16 gennaio 2014

Fallimento società domiciliata: restituzione deposito a garanzia

Cari colleghi,
una società nostra cliente per il solo servizio di domiciliazione legale è fallita. Ci è stato comunicato formalmente dal curatore fallimentare che si è recato presso i nostri uffici e successivamente per raccomandata.
Nella raccomandata ci viene richiesta esplicitamente dal curatore la restituzione del DEPOSITO a garanzia (in questo caso di Euro 250,00).

Il contratto sottoscritto col cliente in questione (contratto tipo ANIUR) prevede all'art. "Clausola risolutiva espressa" la risoluzione immediata del contratto in caso di fallimento (oltre ad una serie di altri motivi).
L'art. successivo "Clausola penale" cita che la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. precedente "Clausola risolutiva espressa" comporta il diritto per il Centro Uffici di incamerare in conto fatture insolute il DEPOSITO e ogni altra somma versata anticipatamente nonché l'immediata cessazione delle prestazioni dei servizi.
Pertanto noi riteniamo che il DEPOSITO non vada restituito.

Inoltre il curatore ci ha riferito di persona di non "poter" spostare la sede legale della società altrove anche se ci chiede di respingere al mittente la corrispondenza in arrivo!

Cosa ci consigliate di fare? Vi sono capitate situazioni analoghe?
Comprendo che la somma in deposito è irrilevante e che forse non vale la pena appellarsi ai propri diritti, ma ne faccio una questione di principio.

Ringrazio Gianluca Mastroianni per la consulenza immediata di questa mattina; vorrei comunque condividere la questione con gli altri gentili colleghi.

Vi ringrazio in anticipo per gli interventi che vorrete fare.
Ilaria Bonini - Time for Business Roma

15 gennaio 2014

Business Center per domiciliare organismi di mediazione e conciliazione

Cari colleghi, Ufficiarredati.it nel corso di questa settimana ha sottoscritto per conto di 20 sedi affiliate al network contratto di domiciliazione/unità locale con organismo di mediazione e conciliazione.

L'organismo di mediazione e conciliazione, di recente costituzione ci ha richiesto di trovare altri Business Center anche non affiliati al network in città di loro interesse. 

Le città di interesse dell'organismo sono indicate in questo post. Come network, siamo consapevoli che in molte di queste non esistono business center, sappiamo di prossime aperture in alcune di queste, qualora foste gestori di business center aperto o in apertura in una delle città indicate o nella stessa provincia e siete interessati a stipulare contratto di unità locale con eventuale noleggio di uffici e/o sale per mediazione vi chiedo di inviarci email a info@ufficiarredati.it, indicando il nome del Business Center e la città per la quale siete disponibili ad erogare il servizio. 

Vi ringrazio anticipatamente. Gianluca Mastroianni
Elenco:
SANTA MARIA CAPUA VETERE, AGRIGENTO, ALESSANDRIA, ANCONA, AOSTA, AREZZO, ASCOLI PICENO, ASTI, AVELLINO
 BARCELLONA POZZO DI GOTTO, BARI, BELLUNO, BERGAMO, BIELLA, BOLZANO, BRINDISI, BUSTO ARSIZIO
CALTAGIRONE, CALTANISSETTA, CAMPOBASSO, CASSINO, CASTROVILLARI, CATANZARO, CIVITAVECCHIA, COSENZA, CREMONA, CROTONE, CUNEO,
ENNA
FERMO, FERRARA, FOGGIA, FORLI, FROSINONE
GELA, GORIZIA, GROSSETO
IMPERIA, ISERNIA, IVREA
L'AQUILA, LA SPEZIA, LAGONERO, LAMEZIA TERME, LANUSEI, LARINO, LECCO, LOCRI, LODI, LUCCA
MACERATA, MANTOVA, MARSALA, MASSA, MATERA, MESSINA, MONZA
NOCERA INFERIORE, NOLA, NOVARA, NUORO
ORISTANO
PADOVA, PALMI, PAOLA, PATTI, PAVIA, PERUGIA, ,PESCARA, PIACENZA, PISA, PISTOIA, PORDENONE, POTENZA
RAGUSA, RAVENNA, REGGIO CALABRIA, REGGIO EMILIA, RIETI, RIMINI, ROVERETO, ROVIGO
SASSARI, SAVONA, SCIACCA, SIRACUSA, SONDRIO, SPOLETO
TARANTO, TEMPIO PAUSANIA, TERAMO, TERMINI IMERESE, TIVOLI, TORRE ANNUNZIATA, TRANI, TRAPANI, TREVISO, TRIESTE
VALLO DELLA LUCANIA, VARESE, VELLETRI, VENEZIA, VERBANIA, VERCELLI, VIBO VALENTIA, VICENZA, VITERB.

13 gennaio 2014

Contratto di appalto altri obblighi per il business center?

In questi giorni un collega, gestore da tanti anni di un business center di una certa dimensione, mi ha posto questa domanda, per ovvie ragioni non viene pubblicato nè il nome del centro uffici, nè il relativo cliente:

...abbiamo ricevuto dal ****, nostro importante cliente, la richiesta di documentazione che Le giro. Gli adempimenti richiesti (da ripetere ogni mese!) partono dal presupposto che il nostro sia un contratto di appalto, mentre noi sosteniamo che sia un contratto di servizi. Vorrei sapere se questa richiesta è già stata ricevuta da qualche business center, e soprattutto come ci possiamo difendere da un’incombenza francamente fastidiosa.

In effetti il contratto del collega, sottoscritto dal suo cliente, non è un contratto di appalto e di conseguenza la richiesta del suo cliente ***** non sarebbe corretta. Ma quale è questa richiesta? 

Ecco la richiesta del cliente del business center:
Spettabile Denominazione del Business Center (ndr)., Ai sensi dell’art. 35, co. 28, 28-bis e 28-ter. del D.L. 4/7/2006 n°223 e successive modifiche, prima del pagamento delle fatture in scadenza da parte nostra, dovrete dare prova di aver pagato i tributi da lavoro dipendente scaduti dal mese di Ottobre *****. A tal fine Vi chiediamo cortesemente di inviarci un’asseverazione del professionista, come da Allegato X a questa email, per ogni mese di attività dall’apertura del suddetto ordine ovvero da Ottobre ***** a Novembre *****. 
Vi chiediamo di dichiarare mensilmente, anche in assenza di subappaltatori, per mezzo dell’Allegato XXX a questa email, se Vi siete avvalsi di subappaltatori nei mesi da Ottobre ***** a Novembre *****  e, in caso affermativo, di fornirci l’asseverazione di cui all’Allegato X e la dichiarazione di cui all’Allegato XXX (da inviare anche in assenza di subappaltatori del subappaltatore) anche del subappaltatore per ogni mese di attività.

A questo punto ho chiesto al collega se applica il contratto tipo depositato presso Camere di Commercio di cui abbiamo parlato nel Settembre 2013 in questo blog ed il collega mi ha risposto di non applicarlo.

Ho preso il contratto di cui sopra e all'articolo 3.1 si dice:
ART. 3 NATURA E CAUSA DEL CONTRATTO 3.1 Le Parti si danno reciprocamente atto che intendono sottoscrivere un contratto con causa unitaria, secondo lo schema disciplinato dall’art. 1677 c.c. (appalto di servizi).

Si fa riferimento all'appalto di servizi, la domanda è quindi:
applicando il contratto tipo si incorre nel "rischio" che tutti i clienti possano richiedere la certificazione di cui sopra?

Il collega per completezza di informazione, mi ha anche inviato dichiarazione elaborata dal proprio consulente, di cui riporto un estratto ed inviata al suo cliente:
Denominazione Business Center ha chiesto allo scrivente, nella qualità di consulente fiscale, di attestare, ex art. 13 ter de D.L. 22/6/2012 n. 134 (D.L. Sviluppo), la regolarità dei versamenti all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, fino al giugno *****, anche dell’imposta sul valore aggiunto, al fine di escludere la responsabilità solidale dell’appaltatore nei confronti dell’amministrazione finanziaria.
Tale asseverazione è stata richiesta dalla per poter pagare i corrispettivi derivanti dal contratto per la prestazione di servizi relativo al “Business center”. Al fine di stabilire l’applicabilità o meno della richiamata norma (art. 13 ter del D.L. 22/06/12 n. 134) al contratto in oggetto, occorre preliminarmente procedere alla corretta qualificazione dello stesso, in quanto la norma in oggetto appare applicabile esclusivamente ai contratti di appalto e di subappalto aventi ad oggetto la prestazione di opere e servizi e non ai contratti aventi ad oggetto la fornitura di beni e servizi. 
Nella fattispecie il contratto in oggetto è da qualificare, secondo il sottoscritto, quale contratto per la fornitura di servizi che, avente carattere continuativo, può essere assimilato al contratto di somministrazione ma certamente, per il contenuto e le modalità di erogazione del servizio, non ad un contratto di appalto. Analoga interpretazione viene fornita dalla stampa specializzata, la quale, esclude l’applicabilità della normativa in oggetto ai contratti di fornitura, pur riaffermando l’esigenza che venga al più presto pubblicata una circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisca l’ambito di applicazioni della norma in oggetto (vedi articolo il Sole 24 Ore). Atteso quanto sopra e solo in uno spirito di collaborazione, stante l’incertezza applicativa della norma in oggetto, il sottoscritto ha comunque provveduto a redigere le attestazioni richieste.

Sempre il collega mi ha inviato, in formato pdf, articolo del Sole 24 Ore (citato sopra) dal titolo, Nelle forniture responsabilità solidale esclusa.
Il cui primo paragrafo dice proprio:
La nuova responsabilità solidale negli appalti (articolo 13-ter del Dl 83/2012) non si applica né alle prestazioni dei professionisti né ai contratti di semplice fornitura di beni o servizi (come trasporto e noleggio). Questo principio, che deriva da un'interpretazione letterale della norma e dalle regole che informano la disciplina degli appalti, non sembra essere stato ancora metabolizzato dalle imprese committenti, che continuano a inondare di richieste consulenti e prestatori per ottenere da questi ultimi l'agognata autocertificazione che li "esclude" dall'applicazione delle relative sanzioni.

A questo punto dobbiamo secondo me chiederci:
- se il contratto che applichiamo relativamente alla fornitura di uffici arredati ed attrezzati si riconduce all'appalto, è dovuta la presentazione della documentazione di cui sopra?
- se non applichiamo il contratto tipo o altro contatto ricondotto all'appalto di servizi è legittima una richiesta di questo tipo fatta dal cliente al business center?

Non sapendo di casi analoghi pongo questa domanda ad altri colleghi, ma sopratutto alle Associazioni di categoria che hanno partecipato allo sviluppo del contratto tipo, Assotemporary ed Aniur
Ogni contributo, sotto forma di commento a questo articolo pensa possa essere di interesse per il tutto settore.