Coworking, secondo noi, significa questo.

Non voglio metterti in difficoltà, indicaci 3 centri coworking che per la qualità di servizi ed immagine consiglieresti a tutti.

Per non scontentare nessuno dei nostri affiliati, me la caverò citandoti tre esempi stranieri… La Cantine di Parigi per la sua impostazione articolata e sofisticata, non a caso è una iniziativa partecipata da importanti società nel campo delle tecnologie informative, nonché dal comune di Parigi.

Citizen Space di San Francisco perché è “il papà di tutti i coworking”, si tratta infatti di uno dei primi spazi creati, ed il loro lavoro ha influenzato in modo importante tutta la coworking community internazionale grazie anche agli strumenti web da loro creati (mi riferisco al gruppo di discussione su Google e al Wiki, entrambi importanti knowledge base disponibili a tutti). Infine, New Work Space di New York per la loro incredibile vitalità e capacità di sviluppo: pensa che sono riusciti ad aprire il loro secondo spazio attraverso una ricerca fondi lanciata sul web!

Tempo fa ho avuto modo di vedere dei tuoi video in cui gustavi del prosciutto cotto, “un etto di cotto” potrei dire scherzando. In realtà si tratta di un tuo testo di marketing, cosa puoi dirci in proposito?

L’idea del prosciutto e conseguente titolo “Un etto di marketing” è venuta su stimolo dell’editore, al quale avevo inizalmente offerto un testo un po’ diverso da quello che poi abbiamo fatto uscire.

Alpha Test, invece, mi ha spinto sulla strada del testo facile e divugativo, e - a forza di dirmi che doveva essere adatto a tutti, compresi i salumieri - è nato questo titolo, che ha portato poi anche ai video che hai visto. Sono molto contento di questa scelta perché effettivamente il tema del libro è la possibilità di svolgere azioni di marketing da parte di chiunque abbia delle minime basi, anche senza disporre di risorse particolari, grazie agli strumenti offerti oggi dal web.

Dopo tante mie domande ora fatti tu una domanda e risponditi.

Cosa ti fa rispondere a un’intervista alle 8 di una domenica mattina?

Un’agenda sempre troppo piena e un progetto che mi appassiona molto. Grazie ancora per l’intervista e a presto!

Gianluca Mastroianni - Uffici arredati.it - Tel 800 090 130


1 commenti:

Uffici Arredati ha detto...

L'intervista con Massimo Carraro di coworking project un occasione per conoscere meglio il mondo dei coworker. Se avete domande postale in modo da dare a Massimo Carraro l'opportunità di rispondere.
Grazie