13 gennaio 2014

Contratto di appalto altri obblighi per il business center?

In questi giorni un collega, gestore da tanti anni di un business center di una certa dimensione, mi ha posto questa domanda, per ovvie ragioni non viene pubblicato nè il nome del centro uffici, nè il relativo cliente:

...abbiamo ricevuto dal ****, nostro importante cliente, la richiesta di documentazione che Le giro. Gli adempimenti richiesti (da ripetere ogni mese!) partono dal presupposto che il nostro sia un contratto di appalto, mentre noi sosteniamo che sia un contratto di servizi. Vorrei sapere se questa richiesta è già stata ricevuta da qualche business center, e soprattutto come ci possiamo difendere da un’incombenza francamente fastidiosa.

In effetti il contratto del collega, sottoscritto dal suo cliente, non è un contratto di appalto e di conseguenza la richiesta del suo cliente ***** non sarebbe corretta. Ma quale è questa richiesta? 

Ecco la richiesta del cliente del business center:
Spettabile Denominazione del Business Center (ndr)., Ai sensi dell’art. 35, co. 28, 28-bis e 28-ter. del D.L. 4/7/2006 n°223 e successive modifiche, prima del pagamento delle fatture in scadenza da parte nostra, dovrete dare prova di aver pagato i tributi da lavoro dipendente scaduti dal mese di Ottobre *****. A tal fine Vi chiediamo cortesemente di inviarci un’asseverazione del professionista, come da Allegato X a questa email, per ogni mese di attività dall’apertura del suddetto ordine ovvero da Ottobre ***** a Novembre *****. 
Vi chiediamo di dichiarare mensilmente, anche in assenza di subappaltatori, per mezzo dell’Allegato XXX a questa email, se Vi siete avvalsi di subappaltatori nei mesi da Ottobre ***** a Novembre *****  e, in caso affermativo, di fornirci l’asseverazione di cui all’Allegato X e la dichiarazione di cui all’Allegato XXX (da inviare anche in assenza di subappaltatori del subappaltatore) anche del subappaltatore per ogni mese di attività.

A questo punto ho chiesto al collega se applica il contratto tipo depositato presso Camere di Commercio di cui abbiamo parlato nel Settembre 2013 in questo blog ed il collega mi ha risposto di non applicarlo.

Ho preso il contratto di cui sopra e all'articolo 3.1 si dice:
ART. 3 NATURA E CAUSA DEL CONTRATTO 3.1 Le Parti si danno reciprocamente atto che intendono sottoscrivere un contratto con causa unitaria, secondo lo schema disciplinato dall’art. 1677 c.c. (appalto di servizi).

Si fa riferimento all'appalto di servizi, la domanda è quindi:
applicando il contratto tipo si incorre nel "rischio" che tutti i clienti possano richiedere la certificazione di cui sopra?

Il collega per completezza di informazione, mi ha anche inviato dichiarazione elaborata dal proprio consulente, di cui riporto un estratto ed inviata al suo cliente:
Denominazione Business Center ha chiesto allo scrivente, nella qualità di consulente fiscale, di attestare, ex art. 13 ter de D.L. 22/6/2012 n. 134 (D.L. Sviluppo), la regolarità dei versamenti all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, fino al giugno *****, anche dell’imposta sul valore aggiunto, al fine di escludere la responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti dell’amministrazione finanziaria.
Tale asseverazione è stata richiesta dalla per poter pagare i corrispettivi derivanti dal contratto per la prestazione di servizi relativo al “Business center”. Al fine di stabilire l’applicabilità o meno della richiamata norma (art. 13 ter del D.L. 22/06/12 n. 134) al contratto in oggetto, occorre preliminarmente procedere alla corretta qualificazione dello stesso, in quanto la norma in oggetto appare applicabile esclusivamente ai contratti di appalto e di subappalto aventi ad oggetto la prestazione di opere e servizi e non ai contratti aventi ad oggetto la fornitura di beni e servizi. 
Nella fattispecie il contratto in oggetto è da qualificare, secondo il sottoscritto, quale contratto per la fornitura di servizi che, avente carattere continuativo, può essere assimilato al contratto di somministrazione ma certamente, per il contenuto e le modalità di erogazione del servizio, non ad un contratto di appalto. Analoga interpretazione viene fornita dalla stampa specializzata, la quale, esclude l’applicabilità della normativa in oggetto ai contratti di fornitura, pur riaffermando l’esigenza che venga al più presto pubblicata una circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisca l’ambito di applicazioni della norma in oggetto (vedi articolo il Sole 24 Ore). Atteso quanto sopra e solo in uno spirito di collaborazione, stante l’incertezza applicativa della norma in oggetto, il sottoscritto ha comunque provveduto a redigere le attestazioni richieste.

Sempre il collega mi ha inviato, in formato pdf, articolo del Sole 24 Ore (citato sopra) dal titolo, Nelle forniture responsabilità solidale esclusa.
Il cui primo paragrafo dice proprio:
La nuova responsabilità solidale negli appalti (articolo 13-ter del Dl 83/2012) non si applica né alle prestazioni dei professionisti né ai contratti di semplice fornitura di beni o servizi (come trasporto e noleggio). Questo principio, che deriva da un'interpretazione letterale della norma e dalle regole che informano la disciplina degli appalti, non sembra essere stato ancora metabolizzato dalle imprese committenti, che continuano a inondare di richieste consulenti e prestatori per ottenere da questi ultimi l'agognata autocertificazione che li "esclude" dall'applicazione delle relative sanzioni.

A questo punto dobbiamo secondo me chiederci:
- se il contratto che applichiamo relativamente alla fornitura di uffici arredati ed attrezzati si riconduce all'appalto, è dovuta la presentazione della documentazione di cui sopra?
- se non applichiamo il contratto tipo o altro contatto ricondotto all'appalto di servizi è legittima una richiesta di questo tipo fatta dal cliente al business center?

Non sapendo di casi analoghi pongo questa domanda ad altri colleghi, ma sopratutto alle Associazioni di categoria che hanno partecipato allo sviluppo del contratto tipo, Assotemporary ed Aniur
Ogni contributo, sotto forma di commento a questo articolo pensa possa essere di interesse per il tutto settore.


9 commenti:

gianluca ha detto...

Personalmente ho sempre utilizzato il contratto che definirei "storico" in cui, con un contratto "per corrispondenza" viene definito il rapporto giuridico come prima hai riportato:
Le parti si danno atto:
- che intendono sottoscrivere un contratto a causa unitaria, disciplinato dall’art. 1677 c.c., e non un negozio misto.
- che non intendono in alcun modo stipulare un contratto di locazione, ancorché atipico.

Delle richieste di cui sopra, sebbene siano un po' di anni che facciamo questo lavoro, non abbiamo mai sentito niente. Ho girato l'articolo all'avv. Pagani, ceh ci segue in Assotemporay, per avere un parere.

Gianluca Mastroianni ha detto...

Ciao Gian ieri ho inviato email alle 2 associazioni per chiedere un loro parere. Il dubbio a questo punto mi viene, ma avv Pagani mi può smentire leggendo nel contratto tipo che si fa riferimento all'appalto.
Io mai avuto richieste di questo tipo, certo che se il cliente oltre a chiedere il DURC ora voglia anche "scaricarsi" di responsabilità con queste richieste....

Uffici Arredati ha detto...

Ricevo da Assotemporary a cui ho scritto email:

Buongiorno Gianluca,
mi corre l'obbligo di precisare che l'unica Associazione che ha lavorato alla stesura e al perfezionamento del contratto tipo è Assotemporary, la quale ha altresì coinvolto la Camera di Commercio di Milano per addivenire alla pubblicazione di un documento certificato dall'Ente camerale.
Per poter dare un contributo tecnico-giuridico preciso, ho ritenuto di sottoporre il quesito da te posto alla Direzione legale di Confcommercio Milano la quale, unitamente all'Avv. Pagani, ci ha garantito la necessaria assistenza nei lavori preparatori del contratto stesso. Ti farò pertanto avere il nostro parere a breve.
Con i migliori saluti
_________________________
IL SEGRETARIO GENERALE
Dr. Massimo Costa

Gianluca Mastroianni ha detto...

Ricevo dall'Aniur, dal Presidente Maria Cristina Trinca quanto segue. Ringrazio M.Cristina per la celerità nella risposta e completezza.

Noto con piacere che qualche altro Business Center è incappato in quell’iter burocratico in cui l’ANIUR sta lavorando già da alcuni mesi e che è stato oggetto anche di un incontro avuto durante la ns. riunione annuale a Salerno lo scorso mese Luglio in collaborazione anche con Ufficiarredati.it.

Riteniamo che a prescindere dal tipo di contratto venga sottoscritto quello storico dell’ANIUR o quello riconosciuto dalla Camera di Commercio di Milano, o altra tipologia che ogni singolo possa avere sottoscritto, la differenziazione viene a determinarsi esclusivamente dalla clausola contratto di affitto (6+6) o contratto di servizi .

Il d.l. 16/2012 Decreto semplificazione Fiscale prevede chiaramente due principi per quanto riguarda i servizi, e cioè

- Sono considerati contratti di servizi e che rientrano nella fattispecie di appalti in quanto contratto d’opera svolto da un organizzazione di uomini e mezzi. (i Business Center sono organizzazioni con tale struttura)

- Il cliente (appaltante)

- BC (appaltatore)

- Obbligo solidale dell’appaltante con l’appaltatore per la responsabilità fiscale.

- Sono esclusi con un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate del 2012 alcune tipologie di servizi (trasportatori ad esempio) ma non sono esclusi le ns tipologie.

Pertanto consigliamo, che fin quando non siano forniti maggiori chiarimenti da parte degli Enti preposti , rilasciare la dovuta dichiarazione che non implica alcuna complicazione ne penale ne civile purchè rilasciata con la dovuta consapevolezza di quanto venga dichiarato.

Considerando che l’Associazione ANIUR sta proseguendo il proprio iter con le istituzioni per maggiori chiarimenti in merito, ci riserviamo di aggiornare in merito a tale problematica con l’evoluzione dell’argomento.

Restiamo comunque a disposizione per ogni eventuale necessità di maggiore informazioni in merito a qualsiasi struttura ritenga di averne necessità.

manfredo alpha servizi ha detto...

Ciao a tutti, ben ritrovati.
Posso portare il mio modesto contributo dicendo che, per "lavoro principale", mi occupo di sicurezza sul lavoro e queste tematiche sono all'ordine del giorno non solo negli "appalti" tradizionali, ma anche nelle forniture di merci e servizi.
Benché il testo unico per la sicurezza sul lavoro (D.81/08) sia ormai assolutamente chiaro su questo punto ESCLUDENDO la fornitura di servizi, resta da valutare se il BC fornisce locali ai lavoratori di ditta esterna o, come nel caso della domiciliazione postale/legale, NO.
Dico questo perché il DURC viene ormai richiesto a tutte le imprese come qualificazione di idoneità tecnico / professionale anche in questo ambito e forse, anche in questo ambito potrebbero giungere ai BC richieste del genere.
Venendo al dunque, non so se questo sia il caso, ma ci capita molto frequentemente che aziende anche di grandi dimensioni (per non parlare di Enti pubblici) mandano a "pioggia" queste richieste a tutti i fornitori (tutti nessuno escluso) quindi spesso ci si trova di fronte a richieste non dovute.
A questo punto la scelta è nostra, o passiamo "da scemi" e forniamo tutti i documenti richiesti anche se non dovuti per non alzare polemiche e tenere il cliente, o "alziamo il polverone" in quanto ne abbiamo diritto ma poi magari perdiamo il contratto.
Se trovo tempo manderò a Gianluca qualcosa di più articolato per spiegare meglio il discorso iniziale.
buon lavoro a tutti

Gianluca Mastroianni ha detto...

Ciao Manfredo grazie del tuo commento. A Modena il Durc nel corso del 2013 ci è stato richiesto da banche clienti sale riunioni e da u solo cliente ufficio, trattasi di istituto di certificazione. Il caso del collega è invece nuovo anche per me.

gianluca ha detto...

Incollo la risposta dell'Ufficio Legale di Assotemporary, interpellata per chiarire questa osservazione

"In via preliminare da un’attenta lettura della documentazione trasmessa, si evince che l’associato pone dubbi interpretativi circa la riconducibilità del contratto dallo stesso applicato alla fattispecie contratto di appalto e relativi obblighi, anche e soprattutto di natura fiscale.

Ebbene, [...] corre l’obbligo di evidenziare la conformità di applicazione del contratto di fornitura di beni e servizi all’attività tipica dei Business Center, così come “certificato” da Camera di Commercio e dall’Ordine degli Avvocati di Milano, durante l’incontro di presentazione del contratto tipo, avvenuto in data 17 settembre u.s..

Ciò detto, si suggerisce all’associato di applicare il sopra citato "Contratto tipo", onde in tal senso non esporsi ad eventuali eccezioni da parte dei “customer”, ovvero di statuire previsioni che riconducano il contratto dallo stesso utilizzato al contratto di servizi, ad ogni buon conto la libera scelta d’impresa di adempiere alle infondate eccezioni del proprio cliente non costituisce elemento che possa inficiare la legittima applicazione del contratto di fornitura di beni e servizi al caso di specie.
Avv. Andrea Vivaldini"

Gianluca Mastroianni ha detto...

Ringrazio Gianluca per la pubblicazione e Assotemporary per il doveroso chiarimento. La domanda che pongo io a questo punto è: applicando il contratto tipo, è leggittima la richiesta del cliente del business center di avere le certificazioni/attestazioni relative all'appalto di servizi? Grazie

Gianluca Mastroianni ha detto...

Ricevo da Riccardo Pagani Assotemporary: buongiorno a tutti, come spesso accade nel nostro paese non vi è coordinazione (né chiarezza) tra le disposizioni normative civilistiche – fiscali – tributarie e previdenziali.

I clienti che pretendono l’esibizione dei documenti in questione, strumentalizzano tale situazione.Temo che la soluzione più “concreta”, purtroppo, sia quella di esibire i documenti; l’alternativa porterebbe a un contenzioso con tutte le note funeste conseguenze in termini di tempi e di costi.

L’auspicio è in un rapido (!?!) intervento legislativo (anche con una circolare del competente Ministero) che ponga chiarezza sul punto.

Riterrei comunque opportuno affrontare l’argomento in occasione di un nostro prossimo incontro.

Cordialmente,
Riccardo Pagani