7 febbraio 2013

Il Futuro del Coworking e perché porterà dei vantaggi al vostro lavoro

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Grazie della traduzione a Executive Brescia.

Ecco qui le cifre che supportano il coworking – e i motivi per cui non riguarda più solo le startup o i freelance. 
Divertente. Conviviale. Stimolante. Collaborativo. Produttivo.
Se non potete descrivere il vostro posto di lavoro con nemmeno uno di questi aggettivi, dovreste mollare la scrivania e prendere un posto in uno spazio di coworking vicino a voi. Secondo l’annuale sondaggio globale sul coworking effettuato da Deskmag, non bisogna essere per forza un imprenditore o un lavoratore freelance, per vedere gli innegabili benefici del coworking: il 71% degli intervistati ha registrato un incremento nella creatività da quando è entrato a far parte di uno spazio di coworking mentre il 62% sottolinea un miglioramento dello standard di lavoro. Il sondaggio rileva anche che metà dei coworker accede al proprio posto di lavoro 24/24 h e solo il 30% preferisce lavorare seguendo gli orari lavorativi standard. "Il futuro del lavoro non dovrebbe essere dettato dallo spazio e dal tempo ma dalla persona e dai compiti che essa deve svolgere", dichiara a Fast Company Mark Dixon, amministratore delegato di Regus. Ora molti dipendenti vengono valutati in base al risultato e alla produttività e non semplicemente stando seduti ad una scrivania per 40 ore a settimana. Gli impiegati e le compagnie per cui essi lavorano stanno gradualmente realizzando che c’è bisogno di fornire e sfruttare una vasta gamma di spazi di lavoro per soddisfare una forza lavoro sempre più varia e con aspettative diverse sul concetto di lavoro e sui luoghi e le tempistiche lavorative, spiega ancora Dixon. 

Il Coworking in cifre:
• il 50% dei coworker accede al proprio posto di lavoro 24/24h
• il 71% ha registrato un incremento nella creatività da quando è entrato a far parte di uno spazio di coworking
• il 62% sottolinea un miglioramento dello standard di lavoro
• circa il 90% dei coworker rivela una maggiore fiducia in se stessi
• il 70% dei coworker si sente più in forma rispetto a quando lavorava in un ufficio tradizionale
• circa un terzo, se non metà dei lavoratori sono flessibili e mobili
• il 64% dei coworker è migliorato nel rispetto delle scadenze dei lavori.

Questi sono i motivi per cui, secondo Dixon, società come Google, Amazon, Twitter e metà delle società facenti parte di Fortune 500 offrono al loro staff spazi temporanei presso Regus per tenere riunioni o per svolgere il proprio lavoro anche in viaggio. Regus fornisce ogni giorno uffici a più di un milione di persone in tutto il mondo.

Dixon evidenzia che il coworking permette alle varie aziende di testare nuovi mercati senza rischio, ovviamente nel limite del possibile. La nostra ricerca dimostra che oggi circa un terzo, se non metà dei lavoratori è flessibile e mobile. Quattro anni fa un’occupazione flessibile era riservata a particolari agenzie di marketing e ai negozi informatici. Oggi è uno stile di vita influenzato dalla crescita dell’economia freelance e il bisogno d’incrementare le entrate attraverso l’ampliamento del mercato, prosegue Dixon. Ad esempio, Regus ospita agenzie immobiliari che, ironia della sorte, non hanno una sede propria. A tutti gli agenti vengono fornite delle card per accedere a uno spazio di coworking nelle vicinanze nel caso in cui avessero bisogno di stampare del materiale o svolgere del lavoro d’ufficio.

Deskmag fa notare che, rispetto al lavoro in un ufficio tradizionale, una maggioranza schiacciante di coworker (90%) ha accresciuto la fiducia in se stessi, probabilmente in seguito al fatto che molti spazi sono caratterizzati da una comunità locale che supporta e permette una collaborazione creativa.
Dodd Caldwell, fondatore di Loft Resumes e MoonClerk, ha aderito al coworking di Greenville (Carolina del Sud) per due anni e mezzo. Negli ultimi tempi sta condividendo lo spazio di lavoro con altre startup ad Iron Yard. Siamo un coworking piuttosto curato cosicché, anche se proveniamo da diverse società, siamo tutti abbastanza affini, dichiara Caldwell. Conducendo la sua attività in uno spazio di coworking così curato, continua Caldwell, ho il vantaggio della cultura di una media impresa senza dover affrontare la maggior parte degli svantaggi che ne derivano, ad esempio la burocrazia.

Ho il vantaggio della cultura di una media impresa senza dover affrontare la maggior parte degli svantaggi che ne derivano.
Uno dei principali vantaggi del coworking secondo Caldwell è la facilità con cui si collabora e si condivide lo spazio con altre società, molte delle quali sono composte solamente da tre persone. A volte si tratta semplicemente di picchiettare sulla spalla di qualcuno al di fuori del proprio team per chiedere un parere. Altre volte, invece, ci si può trovare con uno sviluppatore davanti a una lavagna magnetica per un incontro di 15 minuti su un’altra startup.

La capacità di valutare i problemi da diversi punti di vista è la filosofia di base di spazi di coworking come Secret Clubhouse. Fondata a settembre da Rick Webb (cofondatore di The Barbarian Group), Secret Clubhouse soddisfa una necessità semplice ma critica per gli imprenditori dell’affollato coworking del quartiere di Williamsburg a Brooklyn: fornisce un luogo in cui sedersi ogni giorno e il vantaggio di essere gomito a gomito con altri sviluppatori di startup. L’indomani del disastroso uragano Sandy, quelle postazioni furono occupate dallo staff di Gawker. Foursquare, Tumblr e Vimeo i cui uffici erano privi di elettricità. Ora che la situazione si è sistemata, la dirigente Alison Vingiano afferma che le 35 scrivanie di Secret Clubhouse non sono completamente occupate, ma coloro che vi lavorano possono lavorare da soli o inserirsi nella comunità tecnologica locale attraverso gli eventi proposti in loco o semplicemente andando nella sala interrata che è provvista di un tavolo da biliardo, strumenti musicali per concerti improvvisati, cibo, bevande e comode sedute.

Vingiano sottolinea anche che, essendo ora la collaborazione un punto focale di Secret Clubhouse, molta di questa avviene naturalmente. Tra gli incontri ospitati e gli eventi organizzati per condividere le proprie abilità, i membri di Secret Clubhouse sono incoraggiati a proporre annunci di lavoro o a parlare dei progetti a cui stanno lavorando. Smentendo l’opinione che un ambiente aperto come Secret Clubhouse sia dispersivo quanto una caffetteria, il 68% degli intervistati da Deskmag ha sottolineato una maggiore concentrazione e altrettanti (64%) hanno riportato di esser migliorati nel rispetto delle scadenze dei lavori. Scott Hinson, direttore del nuovo Pike Powers Commercialization Lab in Pecan Street Inc., si troverà presto a promuovere la collaborazione in questo spazio e ad aiutare le società che vi lavorano a rimanere concentrati ed a mantenere una certa privacy. Il laboratorio da 1,5 milioni di dollari si trova nella zona nordorientale di Austin e verrà aperto ufficialmente a maggio per promuovere la ricerca, la commercializzazione e l’istruzione legate ad applicazioni in campi come le reti intelligenti (smart grid), l’informatica avanzata, l’energia pulita e la sanità. Essendo il primo laboratorio no-profit di ricerca sulle smart grid, esso permetterà alle piccole imprese di usufruire di attrezzature quali un analizzatore di spettri che costerebbe approssimativamente quanto lo stipendio annuale di un ingegnere.

L’alternativa più sana per i datori di lavoro e i dipendenti è quella di continuare a lavorare insieme per ridefinire i parametri di lavoro, le modalità lavorative e i compensi.

Hilson ritiene che la vera sfida sarà quella di mantenere riservati progetti che dovrebbero rimanere tali, ma non è eccessivamente allarmato. Dobbiamo semplicemente essere consapevoli di chi non può girarci attorno (quando si sta pianificando un lavoro). Inoltre, la struttura è dotata di dispositivi di sicurezza come il lettore di impronte digitali e l’accesso sicuro ad Internet. Se necessario, possono essere eliminati tutti i dati dai computer nel momento in cui una nuova persona si siede per utilizzare il terminale. Fin tanto che ci poniamo le giuste aspettative, possiamo ridurre i problemi, afferma Hilson. Se ci si pone l’obiettivo di trovare un posto per fare cose realmente brillanti e in cui ci potrebbero essere altre persone che realizzano cose interessanti, allora gli incidenti spiacevoli possono essere evitati sin dall’inizio.

Dixon crede che la flessibilità di “lavorare a modo proprio” stia portando ad una maggiore produttività ed ad una maggiore soddisfazione lavorativa. Sottolinea poi quanto riportato in un recente sondaggio condotto da MindMetre in cui, in seguito all’aumento della flessibilità ed a un equilibrio lavoro/vita privata più chiaro, il 64% degli impiegati americani risulta essere più felice con il proprio lavoro attuale rispetto a due anni fa. Dixon aggiunge che inoltre, numerose ricerche dimostrano che un lavoro flessibile comporta livelli più bassi di stress legato al lavoro e livelli più alti di soddisfazione lavorativa. L’opzione più sana per i datori di lavoro ed i dipendenti è quella di continuare a lavorare insieme per ridefinire i parametri di lavoro, le modalità lavorative e i compensi.

2 commenti:

Gianluca Mastroianni ha detto...

Ringrazio Ermanno per aver tradotto questo lungo ed interessante articolo con intervento di Dixon, CEO di Regus.

ermanno ha detto...

A mia volta ringrazio Anna, la nostra nuova risorsa interna, per l'ottimo lavoro svolto.
Ermanno