1 aprile 2016

L'evoluzione degli spazi di lavoro flessibili



Pubblichiamo la traduzione di un articolo in lingua inglese che ritengo interessante. Ringrazio il Business Center di Brescia, Centruffici Brescia per la consueta cortesia e la traduzione dell'articolo. 
L'articolo ha una visione globale e forse in Italia quanto sotto raccontato comincia soltanto ora a manifestarsi. 
Quando nell'articolo si parla di nuove tipologie di spazi lavorativi mi viene in mente e penso a Copernico dove uffici arredati, lounge, coworking e spazi ristorativi si uniscono insieme, penso al Toolbox e all'unione di aree di coworking, fablab e stanze chiuse. 
Quando nell'articolo si parla di operatori indipendenti ovviamente il riferimento è a tutti noi, business center con una o due sedi che in autonomia proponiamo i propri servizi al più scegliendo di affiliarsi ad Ufficiarredati.it o cercando visibilità attraverso broker e pubblicità in Google.
Quando si parla di grandi operatori il pensiero è a Regus che sta crescendo velocemente anche in Italia con una forte accelerazione negli ultimi mesi (una nuova apertura a Napoli, due a Torino, due a Roma) che fanno seguito alle aperture di Bergamo, Brescia e Bologna.
Articolo tradotto:
Nel comparto degli uffici arredati si è diffusa da tempo ed i business center sono solitamente la tipologia di ufficio arredato più comunemente conosciuta. Recentemente, però, con la crescita della popolarità dei coworking e con la richiesta di flessibilità da parte dei professionisti, un maggior numero di persone ha iniziato a prendere le distanze dal concetto di "ufficio", dando vita al termine "spazio lavorativo flessibile".
Questo passaggio crea sia un problema che un'opportunità per il nostro settore e noi dovremmo sfatare l'idea che gli uffici arredati e gli spazi lavorativi flessibili siano due cose completamente differenti. Sinceramente il concetto del 'diversi ma uguali' è morto negli anni '60 e, nella società odierna del posto di lavoro social, il concetto basilare dell'inclusione è una filosofia molto più pratica che tutti gli elementi della nostra industria dovrebbero adottare.
Con una rivoluzione lavorativa in corso, non si può negare che molti fattori dell'industria siano cambiati. Le esigenze del mercato oggi sono diverse rispetto a quelle di vent'anni fa e tutti gli operatori hanno dovuto adeguarsi a questo cambiamento per restare a galla, portando anche alla creazione di nuove tipologie di spazi lavorativi attrezzati, tra cui il coworking.
Tuttavia, a prescindere dal tipo di ufficio e da come definite l'industria, il giocatore principale rimane lo stesso: il cliente. Ecco perché è importante affrontare questo divario tra l'ufficio arredato e lo spazio lavorativo flessibile che esiste all'interno del nostro settore.

In realtà, sia che si tratti di un ufficio arredato o di uno spazio lavorativo flessibile, di business center o di spazio coworking, l'obiettivo è sempre lo stesso: fornire uno spazio con gli strumenti, la struttura ed il supporto necessari a qualsiasi attività commerciale od individuo per svolgere il proprio lavoro.

Non c'è bisogno di dire che i diversi ambiti lavorativi hanno requisiti ed esigenze diversi. Gli psicologi probabilmente non prenderanno un ufficio in un open space od in uno spazio condiviso per questioni di privacy, così come un imprenditore in cerca di network e relazioni quasi certamente non si stabilirà in un ufficio chiuso. Tuttavia, ciò non vuol dire che gli spazi lavorativi dovrebbero essere esclusivamente aperti o chiusi.

I professionisti hanno iniziato a capire che gli open space hanno i loro svantaggi, esattamente come gli spazi chiusi. Una via di mezzo tra business center e spazi coworking potrebbe rivelarsi significativa per il settore, hanno iniziato a comparire modelli ibridi che hanno dimostrato di avere successo.

I clienti sono alla ricerca di flessibilità e la flessibilità non equivale ad open space e scrivanie condivise; affinché lo spazio lavorativo sia davvero flessibile e l'ufficio sia arredato gli operatori devono iniziare ad offrire il meglio di entrambi i "mondi".

In poche parole, senza clienti che necessitano di uffici arredati di qualsiasi tipo, il comparto non esisterebbe. Tuttavia, quanto è corretto l'elevator speech se non è in grado di commercializzare adeguatamente ciò che offre l'industria? Attualmente, gli unici operatori che beneficiano della frammentazione dell'industria sono i cosiddetti 'pezzi grossi'.
Affinché l'economia del temporary continui a svilupparsi ed affinché gli operatori locali ed indipendenti possano crescere al suo interno, è necessario creare una consapevolezza globale di tutta l'industria, e non solo di un settore. Se i clienti non riescono a cogliere completamente cosa offre il settore, allora il giocatore principale viene lasciato fuori e la possibilità di "vincere" (crescere, avere successo, creare consapevolezza) diventa meno plausibile.

É ora che tutti gli operatori collaborino e promuovano l'industria; come detto precedentemente, lo scambio tra i settori può avere implicazioni significative e, se non lo facciamo, il settore risentirà della monopolizzazione e perderà il suo obiettivo principale: il cliente.
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