3 febbraio 2012

e-Learning e Sicurezza sul lavoro

Riprendiamo un post pubblicato, nella pagina fan di uffici arredati in Facebook, da Stefano Garuti. Post davvero interessante perchè la formazione obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro può essere effettuata anche con formazione a distanza.

2 febbraio 2012

Consulenza legale gratuita

Il Michelangelo Business Center S.r.l. dal 7 febbraio 2012 ha deciso di allargare l'offerta dei servizi da proporre in esclusiva ai propri clienti, offrendo un servizio molto interessante ed utile nell'area della consulenza legale.

Ogni primo martedì del mese (07.02.12 - 06.03.12 - 03.04.12 ...), presso la nostra sede di Modena dalle ore 15.00 alle ore 18.00 sarà disponibile, previo appuntamento telefonico da fissarsi chiamando il numero 059 89 72 11, l'Avv. Alessandra Tirabassi per rispondere alle tue esigenze e renderti un servizio che oggi sappiamo essere all'ordine del giorno nell'ambito della consulenza legale.

L'Avvocato Alessandra Tirabassi, iscritta all'Ordine degli Avvocati del Foro di Modena, è nostro consulente legale di fiducia già da svariati anni ed ha curato altresì la predisposizione nonchè intera redazione dei contratti standard da noi costantemente utilizzati per i servizi di domiciliazione postale e domiciliazione legale.

La prima consulenza sarà interamente offerta dal nostro Business Center.
Sì hai capito bene, pagheremo noi la prima parcella all'Avvocato e senza alcun impegno di proseguo da parte Tua!

In un ambiente riservato e professionale, come il nostro centro uffici modenese, potrai incontrare direttamente l'avvocato per una prima analisi. Successivamente sarà possibile contattare l'avvocato Alessandra Tirabassi per qualsiasi chiarimento e/o approfondimento direttamente.

Crediamo sia anche questo il modo migliore per esserti vicino in questi momenti di mercato fluttuante. Cosa ne dici?

Ti aspettiamo.
Direzione M.B. Center

1 febbraio 2012

Business center aperti con neve


Foto dalla sede di Bologna di International Business Center.
Neve a Bologna ma sede aperta.



Foto sotto, ingresso del Michelangelo Business Center a Modena, sede aperta con oltre 20 cm di neve.










31 gennaio 2012

Auguri Stefano Catanzaro!



Buon compleanno Stefano!
Chi lo pensava che un giovanotto come te oggi festeggia i 50 anni.
Se volete conoscerlo, potete noleggiare un ufficio o una sala riunione presso il My Office Verona di Verona Villafranca.
Auguroni.
PS un ringraziamento a Beatrice della sede di Villafranca

L'ufficio arredato: pulito è bello e sano

L'altro giorno siamo state invitate da un'azienda del nostro gruppo ad una giornata di info/formazione sulla pulizia professionale.
La frase di benvenuto ai partecipanti recitava: "vivere e lavorare in ambienti puliti e sani migliora il morale e la salute di chi li frequenta."

E' importante porre attenzione a questo aspetto a volte sottovalutato dai gestori di uffici temporanei ma estremamente importante per i Clienti che, al posto dell'ufficio in affitto, scelgono di avere il loro ufficio di rappresentanza o ufficio operativo in un business center.

Nel Business Centre Parco de Medici di Roma da sempre le pulizie vengono svolte giornalmente da personale specializzato con operazioni di svuotamento cestini, spolvero arredi, pulizia pavimenti con attenzione particolare alla pulizia dei servizi igienici che vengono ricontrollati a metà giornata.

I Clienti del Business Centre Parco de Medici di Roma - sia che utilizzino le sale riunioni, gli uffici residenziali o gli uffici a tempo - hanno quindi a disposizione ambienti confortevoli ma soprattutto puliti e sanificati.

Prima di noleggiare un ufficio, anche solo per poche ore, è secondo noi importante verificare questo aspetto dei locali per il vostro comfort e salute e quella dei vostri collaboratori ed ospiti.

Giulia Cialini
Business Centre Parco de Medici
Viale Castello della Magliana 38 - Roma
info@parcodemedici.it
www.parcodemedici.it

29 gennaio 2012

ART. 18 , welfare positivo e cittadinanza attiva.

L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.
In assenza di questi presupposti, il giudice dichiara l'illegittimità dell'atto e ordina la reintegrazione del ricorrente nel posto di lavoro.
Nelle aziende fino a 15 dipendenti è possibile ricorrere alla riassunzione o al risarcimento, piuttosto che alla reintegrazione. Nel caso della riassunzione, il dipendente perde l'anzianità di servizio e i diritti acquisiti con il precedente contratto. Nel caso del risarcimento, questo può arrivare fino ad un massimo di 6 mensilità a differenza delle 15 previste nelle aziende con più di 15 dipendenti.
Sul piano pratico, la differenza tra giusta causa e giustificato motivo si basa sulla maggiore o minore gravità del comportamento con riguardo soprattutto al vincolo fiduciario inerente il rapporto di lavoro.
In breve, in caso di licenziamento per giustificato motivo, il datore è tenuto a dare un periodo di preavviso, stabilito dai contratti collettivi, oppure, se vuole estromettere subito il lavoratore dall'azienda, è tenuto a corrispondere al lavoratore una indennità di mancato preavviso.
In caso di licenziamento per giusta causa, invece, il rapporto si interrompe immediatamente e il datore non deve corrispondere alcuna indennità.
Inoltre, si suole distinguere tra giustificato motivo soggettivo (se il motivo del licenziamento è inerente ad un comportamento del dipendente), e giustificato motivo oggettivo (se il motivo del licenziamento è inerente all'attività produttiva).
Nella prospettiva di cambiare la situazione occupazionale, si è aperto negli ultimi mesi in Italia un dibattito sulle modifiche dell'art. 18.
Da una parte, si schierano coloro che credono che modificare l'art. 18 voglia dire intaccare anche le altre tutele dei lavoratori.
Dall'altra parte, invece, si schierano coloro che vogliono superare un diritto del lavoro che sembra tutelare solo i dipendenti a discapito dei precari.
Ma cosa vorrebbe dire non prevedere l'obbligo di reintegrazione?
Si incentiverebbero le aziende ad assumere (soprattutto quelle con meno di 15 dipendenti)?Oppure si finirebbe per creare un'ulteriore precarizzazione?
Nella maggior parte dei Paesi europei, esiste l'obbligo di reintegro in caso di licenziamento ingiusto.
Laddove non esiste, sono previsti comunque dei risarcimenti, la facoltà di reintegro e delle indennità compensatorie molto più generose di quelle previste in Italia.
In Belgio, patria della flexicurity, non esiste nè il diritto, nè la facoltà al reintegro, ma solo un risarcimento. Questo, comprende il periodo di preavviso e un rimborso danni pari a sei mensilità. In Belgio, tuttavia, la flessibilità del mercato del lavoro è accompagnata da altrettante politiche attive del lavoro che permettono una veloce ed efficace riallocazione delle forze lavoro.
Dunque, è davvero necessario intervenire sull'art. 18 per aumentare l'occupazione?
Oppure prima è auspicabile intervenire su altre aree del diritto del lavoro?
In un'ottica di comparazione, si potrebbe prendere spunto dal Manifesto del New Labour Party scritto da Anthony Giddens.
Questo illustra una “terza via” fra il liberismo e la socialdemocrazia.
Tra i suoi punti principali, vi sono l’uguaglianza e il sostegno degli svantaggiati, ma anche la “società civile attiva” e il “welfare positivo”.Semplificando, si dovrebbe intervenire sulla società e sull'economia nel suo complesso. Prima di esporre al rischio i lavoratori (i dipendenti subordinati che perderebbero la garanzia del posto di lavoro), è necessario intervenire per prevedere misure che prevedano la liberazione dal bisogno.
Si prevede, cioè, l'abbandono dell'ottica puramente assistenzialista dello Stato a vantaggio di uno Stato che permetta a tutti ,senza distinzione, di accedere alle stesse opportunità tramite adeguate politiche attive del lavoro.
E in questa prospettiva, ognuno sarà libero di assumersi le proprie responsabilità e i propri rischi.
Da ciò, ne deriverà un investimento dello Stato nella società. E solo nel lungo periodo si potrà assistere al nascere di una vera cittadinanza attiva. In definitiva, si deve superare il dualismo del dibattito.
Tra chi sostiene che l'art. 18 sia la garanzia del posto di lavoro e chi sostiene che, invece, rappresenti la garanzia di non trovare un posto di lavoro, è necessaria una terza via.
Dott.ssa Loredana Caravello per O&A Centro Affari