13 maggio 2013

Il telelavoro non decolla. Sono i manager a frenare.

Torniamo a  parlare di Telelavoro, telelavoro si, telelavoro no.

Le limitazioni al telelavoro imposte dall'ad di Yahoo!, Marissa Mayer, hanno riacceso negli Stati Uniti il dibattito sull'efficacia di trasferire l'ufficio in casa.

In Italia, dove il fenomeno continua a rappresentare una sporadica eccezione, chi l'ha provato si dice comunque entusiasta e pronto a estenderlo anche ad altre funzioni. Una ricerca di Kelly Services ha messo in luce che il 60% dei lavoratori prenderebbe  in considerazione il telelavoro in modo da potr gestire al meglio la propria giornata. I più interessati a questa modalità sono gli americani, soprattutto i lavoratori più anziani. 

L'utilità di spostare l'ufficio in casa è meno avvertita in Europa, ma l'Italia fa eccezione con il 64% di interessati. L'inversione di tendenza dovrebbe partire da una sperimentazione sugli stessi manager "perchè si rendano conto per primi delle opportunità di questo strumento". Si dice soddisfatta del progetto di telelavoro Luisa Bianchi, hr director di Beiersdorf per Southern Europe Italty/Greece. L'azienda ha attivato questa possiilità per due persone, una persona si occupa di contabilità, l'altra di controllo delle note spese. 

Entrambe hanno l'obbligo di venire una volta al mese  in sede per incontrare il responsabile. L'azienda ha concesso alle lavoratrici di portare a casa gli strumenti di lavoro, come pc, stampante e webcam, mentre al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e al responsabile servizio prevenzione e protezione sono concesse visite a domicilio per verificare che la postazione sia illuminata e gli spazi adeguati. Ma come controllare se si lavora effettivamente da casa? Non prevedono controlli in merito, interessano i risultati raggiunti, dai quali dipende una parte della retribuzione individuale.

Il telelavoro nasce come accorso tra le parti: se quindi ad esempio il lavoratore non accetta, non può essere sanzionato. Quanto agli strumenti di controllo per il lavoro, è concesso l'utilizzo di strumenti software da parte dell'azienda per monitorare che l'azienda venga svolta nelle modalità convenute e il lavoratore è tenuto a rispettare fasce di reperibilità nell'arco della giornata.

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