12 ottobre 2011

IL TEMPORARY MANAGEMENT


Il mondo del lavoro è in costante evoluzione: è questa un'innegabile verità!
In Italia il varo della legge 30/2003, la c.d. Legge Biagi, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico nuove forme di contratto di lavoro.
Il tipico contratto di lavoro a tempo pieno e a tempo indeterminato ha lasciato il posto a nuove forme di lavoro atipiche. Si sono diffusi così contratti di lavoro autonomo, contratti a tempo determinato, contratti di lavoro part-time e contratti di somministrazione.
Da quel momento in poi la parola d'ordine nel mercato del lavoro è stata solo una: flessibilità.
Ai lavoratori viene ora chiesto di adattarsi ai mutamenti del mercato del lavoro. In particolare, per ciò che riguarda i contratti a tempo determinato vi devono essere delle giustificazioni per preferire un contratto di lavoro a tempo determinato piuttosto che a tempo indeterminato.
Vi devono, infatti, essere ragioni di carattere tecnico, sostitutivo, organizzativo o produttivo.
Questo è ciò che riguarda il c.d. "lavoratore subordinato".
Esiste, però, una forma di lavoro simile anche per ciò che riguarda il management. Sto parlando del Temporary Management.

Il temporary management, già molto diffuso a livello internazionale, in Italia è ancora in fase di sviluppo.
Ma in che cosa consiste?
Per T.M. si intende l'affidamento della gestione di un'impresa o di una sua parte a manager altamente qualificati e motivati, al fine di garantire continuità all'organizzazione. Quest'ultima vede al contempo accrescere le competenze manageriali esistenti e riesce a far fronte a situazioni critiche (siano esse negative o positive) che si possono presentare. Attraverso questa soluzione organizzativa, l’azienda può approvvigionarsi di risorse finalizzate a migliorare sia la propria performance che il livello delle proprie capacità di gestione.
Si è soliti fare ricorso a manager con competenze più elevate rispetto a quelle richieste dal compito. In questo modo, sarà possibile trovare la soluzione al problema specifico in tempi più rapidi. Nella maggior parte dei casi il manager entra a far parte dell'organico aziendale con un rapporto di collaborazione professionale.
Quindi, come dobbiamo considerare la figura del "manager a tempo"? Una sorta di lavoro interinale? Un nuovo modo di fare consulenza? Oppure una valida soluzione per valorizzare le qualità manageriali e accrescere la competitività delle imprese? E soprattutto, anche in questo caso si parlerebbe di precarizzazione del lavoro?


2 commenti:

Uffici Arredati ha detto...

Temporary management, temporary office ... temporaneo = precario?
Non direi anche se alcuni vedono nel termine temporaneo = precarietà/flessibilità estremizzata.

Prima del temporary una "rottura" con il passato l'ha fatto il noleggio, il leasing come alternativa all'acquisto.

Poi addirittura è arrivato il car sharing, con il sistema pay x use. Oggi i clienti pagherebbero l'ufficio ad ore e non a giornata.

La voglia di risparmiare, contrarre i costi ci porta verso un'economia del tipo "a gettone"? Metto il gettone e uso i servizi?

Loredana Caravello ha detto...

Il punto della mia riflessione è proprio questo: Flessibilità = precarizzazione, o Flessibilità = opportunità? In Danimarca si parla, più propriamente, di "flexicurity": flessibilità (di assunzione e di licenziamento) e sicurezza (presenza di ammortizzatori sociali) per chi perde il posto di lavoro. Ora, in Italia e non solo, si parla solo di flessibilità. Molto spesso, si tende a preferire un contratto di lavoro autonomo piuttosto che un contratto di lavoro a tempo determinato. Perchè? La sostanza del rapporto di lavoro è sempre la stessa nella maggior parte dei casi. Cosa cambia allora? Ciò che è diverso è il grado di tutela: totalmente assente nel caso del contratto di lavoro autonomo. Dunque, a mio parere la flessibilità non è precarizzazione in se stessa. Al contrario, penso che sia una buona opportunità per sviluppare le potenzialità umane a 360 gradi. Lo stesso vale, per le potenzialità del sistema-lavoro (servizi, contratti etc.). Nel caso del temporary management, a mio avviso, si può parlare di opportunità. Negli altri casi, è necessaria una accurata valutazione prima di potere esprimere un giudizio.

Loredana Caravello.