21 novembre 2012

Uffici Arredati e l'economia reale


Buone notizie dal fronte italiano.

“Iq Made in Italy Venture” è una joint venture di recente creazione dotata di 300 milioni di euro iniziali e un capitale fino a 2 miliardi. Questo accordo di collaborazione è stato stipulato fra il Fondo strategico italiano (Fsi) e la Qatar Holding. Dopo i generosi investimenti realizzati in Francia tocca all'Italia beneficiare dei fondi qatariani.
I principali settori destinatari di questa manovra saranno quelli appartenenti al cosiddetto “Made in Italy”: alimentare e distribuzione alimentare, moda e lusso, arredamento e design, turismo, stile di vita, tempo libero.
La joint venture «investirà in aziende leader”.

Ma chi investirà nelle piccole e medie aziende, aldilà dei fondi proposti dalla rete bancaria privata?

I nostri vicini di casa, Francia e Germania hanno attivato uno strumento utile alle PMI: una banca pubblica incaricata di sostenere e accompagnare la nascita e la crescita delle piccole e medie imprese.
In Francia sarà attiva dal 2013, in Germania lo è dal 1948.

Dopo un anno di vera emergenza, siamo sulla strada del risanamento dei conti pubblici. Nel nostro piccolo, noi, titolari dei business center, abbiamo, da sempre, aiutato i giovani professionisti e le piccole imprese ad affermarsi nel mondo del lavoro grazie ai nostri servizi che permettono di contenere le spese iniziali.
Grazie alle nostre formule di noleggio temporaneo è infatti possibile limitare gli investimenti iniziali classici legati all'affitto tradizionale di un ufficio, risparmiando sull'arredamento, sui servizi di segreteria e accoglienza clienti e tanti altri.

“Puntare sull'economia reale”? Uffici Arredati è in prima linea!






Bar nei business center quali gli obblighi

Questa settimana appuntamento con  Manfredo con una domanda di un anonimo lettore del blog che interessa molti di noi e dei nostri spazi uffici e sale che spessono hanno dei corner o degli spazi destinati alla pausa caffe' o pausa pranzo.

Domanda: 
E’ possibile avere dei corner snack nei business center senza avere autorizzazioni specifiche?
Oltre l'uso di macchinette a gettoni/chiavi è possibile cioè mettere a disposizione dei clienti forni a micronde, frigoriferi e un punto dove mangiare e scaldare i prodotti? Grazie.

Risposta: 
I “corner snack” come definiti nella domanda se nella pratica sono dei veri e propri piccoli bar con frigoriferi, lavastoviglie ecc… , rientrano nelle attività del Reg. CE 852/04 e successive modifiche e integrazioni.

Pertanto la ditta che lo gestisce, nel caso specifico lo stesso business center, deve avere tutti i requisiti e le autorizzazioni per la gestione di una attività di somministrazione di alimenti e bevande. Tali documentazioni sono determinate dalla licenza per la somministrazione di alimenti, la NIA alimentare per inizio attività, la stesura di manuale di autocontrollo e HACCP, il corso per la somministrazione di alimenti e bevande da parte della persona che direttamente effettua gli acquisti e il controllo delle scadenze, delle temperature e quant’altro rientri nella attività di somministrazione. Tutto questo non è necessario per le sole macchinette a gettoni/chiavi dove la azienda di gestione si accolla tutti gli obblighi.

20 novembre 2012

Uffici temporanei in Italia vista dalla Svizzera

Vi siete mai chiesti cosa trovano in Google i nostri "cuginetti" svizzeri quando cliccando Google.ch cercano uffici temporanei?
La risposta è in questo post, ho fatto eseguire la ricerca ad un caro amico italiano, Matteo Sorci, residente in Svizzera e quanto segue è il risultato. Preciso che la ricerca è stata eseguita in novembre. Per la lunghezza della pagina la leggibilità non è delle migliori. A disposizione per inviare file pdf di quanto sotto, nella prima posizione compare il sito www.ufficiarredati.it, in terza posizione www.ufficiotemporaneo.com, in 8° posizione le colleghe romane di www.timeforbusiness.it.


19 novembre 2012

Come cambia la disciplina dei contratti a progetto

I contratti a progetto, utilizzati da molte aziende per attivare rapporti di collaborazione, hanno subito con la "Riforma Fornero" sostanziali modifiche alle quali occorre prestare attenzione. L'art.61 del D.Lgs 276/03 reiscrive la nozione di lavoro a progetto. Il progetto deve essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale e non può consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente, avuto riguardo al coordinamento con l'organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa.
Il progetto on può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, è da stipularsi in forma scritta e deve contenere ai fini della prova la descrizione del progetto, con individuazione del suo contenuto caratterizzante e del risultato finale che si intende conseguire. Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito e non può essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico per ciascun settore di attivitèà dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori. Circa il recesso le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa o qualora siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto.
Le presunzioni di subordinazione per il lavoro a progetto:
1)la mancanza di uno specifico progetto determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato
2)i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sono considerati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto, nel caso in cui l'attività del collaboratore sia svolta dai lavoratori dipendenti dell'impresa committente.

Sintesi dell'articolo Come cambia la disciplina dei contratti a progetto-Alessandro Ferri (Studio Ferri) illustra le novità tratto dal Giornale delle Imprese