24 luglio 2013

#freewifi davvero così nei business center?

Il Governo liberalizza il Wi-Fi questa è la notizia di ieri!

Ma è e sarà davvero così nei business center?

Me lo chiedo per due motivi:
- il primo dubbio me lo insinua l'articolo del Sole 24 Ore quando ci dice .... in realtà resta consigliabile tenere traccia di chi utilizza il nostro hot spot Wi-Fi, anche se non è obbligatorio. Può servire per discriminarsi, nei confronti di indagini di polizia, qualora qualche utente utilizzi la nostra connessione per commettere reati. In altri Paesi europei è capitato che l'esercente fosse considerato corresponsabile, in questo caso. In Germania, una sentenza del maggio 2010 ha dichiarato parzialmente responsabile il proprietario/utente di una rete Wi-Fi che non abbia utilizzato adeguati sistemi di protezione dal rischio...

Conseguenza è quindi quella di tenere in essere nei business center un sistema di monitoraggio se già esistente e per i nuovi centri in apertura?.

- secondo dubbio è legato al modus di fruizione della connessione, si parla di WiFi libero - l'idea è l'utilizzo in hotel, aeroporti, bar, ristoranti, stabilimenti balneari....-, ma nei business center oltre al Wi-Fi esistono connessioni con cavo che presuppongono, anche se non sempre, una stanzialità dell'utente. 
Il concetto di Wi-Fi libero deve essere quindi esteso anche al concetto di connessione fruibile in modalità cavo?

Mi farebbe piacere conoscere il parere di altri colleghi.

7 commenti:

Gianluca Mastroianni ha detto...

Milo Patruno di BC Parma mi segnala anche http://www.lastampa.it/2013/07/24/italia/cronache/il-wifi-pubblico-torna-libero-tagliati-i-fondi-alla-banda-larga-QqqADDRM9MGrmD5WY9q1DJ/pagina.html

Blog di Milo Patruno ha detto...

Prima di entrare nel merito della necessità o meno di mantenere monitorato l'accesso nei Business Center, ritengo che il principio di wifi libero contenuto nel decreto possa e debba estendersi anche alle connessioni via cavo. Non è la tecnologia di accesso usata ad essere discriminante ma libertà o meno di navigare.

Per ciò che riguarda invece i Business Center credo sia opportuno mantenere l'accesso monitorato per i seguenti motivi:
1) garantire un log alle forze dell'ordine in caso di utilizzo che violi norme e leggi.
2) avere un access token che impedisca l'uso della banda a chi non è cliente del Centro. Questo anche per evitare una riduzione della banda disponibile che va a discapito del servizio offerto ai propri clienti.

Avere il wifi libero semplificherebbe sicuramente le procedure e la gestione dei clienti nei Centri, ma credo che la sicurezza e la qualità del servizio debbano essere mantenuti.

Blog di Milo Patruno ha detto...

Prima di entrare nel merito della necessità o meno di mantenere monitorato l'accesso nei Business Center, ritengo che il principio di wifi libero contenuto nel decreto possa e debba estendersi anche alle connessioni via cavo. Non è la tecnologia di accesso usata ad essere discriminante ma libertà o meno di navigare.

Per ciò che riguarda invece i Business Center credo sia opportuno mantenere l'accesso monitorato per i seguenti motivi:
1) garantire un log alle forze dell'ordine in caso di utilizzo che violi norme e leggi.
2) avere un access token che impedisca l'uso della banda a chi non è cliente del Centro. Questo anche per evitare una riduzione della banda disponibile che va a discapito del servizio offerto ai propri clienti.

Avere il wifi libero semplificherebbe sicuramente le procedure e la gestione dei clienti nei Centri, ma credo che la sicurezza e la qualità del servizio debbano essere mantenuti.

carlo introvigne ha detto...

cari colleghi, l'esperienza ci insegna ad attendere le leggi di conversione dei DL.. in questo caso la norma è contenuta nel decreto legge 69/2013 (c.d. decreto del "fare") e solo con la legge di conversione - che deve arrivare entro 60 giorni - la norma sul wi-fi si stabilizzerà e dettaglierà.. allora la si potrà comprendere appieno

Barbara Missaglia ha detto...

Nella norma però si specifica: "quando l'offerta di accesso non costituisce l'attività commerciale prevalente del gestore del servizio".
Ok, per noi l'accesso a Internet non è l'attività commerciale "prevalente", ma è pur sempre una componente di essa, molto più prevalente di quanto possa esserlo per hotel, bar, centri commerciali o stabilimenti balneari, per quanto ne so... Tant'è che un Business Centre che oggi non offrisse connessioni wi-fi sarebbe automaticamente fuori dal mercato.
Non è che questo basti a metterci al riparo dalla liberalizzazione indiscriminata?

Gianluca Mastroianni ha detto...

Secondo me per noi nulla cambierà, cioè mi spiego:
se il cliente si collega in wifi o con cavo, che si collega per mezza giornata o sia residenziale da noi, ritengo che la tracciabilità si opportuno.
Dovremo però avvisarlo di questo in quanto applicheremo norme + stringenti rispetto la legge.
Discorso diverso se abbiamo postazioni hotdesk/coworking forse li nello spirito "libero" sarebbe in teoria opportuno dare libero accesso. Rimarrebbe il problema però di come rispondere in un prossimo futuro a forze di Polizia che eseguano un controllo su un cliente.

FelsinaBC ha detto...

Non temo più di tanto di andare off-topic ponendo la questione delle comunicazioni e liberatorie da proporre ai clienti affinchè ci si tuteli da responsabilità nel caso di usi impropri, senza violare la loro privacy. O meglio, ottenendo le autorizzazioni per poterlo fare in caso di necessità. Questo vale anche e soprattutto per l'attività del firewall e dei propri sistemi di sicurezza che monitorano il traffico. Detto questo, voi come fate?