17 ottobre 2012

Rapporti bancari: dal 31 ottobre tutti i movimenti passano nelle "mani" del fisco

Con gli articoli 11 e 11 bis la manovra salva Italia ha modificato le precedenti disposizioni impartite con il DL n.138/2011 in materia di indagini finanziarie.

Con la manovra salva Italia (DL n. 201/2011) l'amministrazione finanziaria ha ora pieno accesso a tutti i dati concernenti i rapporti intrattenuti dalle banche con i contribuenti, comprese le operazioni fuori conto e le movimentazioni effettuate durante l'anno sul conto. L'amministrazione finanziaria avrà pieno accesso alle disponibilità del contribuente e se necessario effettuerà controlli nel caso in cui sussistano disparità rispetto alla posizione fiscalmente dichiarata. Il segreto bancario è stato parzialmente eroso con le disposizioni contenute nel DL n. 138/2011 le quali hanno stabilito la possibilità in capo al fisco di utilizzare i dati comunicati dagli intermediari finanziari per indirizzare i controlli.

Dal comma 2 dell'articolo 11 del DL n.201/2011, a far corso dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all'anagrafe tributaria le movimentazioni effettuate dai clienti ed ogni informazione relativa a tali rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonchè, l'importo delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione.

A titolo esemplificativo:
-conti correnti
-conti deposito titoli
-conti deposito a risparmio
-certificati di deposito e buoni fruttiferi
-carte di credito a debito
-finanziamenti e partecipazioni

A titolo di esempio i dati che saranno oggetto di invio sono i seguenti:
 peri i conti correnti
-saldo contabile a fine anno precedente
-saldo contabile di fine anno
-importo totale di accrediti nell'anno
-importo totale di addebiti nell'anno

per le carte di credito/debito
-utilizzo del plafond di spesa all'inizio dell'anno precedente

I dati disponibili comunicati dagli intermediari finanziari saranno utilizzati dall'Agenzia delle Entrate per l'individuazione dei contribuenti a maggiori rischio di evasione da sottoporre eventualmente a controllo fiscale. L'Agenzia tramite l'analisi dei movimenti bancari e finanziari potrà procedere ai controlli o evidenziare una lista di contribuenti da indagare.

Oggi il Garante della Privacy ha avvallato la finalità anti evasione delle disposizioni in parola ma dall'altra ha posto il proplema sui problemi di riservatezza che potrebbero riguardare l'invio di una mole così elevata di dati. Pertanto, il Garante ha raccomandato di rendere più sicuro il canale telematico che l'Agenzia delle Entrate intende utilizzare per ricevere i dati in commento.
  

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