3 dicembre 2014

Ma quale jungla, quale cantonate dai Business Center...

L'immagine a sinistra è il titolo di un redazionale comparso ieri su alcuni siti lombardi e pubblicato da un gestore di business center.

Leggendo l'articolo sono sobbalzato sulla sedia e di impulso ho scritto al collega autore dell'articoli per due motivi.

Il primo è che in Italia i business center rilevati da www.businesscenteritalia.it sono poco più di 200 e non certo 2.500. Non essendo 2.500, ma poco più di 200 parlare di jungla mi è sembrato a dir poco azzardato, ma sopratutto potrebbe inculcare nei potenziali clienti che si tratti di un mercato senza regole. Il numero di 2.500 fu divulgato più di un anno e mezzo fa dalla Camera di Commercio di Milano e di questa cosa noi di Ufficiarredati.it ci lamentammo spiegando che erano numeri non realistici. Non avendo avuto chiarimenti da loro, abbiamo poi proceduto a mappare i Business Center con il sito di cui sopra.

Il secondo aspetto segnalato ieri in email è che parlare di cantonate senza conoscere neanche quanti siamo è azzardato e offensivo del lavoro di noi tutti. Ogni business center ha proprie caratteristiche, prezzi diversi, orari di lavoro diversi, ma nessuno avvia la propria attività per dare cantonate ai clienti, anche perchè il passaparola ed il web in poco tempo decreterebbero la fine di quel centro uffici. 

Esistono business center attivi dal 1972 e penso che più che dare cantonate abbiano consentito di far crescere imprese e professionisti.

Se lo scopo dell'articolo era quello di far aprire gli occhi ai potenziali clienti dicendo "attento esistono business center canonici, proprietari di immobili che affittano spazi, nati con la crisi, ma senza servizi ed esistono anche professionisti che condividono stanze con prezzi molto diversi..." questa sarebbe stata informazione e sarebbe stata apprezzata anche dai gestori di centri uffici, che invece non hanno proprio ben reagito a questo articolo.

A sinistra alcuni commenti di professionisti del settore, nonchè colleghi di Ufficiarredati.it alla lettura dell'articolo.

Mi auguro di poter leggere un nuovo redazionale che faccia chiarezza rispetto a quello pubblicato ieri.