14 novembre 2013

Nei business center non può esserci il coworking, prosegue il dibattito



Puntata numero 2. Traduzione dell'articolo originale a cura di Giulia Antonella Zingaro www.traduzionizeta.com. 

La prima parte dell'articolo tradotto è sul nostro blog.

Nei giorni scorsi abbiamo dato il via ad una discussione su come i Business Centre e gli spazi in coworking si mescolino o non si mescolino, a seconda del caso. 

L'articolo - “Nei Business Centre non può esserci il coworking (prima parte)” - ha discusso l'idea che il Business Centre non rappresenti realmente quello che è oggi considerato un vero spazio in coworking. Tuttavia, come abbiamo scoperto, non c'è nessuna regola ferrea che definisca il coworking

Alcuni Business Centre lo hanno capito. Altri no. Alcuni sono incerti e offrono la loro versione di coworking solo per dire che fanno coworking. Dal momento che ormai è un mercato fiorente, ha senso che la comunità dei Business Centre ne voglia far parte. 
Un approccio diverso mentre alcuni Business Centre possono lottare per dedicare il tempo e l'attenzione di cui gli spazi in coworking necessitano per prosperare e crescere, gli operatori hanno un altro modo per portare il coworking nella mischia. Una conclusione realizzabile è quella di creare un'offerta indipendente che funzioni in modo autonomo come un singolare marchio coworking. Basti guardare Club Workspace come esempio di successo. “Gli spazi in coworking indipendenti hanno la capacità di specializzarsi e concentrarsi su quello che fanno”, ha detto James Friedenthal, Amministratore Delegato di Club Workspace di Londra, la sezione di coworking di lunga tradizione commerciale del marchio locale, Workspace Plc. Workspace ha preso una decisione consapevole, separare la propria offerta di coworking. “I fornitori indipendenti possono essere più agili e muoversi più velocemente”, ha spiegato James. “Il coworking non è semplicemente scrivania e sedie e non è un prolungamento del rapporto proprietario-inquilino. Richiede un approccio diverso – un approccio basato più sul tempo libero e la vendita al dettaglio, piuttosto che sulla proprietà commerciale”. Per questo, Club Workspace funziona come un business separato e completamente indipendente, con un proprio marchio e propri termini e condizioni, addirittura con una propria terminologia. Quindi, i Business Centre hanno bisogno di ispirarsi a questo modello per sviluppare una strategia di coworking di successo? Come abbiamo notato in precedenza, dipende in gran parte dalle esigenze delle aziende che utilizzano lo spazio. 

http://rocket-space.com/coworking-radically-transforming-commercial-real-estate/
Un Business Centre potrebbe avere uno spazio di lavoro perfettamente condiviso che è accessibile, ben attrezzato, a prezzi moderati e un caffè fresco da far perdere la testa. Potrebbe non essere un classico spazio in coworking con una ricca comunità e i mobili più stravaganti all'ultima moda, ma potrebbe essere la soluzione perfetta per le imprese locali. Questo, sicuramente, è ciò che più conta. Diversità Mentre James riconosce che gli spazi in coworking hanno alcune importanti caratteristiche, come ispiratore, collaborativo e guidato dalla comunità, egli riconosce anche che il successo di uno spazio in coworking è deciso dai suoi stessi membri. “Il mercato lo accetterà o lo rifiuterà”, ha detto. “Per i Business Centre l'opportunità chiave sta nella diversità e nella crescita. La diversità è naturale, e i Business Centre hanno sempre la scelta di cambiare un po' dei loro spazi o di virare su uno spazio in coworking. Se funziona o meno dipende in ultima analisi dalle persone che lo utilizzano. Se si sviluppa una forte offerta con una solida base di clienti, i Business Centre hanno soddisfatto un bisogno e non avranno niente di cui preoccuparsi”. Ibridazione, molti Business Centre e gli operatori delle postazioni di lavoro flessibili stanno cominciando ad aggiungere il coworking alla loro offerta. Più di recente, Bizspace ha ufficializzato il loro lancio del coworking e anche Avanta si è unita alla comunità del coworking con una nuova lussuosa sede nel West End (quartiere di Londra, n.d.t.). Abbiamo già sentito parlare della cosiddetta ibridazione di Business Centre e spazi in coworking, una tendenza che Ray Lindenberg di Select Office Suites ha monitorato per un certo periodo. Ha addirittura osservato che alcuni spazi in coworking indipendenti si stanno indirizzando verso un modello di Business Centre attraverso la privatizzazione di alcune parti del loro spazio. Piuttosto che cercare di definire il coworking, dovremmo invece concentrarci su ciò che spazi diversi sono in grado di offrire al loro mercato. 

http://www.wakeupnews.eu/coworking-condividere-spazi-e-idee-lavorando-in-sinergia/
Il coworking è fiorente e, dal momento che la domanda aumenta, i Business Centre stanno effettivamente adeguando la loro offerta per soddisfare le esigenze delle imprese locali che vogliono sempre più flessibilità dal proprio spazio di lavoro. Ed è giusto che sia così. Non tutti vogliono uno spazio in coworking con una vivace atmosfera comunitaria. Lo so perché sono uno di loro. Vado in uno spazio in coworking per lavorare. I posti vivaci, rumorosi non vanno bene per me - e non sono il solo. I Business Centre hanno la possibilità di portare una ricca varietà di spazio di lavoro al settore del coworking, in una gamma molto più ampia di luoghi, che non faranno altro che contribuire a rafforzare il mercato. Personalmente, non vedo l'ora di vedere spuntare sempre più spazi in coworking, sia indipendenti che nei Business Centre, nelle città e nei paesi, nei parchi commerciali, sopra i negozi e alle spalle dei bar. In breve, ovunque siano necessari. Come Desk Union’s Victoria ha aggiunto: “C'è abbastanza spazio per tutti, a patto che ogni spazio rappresenti la propria nicchia ben definita. Tutto si riduce all'offerta di prodotti e al particolare tipo di comunità che lo spazio cerca di sviluppare. La creazione di un'ampia gamma di spazi può solo aiutare ad elevare il profilo del coworking agile che vada bene per la popolazione generale. “Siamo certi che questa sia una vittoria per tutti?” 

Ringrazio Giulia Zingaro per la sua traduzione, ricordo che Giulia ha lavorato presso il Milano Business Center e ora ha dato vita ad una start-up www.traduzionizeta.com
 

12 novembre 2013

Palazzo 900, il business degli uffici è a noleggio è qui

Ciao Armando, ormai molti colleghi ti hanno conosciuto a Roma nel corso del workshop di ufficiarredati.it e con il video, rececentemente pubblicato in questo blog. Una breve intervista per farti conoscere meglio e per farti conoscere ai nuovi colleghi.

Cos’è e dove è HOS?  
H.O.S. BRESCIA è un business center al terzo piano del prestigioso "Palazzo 900” totalmente ristrutturato. Siamo nel cuore della città di Brescia in Via Moretto nr. 38/b, nel pieno centro storico a due passi da tutto ... a 5 minuti da 2 fermate della metropolitana "Piazza Vittoria" e "Stazione FS". A 10 minuti dalla Stazione Ferroviaria. 

Il tuo business center richiama un pò gli edifici statunitensi con attici, rifiniture di pregio e poi piani con servizi per imprese e studi. Come mai questa scelta? 
Il mondo professionale e dei servizi sta cambiando alla velocità della luce, il futuro sarà sempre più “complicato”, e richiederà sempre più efficienza, noi ci siamo impegnati per cercare di trovare nuove ed innovative “soluzioni” che possano aiutarci a lavorare meglio, soprattutto in qualità. H.O.S. Brescia è una nuova idea, pensata e condivisa con importanti Opinion Leader, che accomuna una location di pregio. Il nostro business center è sull’intero terzo piano del Palazzo 900 ubicato nel pieno Centro Storico di Brescia vicino alla CCIAA, alla sede Inps ed al Tribunale, … un ambiente di qualità e design, dotato di tecnologia dell’ultima generazione e servizi condivisi per offrire una grande Immagine al minor costo possibile di gestione per oggi e per il futuro sicuramente il meglio.

Avete inaugurato a fine 2012, avete ospitato nella “piazzetta”eventi importanti con personaggi noti.Parlacene un pò. 
H.O.S. Brescia in stretta collaborazione con il Palazzo 900 è sempre disponibile ad ospitare eventi importanti nella propria sede, soprattutto nella “Square” all’interno del Palazzo 900. In questo modo noi vogliamo che la nostra location diventi un punto di incontro per conoscersi come quando abbiamo inaugurato i nostri spazi in occasione della festa 12 BMode di moda e design a Brescia da venerdì 14 a domenica 16 settembre 2012. In tale occasione è stato possibile scoprire la nuova concezione degli spazi, la vista straordinaria e le soluzioni tecnologiche innovative presenti nel palazzo. Arte, design, moda, danza e musica sono stati i protagonisti assoluti di questa iniziativa“. Questi tre giorni sono stati un'occasione unica per vedere, sentire e lasciarsi inebriare da immagini che raccontano la nostra cultura del novecento attraverso l'architettura, l'industria e il design del 900 bresciano, caroselli anni 50 e 60, e due documentari firmati da Cesare Zavattini e appartenenti all'archivio della Fondazione Luigi Micheletti. Un ampio spazio è stato dedicato all'arte contemporanea negli spazi residenziali degli ultimi piani del Palazzo 900. Gli artisti protagonisti di queste giornate sono stati Guido Azzalin, Marcello Gobbi, Francesco Levi e Camilla Rossi. Nella “Square” Patrizia Fratus ha eposto la sua installazione "Le tre Grazie", uno sguardo ironico sul mondo della moda e della femminilità. Dal secondo piano hanno trovato invece spazio diversi oggetti legati alla moda e al design grazie alla preziosa sinergia instaurata con Leone Arredamenti & Contract, Manoucher Rachtian Gallery, Gioielleria Barozzi, Area Dock's, Vespa Club Brescia, Simone Gedeone Podavini e i negozi di abbigliamento e accessori Axel e Ice. Mobili, accessori, gioielli e abiti per raccontare il nostro stile di vita per confrontarsi,come l’evento organizzato dal senatore Corsini, che ha permesso un faccia a faccia tra il filosofo Cacciari ed il monsignor Luciano Monari a confronto su politica e teologia, partendo da una lettera di san Paolo.

I vostri uffici arredati sono molto ricercati, cosa trovano i clienti? 
Non è assolutamente facile soddisfare le esigenze dei clienti, ma il nostro obiettivo è quello di curare i minimi dettagli, un nuovo concept, dove la qualità, il design, ed i migliori servizi devono essere “Padrone Assoluto”, ambienti moderni e funzionali, dove esaltare la propria immagine e professionalità, dove lavorare deve essere un piacere per il professionista e per i suoi ospiti. Dalla reception, all’attesa, agli uffici operativi e direzionali, il tutto è coordinato nei minimi dettagli per offrire un’immagine unica e riconoscibile, oltre ad una piacevole sensazione di ospitalità e professionalità. 

Qual è il vostro tipo di clientela? 
Noi siamo attivi da circa un anno, ma stiamo riscontrando molto interesse da professionisti e società di un certo livello. 

Avete anche due sale riunioni da 12/14 posti con servizio di videoconferenza, ci puoi fornire qualche informazione su questo servizio?  
Ancora oggi si fa confusione tra videoconferenza e multiconferenza. Per la precisione si parla di videoconferenza quando c’è interazione sincrona in audio, video e dati fra due o più soggetti e si parla di multiconferenza quando si può mettere in comunicazione tra loro dispositivi diversi (pc con o senza webcam, telefono fisso o mobile, videoconferenza) rendendoli interattivi. Oggi esistono parecchi prodotti con caratteristiche tecniche e costi notevolmente diversi, addirittura alcuni sono gratuiti, ma ogni prodotto va scelto in base al contesto di utilizzo. Lo standard minimo da garantire per una videoconferenza è l'audio. Se ci sono problemi legati alla qualità dell'audio, (rumori, distorsioni oppure eco) la videoconferenza è completamente inefficace. Nel caso in cui si utilizzi una videoconferenza in un’assemblea (CDA od assemblee soci), qualche amministratore, sindaco o socio potrebbe dichiarare a fine assemblea che l’audio non era perfetto e qualcuno dei presenti potrebbe anche chiedere l’annullamento dell’assemblea stessa. Quindi immaginiamo le problematiche che potrebbero sorgere tra il nostro business center ed il cliente. Ci sono vari standard e protocolli che i costruttori impiegano sui propri sistemi di Videoconferenza, ma da una mia indagine i protocolli che garantiscono un ottimo risultato sono H.320 e H.323, che operano su reti internet IP. 

Perché hai deciso di aderire al network Ufficiarredati.it? 
Nel mese di Aprile di quest’anno ho avuto modo di conoscere il Dott. Gianluca Mastroianni, il quale mi ha descritto il lavoro che il network “ufficiarredati” svolge a supporto dei business center. Fin dal primo incontro è nata una reciproca stima che mi ha permesso di sviluppare ulteriormente i rapporti con i potenziali clienti. Io sono convinto che da soli non si va da nessuna parte. Oggi, più che mai, è fondamentale una buona collaborazione ed una sana competizione costruttiva, affinché ogni società sia sempre sollecitata a migliorarsi  linfa vitale di ogni spirito imprenditoriale. Il network è di supporto ai business center ed è positivo il fatto che si ricerchino sempre nuove idee, come quella che stanno sviluppando ora con l’e-commerce. Fantastica anche l’area riservata dalla quale si possono avere ulteriori informazioni come la segnalazione dei “clienti cattivi”. 

Hai partecipato al workshop di Roma, come è andata e come ti hanno accolto le altre sedi? 
Sono stato molto contento di partecipare all’incontro di Roma, perché ho avuto la sensazione di essere stato abbracciato da tutti i partecipanti. Ho anche avuto modo di stringere alcuni rapporti di amicizia. Il confronto con loro è stato molto costruttivo, soprattutto per la totale trasparenza nell’esposizione dei problemi che ognuno stava vivendo nella propria location. Ritengo che ognuno di noi in cuor proprio abbia e stia facendo il meglio per la propria attività, pertanto ben vengano ogni volta questi incontri che a parer mio sono molto stimolativi.

11 novembre 2013

Nei business center non può esserci il coworking

Articolo originale: http://www.officingtoday.com/2013/10/business-centres-cant-do-coworking/
Traduzione a cura di Giulia Zingaro:www.traduzionizeta.com

I Business Centre non sono spazi in coworking” - così dichiara qualche operatore e lavoratore con cui ho parlato negli ultimi mesi. Ma, dal momento che io stesso ho provato alcuni spazi in coworking, non posso dire di essere d'accordo. 

Molta gente ritiene che uno spazio in coworking debba essere fatto in un certo modo. Ha bisogno di una determinata atmosfera, dei mobili più moderni, magari di qualche decorazione all'ultima moda e poltroncine. Entrate in qualsiasi spazio in coworking indipendente e senza dubbio vedrete e percepirete un'atmosfera molto diversa da quella di qualunque business centre.
Ma come si può definire il coworking? Come si può dire quello che il coworking non é?.
La risposta esatta non è ancora stata definita. 

Non esiste una definizione certa e sicura di coworking - sebbene Nina Pohler si sia avvicinata con la sua definizione a tutto tondo tramite Deskmag: "Ogni area di lavoro con strutture flessibili che sia stata progettata per e da persone con atipici e nuovi tipi di lavoro - che non è esclusivamente per le persone di una determinata società".

In altre parole, coworking, come ogni altra forma di area di lavoro flessibile, è stato creato per soddisfare le esigenze di una vasta demografia di lavoratori che hanno bisogno di una soluzione flessibile, fattibile per soddisfare le loro esigenze di business. Quindi è ovvio che i business centre, che offrono uno spazio di lavoro con strutture flessibili, sarebbero il candidato perfetto per offrire uno spazio di coworking. Allora, perché esiste la convinzione che non possano farlo? (E dove sono tutti?) Victoria Arnold, fondatore del Desk Union, ha detto al nostro blog ciò che rende uno spazio un coworking: "In primo luogo, chiunque può mettere un paio di file di banchi in una stanza vuota e chiamarlo “spazio coworking”. In realtà, è molto di più". "Gli utenti investono in una comunità e questa è molto più difficile da creare di quanto si possa immaginare. 

Gli spazi di coworking indipendenti offrono una grande attrattiva alla Generazione Y e ai creativi, considerando che i business centre rappresentano la creazione di spazi di lavoro condivisi per una vasta gamma di specifici target di pubblico". “Agganciato” Qualsiasi spazio – business centre compreso - ha il potenziale per soddisfare questo bisogno della comunità. Ma la differenza sta nella capacità dell'operatore di investire tempo reale e fatica nell'aiutare la comunità del coworking ad evolvere. I business centre sono luoghi occupati da diversi clienti e servizi – a partire da uffici virtuali e sale riunioni a noleggio per arrivare a uffici arredati, servizi di reception e di gestione del luogo di lavoro-. 
Dato questo ambiente dinamico, è un rischio considerevole aggiungere il coworking nel mix. Alcuni commentatori del settore ritengono che i business centre si direzionino verso gli spazi di coworking al fine di salire sul carro del vincitore, e che questo approccio annacquato faccia ben poco per stare al passo con il movimento del coworking o con il dare alla luce il tipo di fiorente comunità che oggi si manifesta aiutando migliaia di start-up, liberi professionisti e professionisti mobili a far crescere il loro business. Ci sono altri modi per i business centre per introdurre il coworking - e un metodo in particolare, con una lunga tradizione del marchio britannico dello spazio di lavoro, si è rivelata un enorme successo. Scaveremo più a fondo questo argomento nella seconda parte del nostro focus: " Nei Business Centre non può esserci il Coworking".......

Traduzione a cura di Giulia Zingaro:www.traduzionizeta.com