30 ottobre 2017

Coworking e Lavoro agile


La settimana scorsa abbiamo organizzato un incontro di presentazione del nuovo spazio coworking nel cuore di Prato; con l'occasione il consulente del lavoro dott. Innocenti ha illustrato la nuova legge sul Lavoro agile.
Grazie anche a Stefano Mazzoni di Exenet per aver partecipato.
Qui trovate il video di presentazione dell'incontro.

20 ottobre 2017

Salario Office Roma spot Radio

Salario Office Porta di Roma

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un post con lo spot radiofonico tuttora in programmazione a Radio24 del Bauli54 Meeting Center di Verona.

Abbiamo ricevuto dai colleghi di una delle sedi romane, il Salario Office di Porta di Roma lo spot radiofonico che qualche tempo fa hanno messo in onda su una radio romana. Con molto piacere pubblichiamo anche questo spot.

 

12 ottobre 2017

Bauli 54 Meeting Center a Radio 24

Spot radiofonico del Bauli54

Da qualche giorno è in programmazione su Radio24 lo spot radiofonico del Bauli54 Meeting Center, una location molto prestigiosa situata proprio sopra lo storico bar Bauli di Verona. 




Il Meeting Center è adiacente la Fiera di Verona ed il casello di Verona Sud. Sono disponibili spazi di lavoro temporaneo, uffici, lounge e sale convegni. 


Potete ascoltare lo spot radiofonico cliccando l'immagine sotto. Abbiamo colto l'occasione dello spot della Bauli54, per recuperare anche un vecchio spot, sempre su Radio24 di Regus.



Spot radiofonico di Regus


Cinque anni fa la Regus aveva utlizzato Radio24 per pubblicizzare il suo servizio di ufficio virtuale con un spot radiofonico, ve lo riproponiamo in questo post, la qualità dell'audio non è eccellente.

6 ottobre 2017

Office Share oramai è di uso comune

#OfficeShare

Oggi ho avuto la certezza che possiamo utilizzare la parola OfficeShare nel linguaggio quotidiano senza problemi, senza incorrere nel dubbio che l'interlocutore non comprenda.
Perchè?

Sfogliando il Resto del Carlino in edicola oggi, la quarta di copertina è dedicata alla pubblicità della WindTre Business con a carattere grande la parola OfficeShare



E' il momento di cavalcare l'OfficeShare, la condivisione di spazi lavoro che può manifestarsi come coworking, come business center. Come dire va tutto bene purchè se ne parli!

29 settembre 2017

Regus prosegue nella politica dell'espansione

Regus ha annunciato l'acquisto nel Regno Unito di Basepoint Business Centres

Eravamo appena tornati dalle ferie o magari molti erano ancora in ferie lo scorso 25 Agosto quando Regus annunciava l'acquisizione di Basepoint Business Centres

Sedi di Basepoint Business Centres

In un solo giorno il "portafoglio" di Regus è cresciuto di 1 milione di piedi quadrati. 
Pochi giorni prima International Workplace Group (Regus) aveva riportato un profitto del 4% in pre-imposte nella semestrale 2017. 

La notizia dell'acquisizione di Basepoint è stata annunciata dalla testata PropertyWeek che ha riferito che Regus ha acquistato Basepoint Business Centers, uno dei suoi più grandi rivali britannici negli spazi di lavoro pronti (32 centri nel Regno Unito). Sembra inoltre che la stessa Regus proseguirà nelle acquisizione di altre players di mercato - fonte Property Week

Chi è Basepoint Business Centres?

Basepoint ha sviluppato il concetto di Business Managed Business, Innovation e Enterprises Centres, aprendo il primo centro commerciale nel Regno Unito nel 1994 nella città di Romsey in Hampshire. Con 30 unità totali di 16.000 piedi quadrati.

23 anni dopo il concetto di spazio flessibile gestito per ufficio e workshop è ancora molto popolare e attualmente sono 32 i centri Business nel Regno Unito, attraverso l'Inghilterra meridionale, Midlands. Anglia orientale e Galles, che ospita oltre 2.000 imprese.

Basepoint Luton

Direttamente dal sito di Basepoint: "tutti i nostri centri offrono un mix di ambienti di ufficio, studiodi alta qualità disponibili in una vasta gamma di dimensioni per soddisfare le PMI dalle piccole aziende con una o due persone alle più grandi per venti e più persone.

Questa variazione del tipo e della dimensione dell'unità garantisce la massima flessibilità per consentire il movimento interno e la crescita delle imprese. Innovation & Enterprise sono al centro del core business di Basepoint. I centri di innovazione e d'impresa non sono, come molti in modo erreta luoghi di business esclusivamente per le società di scienza e tecnologia.

I centri di innovazione e aziendali sono ambienti di lavoro diversi e emozionanti in cui molte aziende crescono nello spirito comunitario dove sviluppare nuovi prodotti e servizi o migliorare i prodotti e servizi esistenti, con l'obiettivo di offrire loro un vantaggio competitivo e una piattaforma per la crescita. Creare il giusto ambiente per la crescita e la crescita delle imprese è stata la chiave del successo di Basepoint e lo ha aiutato a sviluppare e migliorare i propri prodotti e servizi. Basepoint è ampiamente riconosciuto come fornitore leader in questo settore. 

Basepoint Southampton

Futuro Regus

 
Con la crescita di WeWork (ne abbiamo parlato anche noi), Regus sta diventando sempre più aggressiva con la sua strategia di crescita. IGW spera che l'accordo con Basepoint "rafforzerà il proprio bilancio, in quanto tutti i centri di Basepoint sono liberi e si adattano alla sua strategia a lungo termine per aumentare la percentuale di asset liberi nel proprio portafoglio rispetto alla locazione".
 
Il consolidamento dell'industria degli spazi lavori pronti è qualcosa che i leader e gli esperti del settore si aspettano e prevedono da oltre un anno, specialmente da parte di grandi operatori come Regus. Regus è stata tra i primi competitors a procedere ad acquisizioni, ricodiamo Avanta, Causeway House, BusinessSuites, Spaces ed altri. 
Le perdite di profitto che comunque IGW ha evidenziato unita alla crescita esponenziale di WeWork non hanno fermato l'azienda. La concorrenza è destinata certamente a crescere,  società immobiliari entreranno nell'industria degli uffici pronti che renderanno la concorrenza più aggressiva e renderà più difficile per gli operatori ottenere buone condizioni dai proprietari immobiliari ma Regus si sta già muovendo per farsi trovare pronta.

1 agosto 2017

Uffici, sale e molti altri servizi al Simal di Vicenza

I business center formica e i business center cicala

In questo momento storico per i business center si stanno creando due gruppi di business center:  
i business center che investono (i business center formica), i business center che cercano di difendere posizioni acquisite (i business center cicala).

Da una parte i business center cicala che negli anni scorsi sono andati a gonfie vele, risultati di bilancio brillanti, piena occupazione, ma che godendo di questo stato e con focus sull'operatività e non sul futuro si sono dimenticati di investire. 
Si sono dimenticati di investire in persone, in nuovi servizi, in nuovi spazi, in un nuovo sito web, cercando strategie di promozione che sapessero sapientemente miscelare investimenti e ritorni. Non hanno guardanto cosa accadeva di fronte al proprio centro uffici.

Oggi di fronte a quel centro uffici ce nè uno nuovo, magari più grande, vicino al centro uffici ha aperto anche un coworking, i clienti cercano nuovi servizi, cercano flessibilità e quel business center ha due strategie congiunte: piangersi addosso e abbassare i prezzi.

L'altro gruppo di business center, quello dei business center formica invece cosa ha fatto? 
Ha ampliato i propri spazi per offrire servizi nuovi come il coworking o per mettere a disposizione dei clienti una lounge, un'area relax. Il sito internet è divenuto mobile, ha raccolto recensioni e le tira fuori ogni volta che un potenziale cliente riporta la trattativa sul prezzo.
Dove si inserisce il Simal di Vicenza?  
Di sicuro in questo secondo gruppo nei business center formica. 


Ingresso Simal Vicenza

Simal Vicenza cresce ancora e crescono i clienti

Il Simal Vicenza, alla cui guida ci sono due cugini, Caterina e Giovanni Simonetto in pochi anni è passato da 600 metri quadrati agli attuali 1.700 metri quadrati. A Vicenza sono l'unico business center che opera in città, ma non mancano coworking e spazi in condivisione tra professionisti, ma a Vicenza Est sono ormai un'istituzione. 

Sono alla terza espansione degli spazi e questa volta hanno puntato anche sulle sale riunioni non solo per i clienti interni, ma per professionisti e aziende con interessi a Vicenza.
Che il Veneto sia una regione dove i business center hanno preso piede ce lo conferma la recente apertura di Regus a Verona, l'investimento del marchio Bauli nel suo business center a Verona, ma anche gli spazi residence di Treviso, di Marghera, di Padova.
Articolo del 13 Luglio Il Giornale di Vicenza

Cinque anni fa i cugini Simonetto hanno fatto una scommessa, aprire e portare a regime un business center nella città del Palladio. 

Non solo la scommessa è certamente vinta, ma oggi rilanciano ancora. Noi di Ufficiarredati questi spazi li abbiamo visti quando erano allo stato grezzo, quando sono stati inaugurati e nuovamente oggi. 

Oggi dopo cinque anni sono stati 250 le partite iva ospiste al Simal di Vicenza in via Zamenhof. Dato interessante evidenziato dai colleghi è che:
- 67% dei clienti è rappresentato da Pmi del terziario
- 24% da liberi professionisti
- 6% Pmi terziario avanzato
- 3% multinazionali.

Perchè scegliere Simal Vicenza?

Lo dicono i clienti, che con un approccio innovativo, i gestori hanno intervistato non soltanto per conoscere i plus, ma anche dove agire per migliorare il proprio business center:
- flessibilità dell'offerta sia nel tempo che nello spazio
- relazione con altri professionisti che lavorano e vivono il Simal
- un unico interlocutore, che è poi l'unico fornitore
- i costi che si sostengono soltanto se si richiedono i relativi servizi.

A questo punto in bocca al lupo ai colleghi e ci aggiorniamo alla prossima ulteriore espansione o chissà, alla prossima apertura sempre affiliati ad Ufficiarredati.it



14 luglio 2017

Genova Stazione Marittima uffici temporanei e sale

Genova, Stazione Marittima: Business Center Il Conte

Esterno business center il Conte
Nel cuore pulsante di Genova, di fronte alla Stazione Marittima, con affaccio sulle splendide navi da crociera, si trova un palazzo storico “color ocra” dei primissimi del Novecento. 

Dall’ingresso affrescato con pitture di galeoni genovesi che riecheggiano le antiche vesta della Superba si accede al business center Il Conte una delle tre locations disponibili a Genova con il network Ufficiarredati.it

Al primo piano del palazzo, su uno spazio di 500 metri quadrati, si sviluppa il centro uffici. E' raggiungibile in pochi minuti dalla stazione Genova Principe e dal metrò fermata di Negro/Principe, dalla fermata degli autobus ed è a soli due chilometri dal casello autostradale di Genova Ovest. Possibilità di parcheggio gratuito di fronte al palazzo ed a pagamento a meno di centro metri.

Gli spazi interni


Ciascun ufficio all'interno del business center è stato ristrutturato tecnologicamente nel corso del 2012, sono tutti elegantemente arredati, dotato di tutti i comfort per lo svolgimento di ogni attività professionale. 

Il Business Center Il Conte è uno dei pochi, se non l’unico centro uffici in Italia ad avere uffici arredati con bagni privati completi di tutto al loro interno. Adiacenti agli uffici ci sono tre sale riunioni ed un sala conferenze atte a soddisfare le diverse esigenze aziendali: corsi, colloqui, meeting, convegni.

Business Center Il Conte - Genova Stazione Marittima


Una delle tre sale Riunioni, denominata Cristoforo Colombo, è di circa 32 metri quadrati attrezzata con tre tavoli con sedici postazioni lavoro. La sala conferenze denominata “La Piazzetta”, di circa quarantacinque metri quadrati, può ospitare fino a quaranta persone disposte a platea con tavolo per il relatore, videoproiettore, lavagna con fogli, televisore. 

Business Center Il Conte - Genova Stazione Marittima


Tutti gli uffici arredati, le sale riunioni e la sala conferenza sono cablati in fibra ottica a 20 mega, dotati di wifi gratuito, climatizzazione, linee telefoniche dedicate. Una completa ed attrezzata cucina offre inoltre il servizio quotidiano di coffe break, di bevande ed all’occasione di servizio catering. 

Il Business Center “Il Conte” grazie ad un servizio di segreteria altamente qualificato e multilingue in grado, accoglie e supporta i clienti in ogni loro necessità ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18,30 orario continuato. Il personale di reception può supportare i clienti sia in inglese che francese, tedesco e spagnolo. Naturalmente rimane a disposizione dei clienti anche fuori dai consueti orari e durante i giorni festivi.
Quale che azienda che lavora presso il Business Center il Conte o lo ha fatto in passato? Michael Page, Just Eat, Booking.com, Huawei. 


11 luglio 2017

26.000 metri quadrati di coworking a Londra

La famiglia Agnelli dietro il più grande coworking al mondo?

Una società americana sta per aprire il più grande spazio di collaborazione al mondo alla South Bank di Londra. We Work, che ha più di 100.000 iscritti in 44 città in tutto il mondo, ha firmato un accordo con Almacantar, sviluppatore di proprietà britannico, per affittare 280.000 piedi quadrati (26.000 metri quadrati) presso Two Southbank Place, in costruzione vicino al Tamigi e dovrà essere terminata a Settembre.

Il sito di coworking, vicino alla stazione di Waterloo, è oggetto del più grande affare di leasing effettuato a Londra quest'anno. 


Edificio affittato da WeWork alle spalle del London Eye



Perchè la famiglia Agnelli?
Exor, la holding di casa Agnelli, opera da anni nel mercato immobiliare della capitale inglese attraverso Almacantar, societa' britannica che è ora incorporata nella controllata PartnerRe. Almacantar ha siglato il contratto di affitto di uno dei suoi principali spazi a Londra con WeWork, colosso newyorchese del coworking.

Almacantar comprò nel 2015 i due edifici adiacenti denominati One and Two Southbank Place per un totale di 550 milioni di sterline (622 milioni di euro) con l'intento di ristrutturarle a affittarle. Il primo edificio (One Southbank Place) ospiterà il quartier generale delle attività downstream di Shell. Mentre il secondo (Two Southbank Place) sarà appunto messo a disposizione di WeWork.


L'edificio che ospiterà il più grosso coworking al mondo

La location londinese

WeWork, colosso newyorchese del coworking (valutato 17 miliardi di dollari), ha completato i lavori di ristrutturazione negli spazi disponibili nel Two SouthBank Place (l'edificio di proprieta' di Almacantar nei pressi del London Eye) ma ha anche concluso il più corposo contratto di locazione a Londra per quest'anno. L'edificio a due passi dal Tamigi e adiacente Waterloo Station una volta era noto come Shell Centre, nel pieno centro di Londra.

29 giugno 2017

Ufficio condiviso a gonfie vele oltre 1 milione di coworker nel mondo

Entro la fine di quest'anno i coworker saranno oltre 1 milione

Traduzione della ricerca eseguita da Global Coworking Survey 


Entro la fine del 2017, quasi 1,2 milioni di persone in tutto il mondo lavoreranno in uno spazio di coworking
Mentre il 60% di tutti gli spazi di collaborazione non sono redditizi, il co-lavoro è stato sicuramente un trend enorme negli ultimi dieci anni. 

WeWork non ha inventato il co-lavoro, tuttavia, con più di 130 sedi e 100.000 membri, è sicuramente leader di questo mercato. Ora, WeWork sta cercando di estendere il suo fascino oltre le start-up e le freelance al mercato redditizio per i clienti aziendali, poiché ha recentemente annunciato che IBM ha accettato di firmare un accordo di affiliazione per tutte le postazioni nel 88 University Place di WeWork.
È il primo caso segnalato di una singola società che prende un intero spazio WeWork. Ma WeWork non è sola sul mercato. Infatti, entro la fine dell'anno, saranno in funzione 14.000 spazi di collaborazione in tutto il mondo. Sembra che ciò che è iniziato come prodotto di nicchia sta cambiando il modo in cui gli uffici sono progettati e consumati, in quanto gli uffici diventano un servizio. 


Quanti sono gli spazi di coworking nel mondo?


Numero di coworking e co-worker nel mondo

Il numero di piccoli spazi, con meno di dieci co-worker, è diminuito drasticamente (dal 23% al 12%) tra il 2015/2016 e questo anno. Allo stesso tempo, quasi uno spazio su cinque vanta oltre 150 o più membri. Un anno fa, questo numero era solo il 13%.

Nonostante l'estremo spostamento dei numeri da piccole a grandi strutture, la quota di appartenenza degli spazi di collaborazione al centro ha subito un piccolo cambiamento visibile. Secondo gli operatori, una media di 129 membri attualmente lavorano in uno spazio di coworking.

La ricerca di Global Coworking Survey ha evidenziato:
1- tassi di occupazione simultanei negli spazi di coworking rimangono stabili
2 - sempre più persone stanno lavorando negli spazi di coworking, molti co-worker lavorano in spazi diversi.
3 - il 40% dei co-worker utilizza uno spazio di lavoro almeno ogni giorno lavorativo ed il 30% si presenta tre o quattro volte alla settimana alla propria postazione.

Cosa faranno i titolari di spazi di coworking?


Il 40% dei coworking pianifica almeno l'apertura di una nuova sede, questa tendenza è superiore a quella indicata nel 2015/2016. Anche la metà degli spazi di coworking non redditizi prevede di espandersi forse per raggiungere una dimensione di equilibrio economico?

Nuove location per i coworking

Priorità?

Priorità?Attirare nuovi co-worker continua a classificarsi come la sfida più grande degli operatori e questo lo dicono più operatori rispetto alla prima ricerca (48% contro il 39%). Dopo tutto, le locations più recenti e più grandi hanno tante postazioni in più per i membri. Tuttavia, circa uno su cinque degli spazi di coworking (20%) manca di stanza, è al completo.

La fedeltà dei coworker a lungo termine continua a diminuire Solo il 54% dei membri in generale non intende lasciare i loro spazi di collaborazione (anno precedente: 65%) e circa un quinto rimane per almeno un ulteriore anno (anno precedente: 17%). Uno su dieci membri riferisce che lasceranno il loro attuale spazio di collaborazione entro i prossimi tre mesi, i membri meno soddisfatti spostano più spesso gli spazi di collaborazione. Lo stesso vale a seconda della durata dell'attuale appartenenza: quanto più la durata è più breve, minore è la fedeltà del membro.


Fatturato atteso dai cowoker


Nel complesso, rispetto all'anno precedente, quasi le stesse percentuali dei membri prevedono un aumento del reddito (61%), più lavoro o ordini aumentati (61%), più contatti (73%) e più tempo libero (18%). Mentre i dipendenti hanno una prospettiva più positiva del nuovo anno, una percentuale delle aspettative positive degli imprenditori sta andando notevolmente verso il basso. Si aspettano solo più tempo libero. Anche i liberi professionisti sembrano un po 'meno ottimisti nel nuovo anno.

23 giugno 2017

L'ufficio virtuale? Chiariamo cos'è

Quando criticare può aiutare

Abbiamo scritto questo articolo qualche giorno fa e lo abbiamo pubblicato nel blog di ufficiotemporaneo.it dandogli visibilità nei social network.
Cosa è accaduto dopo la pubblicazione?
E' accaduto che il Direttore di una delle due testate online di cui parliamo nell'articolo senza citarle, mi ha contattato personalmente e di questo lo ringrazio molto.
Si è reso disponibile ad approfondire l'argomento con le dovute precisazioni che noi di Ufficiarredati.it riteniamo opportune. Per la verità l'articolo che potete leggere era critico verso due testate che hanno parlato del servizio di ufficio virtuale in modo secondo noi non puntuale e quella più criticata non era la testata che ha deciso di predere contatto con noi.

Ancora grazie quindi a David di Castro, Direttore di Uomo & Manager, da parte nostra prendiamo invece l'impegno per una prossima occasione a sollecitare una rettifica o un chiarimento in privato prima di parlarne nei social network.

Questo quindi l'epilogo, ripercorriamo ora cosa è accaduto.

Ufficio virtuale se ne parla correttamente?

Nelle ultime settimane abbiamo letto molti articoli online con focus sul servizio di ufficio virtuale. Perchè si torna a parlare di ufficio virtuale? I motivi sono due:

- redazionali commissionati da società che erogano il servizio a testate online per avere visibilità e link verso il proprio sito web

- la ripresa economica e la proposizione quindi di un servizio che consente di avere una certa immagine anche alla piccola srls o al titolare di partita iva spendendo poco.

Ma se si parla di ufficio virtuale sia per promuovere un fornitore del servizio che stimolare la domanda di mercato occorre spiegare bene il servizio e non indurre in confusione il potenziale cliente. L’immagine che segue è un estratto di uno di questi articoli, abbiamo sottolineato in rosso i passaggi che per noi gestori di business center sono completamente errati.


Articolo con focus su ufficio virtuale


Ma questo articolo non è l'unico a creare confusione. Anche l'articolo che segue ha degli aspetti che posso indurre il lettore ad una definizione errata del servizio di ufficio virtuale e pure non è un servizio così complesso.


Articolo con focus su ufficio virtuale


Chi eroga il servizio

Cominciamo a identificare chi in genere eroga il servizio di ufficio virtuale:
  • generalmente i business center o centri ufficio. Per chiarire cosa è un business center riprendiamo la definizione che ci fornisce Wikipedia. In Italia ce ne sono in questo momento 240 di business center, ma non tutti erogano il servizio di ufficio virtuale in quanto occorre essere strutturati ed avere personale di centralino



  • società di servizi che forniscono il servizio con operatori in sede, home workers o delocalizzati in paesi estersi con basso costo del personale
  • professioniste, figure qualificate che per un numero ridotto di clienti e per tempi di durata variabile erogano il servizio
  • coworking anche se il servizio è erogato da pochi centri di coworking ed è residuale rispetto al concetto di condivisione di spazi e di idee.

Cosa è l'ufficio virtuale

Abbiamo letto due estratti di recenti articoli che cercano di definire nel modo non corretto cosa è un ufficio virtuale, abbiamo visto chi sono i fornitori di questo servizio in Italia è giunto il momento di dire cosa è un ufficio virtuale, ma prima diciamo cosa non è e quindi rileggendo i due articoli avremo le idee più chiare.
Cosa non è un ufficio virtuale?
  • non è una scrivania condivisa
  • non è una stanza ufficio noleggiata per poche ore o per lunghi periodi
Il cosa non è sarebbe già chiaro dall'uso della parola virtuale, ma leggendo i due articoli cosi non è.
Cosa è quindi un ufficio virtuale? Un pacchetto di servizi che si compone o si può comporre di:
  • una linea telefonica assegnata in uso esclusivo al cliente. Il cliente può pubblicizzare la sua attività comunicando questo numero di telefono e su questa numerazione può anche trasferire il suo numero di cellulare. Il personale del business center o il professionista risponde per conto del cliente svolgendo un primo filtro sulle chiamate in ingresso e raccogliendo gli estremi del chiamante. Questo servizio può essere anche fornito in lingua e può, dipende dal "provider", prevedere prenotazioni di visite e appuntamenti. Società specializzate in servizi di questo tipo mettono a disposizione dei clienti anche un app per dialogare con il personale di centralino e consultare i messaggi ricevuti. Se questo servizio venisse commercializzato senza altri prodotti assumerebbe la denominazione di segretariato telefonico, segretaria virtuale o segretaria online.
  • in passato il servizio di ufficio virtuale prevedeva anche l'assegnazione di un numero di fax, servizio ormai in disuso
  • recapito e domiciliazione. Tipicamente il servizio che si aggiungere al segretariato telefonico è l'indirizzo del business center, del coworking o la sede del professionista. In alcune sedi anche con apposizione di una targa. Presso il "provider" viene quindi spedita posta, pubblicità, ma anche notifiche ed atti giudiziari che verranno gestite secondo accordi con il cliente, custodita o reinoltrata. Alcune società mettono anche a disposizione spazi in cloud dove il business center carica la scansione dei documenti ricevuti che il cliente può scaricare e consultare. L'indirizzo civico può limitarsi ad un semplice recapito anche detto domiciliazione postale, ma può anche configurarsi come sede legale di società e domiciliazione di ditte individuali
Questo è l'ufficio virtuale, nessun legame con il concetto di smart working, di coworking e di postazioni condivise di medio e lungo termine.
Vero è che il servizio si sta evolvendo seguendo le mutate esigenze di professionisti ed imprese e questo sopratutto negli Stati Uniti. L'immagine che segue è estratta da un noto sito statunitense che nel pacchetto virtual office più complete prevede delle ore di noleggio ufficio.

Virtual office negli Stati Uniti

L'ufficio virtuale si sta quindi evolvendo e presto anche in Italia si consoliderà un servizio di ufficio virtuale con alcune ore di uso ufficio, o di scrivania condivisa, lounge o meeting room, ma certamente non si parla di ufficio virtuale quando si noleggia uno spazio lavoro per tempi medi o lunghi.

La conferma ce la fornisce anche la Regus, leader mondiale nella fornitura di spazi di lavoro flessibili che nella versione inglese del proprio sito prevede un ufficio fisico cinque giorni al mese soltanto nella versione virtual office plus.

Virtual office negli Stati Uniti





Conclusioni

L'ufficio virtuale non è più solo quello dei primi anni 2000, il numero di fax ormai non lo chiede più nessuno e quasi più nessuno lo propone.
Le ore di riposta telefonica giornaliere sono cresciute, il personale è sempre più spesso multilingue, gli utenti vorrebbero una gestione delle chiamate in ingresso con software dedicati ed App anche per dialogare in real time con il provider del servizio. 

Sempre più spesso il cliente avrà necessità di punti di appoggio volanti non solo nella sede che eroga l'ufficio virtuale, ma magari in altre città del network di cui il business center o il coworking fa parte.

Questo cosa vuol dire? Che per soddisfare i cliente e agevolare la mobilità dei clienti, sempre più smart, occorre investire in tecnologia e offirere una rete di uffici sul territorio nazionale.

19 giugno 2017

4000 euro per i coworkers

Torna il bando della Regione Toscana per i coworkers.

Dal 1 al 31 luglio può essere presentata domanda per contributi fino a 4000 euro a favore di under 40.
I voucher possono essere spesi anche nel nostro coworking Very Office LAB a Prato.
Per info e assistenza nella presentazione della domanda:
0574/613440 - coworking@veryoffice.it

15 giugno 2017

La Regus apre a Genova. Uffici arredati e tanti servizi.

La Regus continua l'espansione in Italia: inaugura Genova

Qualche settimana fa Regus ha inaugurato il primo centro Spaces a Milano, questa sera inauguerà la location di Verona e ieri sera ha inaugurato il primo centro in Liguria a Genova. 

E' evidente la crescita esplosiva di Regus in Italia e questo non può che fare bene al settore perchè dimostra che l'offerta è ancora ridotta rispetto alla reale domanda, ma evidenzia come la domanda non può che crescere, pochi ancora annoverano il noleggio di un ufficio flessibile come soluzione all'acquisto o all'affitto.

Emanuele Arpini Regional Marketing Manager di Regus ce lo aveva detto a noi di Ufficiarredati.it, apriremo in un paio di anni 50 sedi in Italia e non solo in città dove siamo già presenti (Milano, Roma) ma anche in città nuove e in effetti da questa dichiarazione Regus ha inaugurato o si appresta a farlo sedi a Padova, Napoli, Bologna, Bergamo, Brescia, Torino e ora Genova.
Regus Genova

Nel capoluogo ligure, Regus ha inaugurato una sede a Sampierdarena, presso l’edificio Torre di Francia, nel business park di San Benigno, dove dispone di 47 uffici arredati, completi di sistemi It, 131 postazioni di lavoro, scrivanie in ambienti di condivisione due meeting room e offre anche il servizio di ufficio virtuale, con segreteria e domiciliazione postale. E l’obiettivo, a breve, è di aprire un’altra sede genovese, questa nel centro della città, presso la stazione Genova Brignole.

San Benigno è uno dei centri di business della città, ma non è né il più centrale, né il più moderno. Perché questa scelta, la domanda rivolta a Mauro Mordini Country Manager di Regus Italia.
«Prima di tutto perché siamo vicini al porto. Volevamo investire nella Torre Msc, ma gli spazi sono stati interamente comprati dall’armatore, quindi il discorso si è chiuso piuttosto presto. Ma per noi era fondamentale essere in un punto che fosse ben servito, e vicino al polmone industriale della città, con cui lavorano molte società di servizi (agenzie marittime, spedizionieri ecc...) che hanno anche la necessità di essere fisicamente presenti in porto. Non escludiamo una futura apertura nella zona di Brignole, ma finora non abbiamo trovato il compromesso tra prezzo e spazi. Gli Erzelli per il momento li abbiamo scartati perché i costi sono alti e non sono ben serviti in termini di mezzi. 

Noi scegliamo sempre spazi vicini a centri nevralgici, alle stazioni ferroviarie in particolare. Ultimamente, ma non Italia, abbiamo aperto spazi anche dentro agli aeroporti». 


Sale riunioni Regus Genova


Sede aperta dal 5 di Giugno occupazione dichiarata del 20% con obiettivo del 80% entro fine anno. 
Intervista a Mauro Mordini realizzata da Tele Nord.
Un concorrente nuovo a Genova per le sedi di Ufficiarredati con cui confrontarsi, ma siamo sicuri che la città grande sia in grado di accogliere ancora ulteriore offerta di spazi lavoro.

31 maggio 2017

Uffici temporanei, sale riunioni, smart office ad Orbassano

Europalace un edificio multiservizi per le imprese

Nelle scorse settimane è cresciuta l'offerta di spazi lavoro flessibili in Ufficiarredati.it e nello specifico in Piemonte. Da anni a Torino città proponiamo soluzioni di uffici e coworking pronti all'utilizzo in centro città a Piazza Solferino, nella zona Crocetta e nel quartiere Barriera Milano.

L'offerta era già capillare con i business center di Volpiano alle porte della città e di Moncalieri, snodo autostradale strategico e città che è un naturale proseguimento di Torino. Ora nuovi spazi sono disponibili ad Orbassano proprio di fronte il centro ricerche Fiat.
Smart Office Orbassano


Europalace, questo il nome del complesso si sviluppa su quattro piani per una superficie coperta di 25.000 metri quadrati. Le grandi facciate in curtain-wall distinguono l’edificio, garantendogli grande visibilità; caratteristica di pregio per le attività commerciali e di terziario ospitate, in funzione delle quali è concepita. 

 
Uffici temporanei Orbassano Torino


Le aree esterne sono adibite a verde pubblico ed area di parcheggio a servizio del complesso, per un totale di duecento posti auto. Tre ingressi pedonali e una hall di 500 metri quadrati, conducono alle piazze interne, grande spazio caratterizzato da aree verdi e da una luminosa copertura trasparente. Oltrre i quattro piani fuori terra, l'edificio dispone di due piani interrati, ampliando la superficie disponibile a oltre 60.000 metri quadrati. I posti auto ed i box coperti sono circa cinquecento.




L'ampia dimensione delle superfici fanno di Smart Office Orbassano e di Europalace un concetto innovativo dove la flessibilità di spazi condivisi ed il business center si sposa con formule più tradizionali di affitto e vendita.
La posizione di fronte al centro ricerche Fiat ne fanno un luogo ideale per incontri di lavoro, meeting e uffici permanenti di chi opera nell'automotive.

Segue un video di Smart Office realizzato durante la partecipazione all'evento Smau. Buona visione.





26 aprile 2017

Smartworking vuol dire bar?

Lavorare in mobilità vuol dire lavorare in un bar?

Perchè questa domanda? 
Mercoledì 5 Aprile mi è caduta l'attenzione su un articolo del Quotidiano Nazionale Resto del Carlino dal titolo:
Lavorare da casa o in un bar. Così Ferrero svuota gli uffici.

Ovviamente il focus è sullo smartworking, il lavoro agile, quella modalità di lavorare che dovrebbe permettere ai lavoratori dipendenti di lavorare da casa e comunque meno in ufficio, di raggiungere occasionalmente il proprio luogo di lavoro e magari farlo in flessibilità. 

Vantaggi? 
Passare meno tempo in auto, vivere meglio la giornata lavorativa, poter dedicare più tempo alla famiglia, inquinare meno, ridurre la dimensione degli uffici aziendali. 

A conti fatti oggi solo poche grandi multinazionali hanno approcciato questa modalità. Hanno scelto di non far raggiungere l'ufficio ad un numero ridotto di dipendenti o di consentire delle giornate "libere" nell'arco del mese.
Qualcuno di più fortunato opera in telelavoro, a casa ha una scrivania, una postazione a norma, una connessione internet pagata dall'azienda.

In questi anni nelle giornate del lavoro agile, la traduzione di smart working, giornate dedicate a promuovere questo nuovo modo di lavorare, si sono lanciati anche coworking e business center come location a supporto del lavoro flessibile, forse però ancora con poco successo.

Torniamo all'articolo del Resto Del Carlino, che potete leggere sotto, quello che mi ha colpito e che mi ha portato a riflettere è l'immagine della Ferrero che ha scelto la via del lavoro agile e che dice al personale da domani puoi restare a casa, lavorare con il tuo laptop al più puoi farlo al parco o magari in un bar! 
Ma davvero parlare di lavoro agile vuole dire lavorare in un bar?
Ma la privacy? Se devo stampare un documento a chi chiedo alla cassiera? Se devo fare un call la faccio con il rumore del macinacaffè e delle tazzine?
Accade con i freelance, le famose partite iva, all'inizio era Starbucks la loro location, oggi si lavora anche al parco, in piazza magari connessi in wifi. Ma una grande multinazionale davvero associa lo smartworking al lavoro nel bar o è una forzatura della giornalista?



11 aprile 2017

Business Center aperti oltre l'orario di lavoro

Poche settimane fa vi abbiamo segnalato questo articolo dal titolo analisi del titolo Regus e aspettative future. Articolo originale in lingua inglese pubblicato sul sito Allwork.
Oggi, sempre grazie al contributo dei colleghi di Brescia di Centrufficio, pubblichiamo questo articolo, titolo originale:

Workspace After Hours, Are They Even Worth The Extra Costs?

Di cosa si parla? Della necessità per i gestori di business center di valutare l'opportunità di tenere aperto il business center che offre uffici a tempo e sale riunioni la sera e nei giorni festivi.

Negli Stati Uniti, e io aggiungerei anche in Italia, considerando le richieste che riceviamo noi di Ufficiarredati.it, cresce la domanda di spazi fuori orario "standard".
La mattina dalle ore 7 vogliono le sale i professionisti ad esempio che aderiscono a Bni per fare relazione e colazione insieme, molte aziende con sedi all'estero hanno bisogno di orari particolari condizionati dal fuso orario delle sedi centrali.

La sera e nei week end sono spesso professionisti a richiedere le sale riunioni per incontrare altri professionisti. Mi viene in mente questa location di Milano che tempo fa ho visitato con accesso H24 e che risponde perfettamente agli spunti dell'articolo.

Una società statunitense di intermediazione tra domanda ed offerta di spazi lavoro e domiciliazione a livello mondiale  ha rilevato che un numero significativo di prenotazioni di sale riunioni non si concretizza perchè i gestori degli spazi di lavoro non offrono disponibilità nel weekend o dopo l'orario di chiusura.
"Se modificassero gli orari di operatività, dello spazio ufficio e della sala riunioni, i gestori potrebbero incrementare il loro fatturato del 10%-20%" conclude il resoconto.



Tuttavia, sebbene l'estensione delle ore di operatività potrebbe portare ad un aumento del fatturato, ciò comporta anche dei costi extra. Per capire meglio se l'eventuale aggiunta di ulteriori ore nel corso della settimana e l'apertura durante i weekend possono essere una decisione commerciale intelligente, l'autore dell'articolo ne ha parlato con Martin Senn, Co-fondatore e CEO di Davinci Virtual Office Solutions, la società che ha evidenziato questo fenomeno.

"È una decisione commerciale che vale assolutamente la pena di valutare. Nella mia esperienza, la maggior parte degli operatori dei business center tradizionali sono ancora fissati in qualche modo sull'idea che il business avvenga tra le 9 e le 17. Tuttavia, il business non funziona più in questo modo."

"Per come la vedo io, il costo iniziale per adattarsi a questi requisiti commerciali è un investimento che si rivela proficuo nel lungo termine. Altrimenti, non solo perderete le prenotazioni delle sale riunioni, ma perderete anche l'opportunità di offrire servizi al cliente su più livelli."

Si tratta del costo della perdita di un'opportunità, per così dire, se ad oggi non state offrendo un'estensione degli orari di operatività.

"Potete fare tutti i conti che volete, ma se desiderate essere competitivi nel mercato odierno - che è completamente guidato dai clienti - allora dovete fornirgli quello che stanno cercando oppure lo troveranno altrove." 

Nel settore dello spazio di lavoro come servizio è evidente una richiesta di ore extra e di ore durante i weekend. Vi è anche la richiesta di sale riunioni più grandi e di servizi catering. Pertanto, come fornitori di spazi di lavoro, dovreste essere in grado di fornire questi servizi nel vostro mercato.

Non si tratta solo di prolungare gli orari di apertura. Si tratta di essere in grado di competere in un mercato competitivo. Se la vostra preoccupazione sono i costi extra necessari per pagare il personale, le strutture e qualsiasi spesa in cui potreste incorrere rimanendo aperti più a lungo e durante i weekend, Senn smentisce queste preoccupazioni: "Posso garantirvi che i clienti oggi non si aspettano che una prenotazione oltre l'orario di chiusura o nei weekend abbia lo stesso prezzo che avrebbe nelle ore lavorative "tradizionali". Molti dei nostri partner, se non tutti, applicano una maggiorazione delle tariffe fino al 50% per le ore dopo gli orari di chisura e per i weekend ed i clienti pagano perchè nessun altro offre questi servizi, quindi le pagano anche se ad un prezzo maggiorato."

Secondo Senn, i fornitori di spazi di lavoro possono applicare una maggiorazione per uniformare i costi delle ore extra di operatività. L'altra domanda da porsi è: chi sono le persone in cerca di sale riunioni da utilizzare in orari non convenzionali? Come possiamo trovarle? O ancora meglio, come possono trovarci? Su questo argomento, Senn commenta i benefici di avere un inventario in tempo reale su un sito di prenotazione disponibile 24/7.

"Per i gestori che mettono a disposizione i propri spazi 24/7 tramite una modalità automatica si tratta di un vantaggio importante. La nostra ricerca ha riscontrato che coloro che hanno una piattaforma di prenotazione in in tempo reale hanno tassi di prenotazione più elevati del 49% rispetto a quelli che non hanno un inventario di tale genere."
I benefici vanno ben oltre le possibilità di chiudere un contratto, spiega Senn.


 
"Piattaforme di prenotazione in tempo reale generano un valore di prenotazione più elevato. Gli spazi dotati di tali inventari registrano prenotazioni con una media di $193, mentre la media di quelli che hanno un sistema di prenotazione solo on-demand è pari a $140. Ciò rappresenta un tasso di inventario più elevato del 38%."

Chi si avvale di questa modalità di prenotazione? I clienti importanti, quelli che portano ad opportunità commerciali aggiuntive.
"I clienti in cerca di prenotazioni durante il weekend o dopo l'orario di chiusura in genere hanno bisogno di uno spazio per maggior tempo. Tendono anche ad aver bisogno di spazi più ampi per incontri di formazione, workshop, seminari od eventi. Si tratta di incontri con un valore maggiore che implicano più ore, più catering e strumenti aggiuntivi."

Quindi, per rispondere alla domanda: gli spazi di lavoro disponibili oltre l'orario di chiusura valgono i costi extra? 
Sì, perchè non è questione di costi. Si tratta di un'opportunità e di rimanere competitivi sul mercato.

3 aprile 2017

Nuovo contratto di recapito e domiciliazione

Video di presentazione del contratto

Ufficiarredati.it dopo alcuni mesi di lavoro ha terminato la stesura del nuovo contratto di recapito e domiciliazione. Abbiamo ampiamente dettagliato il contratto in un precedente post, oggi segnaliamo la url dove poter con carta di credito e PayPal acquistare il relativo contratto.

Abbiamo presentato in antemprima in streaming il contratto, la registrazione della presentazione è online ma potete anche vederla cliccando sull'immagine seguente.

30 marzo 2017

Google sceglie i-Work-in-Rome

Google sceglie i-Work in Rome per la tappa italiana del suo YouTube Creators Event

 

Chi non ha mai usato Google per fare una ricerca sul web?
Possiamo tranquillamente affermare che tutti noi siamo quotidianamente, in un modo o nell’altro, clienti di Google.

Ma quando è Google a diventare un tuo cliente, quando è il sito web più visitato al mondo a chiederti di ospitare i suoi eventi YouTube nella tua location è tutta un’altra storia.
Una storia che merita di essere raccontata!

È quanto successo ad i-Work in Rome, il Business Center del centro storico di Roma che ha ospitato lo scorso 23 marzo due eventi del tour di Google dedicato ai Creators di YouTube.



Emanuela Perozzi, responsabile della struttura di Piazza di Campitelli, ci racconta come è nato il contatto e come si è svolta l’organizzazione vera e propria dell’evento.

“Siamo stati contattati da uno dei coordinatori di Google Londra che era alla ricerca di una location a Roma dove poter organizzare alcuni eventi YouTube dedicati a YouTubers italiani che, con i loro canali, contano tra i 1.000 e i 100.000 iscritti. Fin da subito la location è piaciuta molto sia per l’originalità della struttura architettonica che per la versatilità degli spazi, che ben si adattavano ai diversi momenti di incontro e scambio di idee previsti dagli organizzatori.”


Cosa ha fatto la differenza? Cosa ha fatto propendere la scelta di Google su i-Work in Rome?  

“Sicuramente la centralità della zona e la bellezza della struttura hanno inciso molto sulla scelta, ma credo che ciò che abbia fatto veramente la differenza sia stata l’idea di venir ospitati in una struttura unica nel suo genere, con un perfetto equilibrio tra storia e modernità. Qualcosa di molto diverso, ad esempio, dagli spazi presenti negli hotel o nei centri congressi”. 

Spiegaci meglio. Come avete ideato l’organizzazione? 

“Abbiamo proposto di organizzare le Roundtables con gli YouTubers in tre sale diverse del nostro Centro, tutte collegate tra loro attraverso la suggestiva Corte interna di Palazzo Albertoni Spinola, sulla quale si è ricongiunta infine, come un ideale trait d’union, la quarta sala con la musica e il buffet in cui si è svolto il Creator Connect Event, ovvero il momento social in cui tutti gli YouTubers si sono ritrovati per conoscersi tra loro e scambiarsi idee e consigli. 
Quando poi ho proposto di sviluppare il momento social tra l’interno della sala e l’antistante Vicolo Capizucchi, un vero e proprio angolo di “Roma sparita”, si sono convinti definitivamente… 😊 “ 

Che tematica e finalità hanno gli eventi YouTube che avete ospitato? 

“Le “Creator to Creator Roundtables” sono delle discussioni aperte tra YouTubers su tematiche inerenti lo sviluppo del pubblico e l’espansione del canale, condotte e mediate dai locali Ambasciatori di YouTube. 

La seconda parte, il “Creator Connect”, ha lo scopo di far socializzare gli YouTubers tra loro incoraggiando la condivisione della propria esperienza personale e delle conoscenze acquisite. Ha incluso sessioni di networking con il team di YouTube e gli altri Creator.” 


Che risposta avete avuto dai partecipanti e dai promotori dell’evento? 

“C’è stata un’ottima risposta sia in termini di partecipazione che di soddisfazione rispetto alla location e all’organizzazione. Anche per noi dello staff è stato molto divertente e stimolante partecipare, seppur dall’esterno, a questa iniziativa che – lo ricordo – ha rappresentato la tappa italiana del tour organizzato da YouTube per i suoi Creator. 

Abbiamo fatto la conoscenza di molti giovani e meno giovani, provenienti da tutta Italia, che ogni giorno si dedicano con entusiasmo alle loro passioni, e che, con impegno e costanza, sono riusciti a farne un vero e proprio business. Alcuni di loro ci hanno raccontato la propria esperienza, come è iniziata e come si è sviluppata, e devo dire che è stato un momento di arricchimento e socializzazione per tutti.”

17 marzo 2017

Contratto di recapito, contratto di domiciliazione

Contratto di recapito e contratto domiciliazione per Business Center


Possiamo con soddisfazione dire che è pronto il nuovo contratto di Ufficiarredati.it sviluppato per gestire le diverse casistiche riconducibili alla domiciliazione:

- recapito postale
- sede legale
- sede secondaria
- unità locale
- domiciliazione professionale
- domiciliazione di ditta individuale.

Questa versione fa seguito alla prima elaborata ormai sette anni fa e utilizzata in circa quaranta business center italiani.

Questo nuovo contratto è nato dall'esigenza di snellire la prima versione, ricondurre lo scambio dei documenti tra cliente e business center alla Pec (posta elettronica certificata), distinguere recapito da domiciliazione, elencare in modo esaustivo cosa comprende e cosa non comprende il servizio scelto e contrattualizzato.

Il contratto ora è unico, in passato esistevano due versioni, e si compone di:
- modulo di adesione per la richiesta del servizio. Modulo che il cliente dovrà compilare o che potremo compilare per suo conto con la richiesta del servizio e gli estremi del richiedente.

- condizioni generali. Le condizioni che disciplinano il servizio.

- descrizione del pacchetto scelto. Per ogni servizio, nell'allegato A è indicato cosa è compreso e cosa ha escluso. Questo consente di rendere più chiaro e trasparente il contratto.

- privacy.

Rispetto al passato questo contratto può essere utilizzato sia quando a richiedere il servizio è un professionista, che quando la persona rappresenta un'azienda esistente o un'azienda da costituire. Quest'ultimo caso in passato ha creato non pochi problemi operativi. Oggi possiamo affrontare con serenità anche le richieste di chi desidera domiciliare nel business center una srls o una srl ad esempio che deve essere ancora costituita e che potrà essere costituita, dando l'indirizzo civico del business center al notaio, ma con un contratto già sottoscritto.



Il contratto riconduce il semplice domicilio o domiciliazione postale al concetto di recapito, tutte le altre casistiche di domiciliazione al termine di domiciliazione. Il cliente potrà con lo stesso contratto richiedere postazioni lavoro condivise ad ore o giornate, stanze ufficio a giornate, soluzioni suggerite sopratutto nei casi di contratti di sede secondaria, unità locale e domiciliazione di ditte individuali.
Ma il contratto può essere utilizzato in tutta sicurezza anche per sottoscrivere i contratti di ufficio virtuale, quando al recapito o alla domiciliazione viene aggiunta una linea telefonica con servizio risposta personalizzata, con o senza gestione di agenda appuntamenti.

Noi di Ufficiarredati.it abbiamo poi realizzato un tool semplice ma innovativo, dove rispondendo ad alcune semplici domande guidate la risposta che si otterrà sarà la tipologia di servizio da attivare al cliente. Questo tool pensato e realizzato ad hoc, vuole rispondere ai tanti dubbi di chi non ha mai venduto servizi di domiciliazione o che gestendo un business center ha sempre guardato con scettiscismo alle domiciliazioni che rappresentano invece un servizio con forte aumento della domanda.

Il pacchetto è inoltre completato da una lettera di diffida ad adempiere, utile nei casi di rinnovo tacito del contratto per il quale non si è ricevuto il relativo saldo della fattura. Altro documento che completa il contratto è l'autorizzazione rilasciata dal nostro cliente, a sua discrezione, in cui ci autorizza ad esporre il suo nome all'interno del nostro sito web o documenti cartacei come cliente in portafoglio.

Nei prossimi mesi verrà rilasciato anche un tool online per gestire i servizi di domiciliazione. Il business center potrà "dialogare" con il cliente domiciliato comunicando posta, raccomandate pervenute senza utilizzare outlook o programmi analoghi ma lavorando in cloud. Vantaggi? Nessun rischio di perdere i dati, storico organico delle comunicazioni, elevata immagine e professionalità percepita dal cliente.

Se vuoi acquistare il pacchetto:

- modulo adesione
- condizioni generali del contratto
- allegato A pacchetti servizi
- privacy
- diffida ad adempiere
- autorizzazione a citare il nome del cliente nel proprio portfolio

clicca qui, puoi farlo comodamente con carta di credito e PayPal.

16 marzo 2017

Regus, analisi del titolo e delle prospettive

Articolo originale dal titolo: What's wrong with Regus
Articolo pubblicato il: 20 Febbraio su Allwork
Traduzione a cura di: Centruffici Brescia.

Quali problemi ha Regus?


L'articolo che pubblichiamo oggi e che ha molti aspetti finanziari è davvero interessante oltre i numeri.
Il primo aspetto è che è relativo al più grande fornitore di spazi attrezzati a livello globale: Regus. Un riferimento per il mercato e per chi opera nel settore degli uffici pronti.
Il secondo elemento che dobbiamo evidenziare che l'articolo è stato pubblicato meno di un mese fa e con quotazioni del titolo Regus a Gennaio 2017, nel frattempo il titolo di Regus in borsa è cresciuto, ecco l'immagine di oggi.
Questa mattina (16 Marzo) quota 295,27 Sterline era a 260 Sterline a fine Gennaio. 



Il nostro focus vuole però spingere noi gestori a riflettere su questa analisi che è stata fatta e non tanto a condividerla o a non condiverla, ma a cogliere l'accento sul fatto che gli investitori guardano con molta più attenzione o sembrerebbe che lo facciano a spazi di coworking e condivisione più che ai tradizionali uffici attrezzati, cuore del business Regus e di molti di noi.

Non è la prima volta che Regus affronta tempi difficili. 
Nei primi anni del 2000 Regus ha venduto il 58% del suo pacchetto azionario britannico a Rex 2002 Limited nel tentativo di raccogliere soldi in un momento di difficoltà finanziaria, causata in parte dallo scoppio della bolla delle dot-com.

Dopo non molto tempo, la Regus americana è stata costretta a ricorrere al Capitolo 11 della legge fallimentare. Regus alla fine ha superato le proprie difficoltà finanziarie e nel 2006 la società è riuscita a riaquistare la propria filiale britannica. Da allora Regus si è concentrata sulla sua espansione a livello mondiale, sulle partnership e sulle acquisizioni ed ha fatto un ottimo lavoro.
Tuttavia, nonostante la consolidata società che si occupa di spazi di lavoro flessibili abbia ampiamente investito nella propria crescita e nella propria espansione nel corso degli ultimi tre anni, il suo valore finanziario è diminuito costantemente da dicembre 2015. Il 2 dicembre 2015 il prezzo di Regus PLC era pari a 354 sterline. Da quel momento, il loro valore è sceso continuamente, raggiungendo un punto particolarmente basso il 23 novembre 2016 con un valore di 225 sterline.

Questo perchè è anomalo?

 

Negli ultimi tre anni Regus ha allargato considerevolmente la propria impronta globale, sia con una crescita dell'organico che con le acquisizioni.
Nel 2013 Regus contava un totale di 1.929 sedi Nel 2014 hanno portato quel numero a 2.269 sedi Nel 2015 hanno chiuso l'annata con 2.768 sedi. Alla fine del primo semestre del 2016 (30 giugno), Regus aveva un totale di 2.845 sedi. (In Italia al momento sono oltre 30 le sedi e sono in apertura le location di Genova e Verona).

Avere più sedi non è necessariamente sinonimo di un'attività di successo e redditizia e Regus ha sostenuto parecchie spese per effettuare la propria espansione.
Negli ultimi tre anni Regus ha speso quasi £600m per sviluppare nuove sedi. Prima del 2012, l'investimento totale netto stanziato per la crescita era pari a £700m, pertanto questo nuovo investimento è decisamente impegnativo.

Sebbene all'apparenza sembri che Regus stia lottando per mantenere il proprio bilancio in attivo, la verità è ben diversa. A dicembre 2016 CapitalCube ha dichiarato che la variazione su base annuale di Regus in termini di entrate e guadagni è migliore rispetto al valore mediano rilevato nel suo gruppo di pari (si intendono aziende che operano nello stesso comparto).
Hanno anche affermato che la loro redditività del capitale investito negli ultimi cinque anni suggerisce che gli utili sugli investimenti relativamente alti sono sostenibili. Dopo aver preso visione dei resoconti annuali di Regus è palese che la società di spazi di lavoro flessibili sta decisamente assistendo a forti rendimenti degli investimenti. L'inghippo è che il rendimento degli investimenti non è immediato. Sono i centri più vecchi di Regus - quelli che sono in attività da tre o più anni - che stanno facendo soldi.

Dal 2011 le entrate del loro gruppo sono cresciute costantemente, +16 nel 2015, quasi +16% nel 2014.

La domanda però rimane senza risposta.

Perchè il valore di mercato di Regus sta diminuendo se le entrate del gruppo stanno aumentando e molti indicatori chiave indicano un business redditizio? 

 

Dopo aver dominato il mercato dei business center tradizionali così a lungo, rischiano di perdere il contatto con le nuove generazioni? Gli investitori sono scettici in merito alla loro possibile crescita in un settore competitivo? Gli investitori stanno cercando un ROI più immediato? Oppure, Regus non riesce ad essere all'altezza in un settore che si sta focalizzando sempre di più su spazi gestiti dalla comunnity? (coworking)

Poco più di un anno fa, subito dopo il picco del valore di mercato di Regus, la società è passata ad una struttura basata su community manager dopo anni di attività caratterizzati da un modello basato su addetti al servizio clienti e general manager. Non possiamo dire se il cambiamento ha avuto successo oppure no, ma come sostiene Susan Smith in un articolo dell'anno scorso, “non è sufficiente modificare un titolo. Il Community Manager lavora in media almeno metà della sua giornata come curatore, cercando di conoscere le vite personali e professionali di ciascun membro e costruendo spazi in cui i coworker e lo staff possano collaborare insieme ed avere successo."

Quando Regus ha optato per i Community Manager, ha anche nominato degli 'Area Manager' che sarebbero stati responsabili di almeno 3-5 sedi. Nel suo articolo Smith affermava che "il taglio del personale comporta più lavoro, aumenta lo stress e riduce la quantità di tempo utile da passare con i propri clienti e con la propria comunità." Smith sembra aver colpito nel segno.

I recenti post, presenti in un sito di recensioni creato da ex-clienti Regus danno l'impressione che la società di spazi di lavoro flessibili abbia ancora molto da imparare in termini di ospitalità e community (due elementi fondamentali dell'industria che si occupa di fornire spazi di lavoro che molti operatori moderni hanno compreso perfettamente). In un settore in cui il focus dovrebbe essere sempre sul servizio e sull'esperienza del cliente, Regus probabilmente sta fallendo.

Sembra che il problema sia l'eccessiva attenzione di Regus sulla parte commerciale della società (il taglio dei costi, la rigida gestione aziendale, ecc.) rispetto all'aspetto riguardante il servizio o la comunità. In passato, quando i business center erano l'opzione più diffusa di spazi di lavoro flessibili e quando i lavoratori richiedevano completa privacy e di essere lasciati da soli, questo approccio funzionava. Tuttavia, la crescita dei coworking e degli spazi di lavoro gestiti dalla community hanno fatto sì che l'offerta di Regus si sia venuta a trovare sul lato sbagliato del campo di gioco. E loro ne sono consapevoli.




Nella primavera del 2015 Regus ha acquistato la società olandese di coworking Spaces (in apertura a Milano la prima location foto in alto), che tra l'altro è la società madre di Kora ed OpenOffice. Tuttavia, non molti associano il nome Regus, né tantomeno The International Workplace Group, a questi altri brand o al temine stesso di coworking. D'altro canto, vi sono fornitori di spazi di lavoro flessibili che hanno ricevuto incredibili quantità di finanziamenti per sviluppare i loro brand di coworking, community ed ospitalità. WeWork, Industrious, Serendipity Labs e Mindspace sono solo alcuni dei molti operatori che hanno usufruito di fondi provenienti da vari investitori.

A differenza di Regus, queste società si sono concentrate ampiamente sulla proposta di valore della community, dell'ospitalità e del servizio. Gli investitori sono chiaramente interessati al settore degli spazi di lavoro flessibili, altrimenti WeWork non sarebbe stata stimata all'esorbitante prezzo di $16 miliardi ed Industrious e Mindspace non avrebbero chiuso positivamente la tornata di finanziamenti dello scorso anno. Sfortunatamente per Regus gli investitori non sembrano così interessati nella loro proposta di valore, o per lo meno si deduce così dal calo del loro valore di mercato. La teoria di CapitalCube è che mentre "le entrate degli ultimi anni sono aumentate più velocemente rispetto al valore mediano dei pari, il mercato conferisce alle azioni un rapporto prezzo/utili quasi uguale al valore mediano dei pari, suggerendo che il mercato ha delle riserve sulla strategia a lungo termine della società."

La domanda è la community (o la sua mancanza) rappresenterà la fine di Regus? Oppure, come già avvenuto diverse volte in passato, Regus combatterà e si adatterà ancora una volta alle richieste della nuova forza lavoro generazionale? Con un nuovo nome ed una comprovata storia di sopravvivenza e reinvenzione, noi scommettiamo sull'ultima opzione,ma solo il tempo potrà dirlo.