26 aprile 2017

Smartworking vuol dire bar?

Lavorare in mobilità vuol dire lavorare in un bar?

Perchè questa domanda? 
Mercoledì 5 Aprile mi è caduta l'attenzione su un articolo del Quotidiano Nazionale Resto del Carlino dal titolo:
Lavorare da casa o in un bar. Così Ferrero svuota gli uffici.

Ovviamente il focus è sullo smartworking, il lavoro agile, quella modalità di lavorare che dovrebbe permettere ai lavoratori dipendenti di lavorare da casa e comunque meno in ufficio, di raggiungere occasionalmente il proprio luogo di lavoro e magari farlo in flessibilità. 

Vantaggi? 
Passare meno tempo in auto, vivere meglio la giornata lavorativa, poter dedicare più tempo alla famiglia, inquinare meno, ridurre la dimensione degli uffici aziendali. 

A conti fatti oggi solo poche grandi multinazionali hanno approcciato questa modalità. Hanno scelto di non far raggiungere l'ufficio ad un numero ridotto di dipendenti o di consentire delle giornate "libere" nell'arco del mese.
Qualcuno di più fortunato opera in telelavoro, a casa ha una scrivania, una postazione a norma, una connessione internet pagata dall'azienda.

In questi anni nelle giornate del lavoro agile, la traduzione di smart working, giornate dedicate a promuovere questo nuovo modo di lavorare, si sono lanciati anche coworking e business center come location a supporto del lavoro flessibile, forse però ancora con poco successo.

Torniamo all'articolo del Resto Del Carlino, che potete leggere sotto, quello che mi ha colpito e che mi ha portato a riflettere è l'immagine della Ferrero che ha scelto la via del lavoro agile e che dice al personale da domani puoi restare a casa, lavorare con il tuo laptop al più puoi farlo al parco o magari in un bar! 
Ma davvero parlare di lavoro agile vuole dire lavorare in un bar?
Ma la privacy? Se devo stampare un documento a chi chiedo alla cassiera? Se devo fare un call la faccio con il rumore del macinacaffè e delle tazzine?
Accade con i freelance, le famose partite iva, all'inizio era Starbucks la loro location, oggi si lavora anche al parco, in piazza magari connessi in wifi. Ma una grande multinazionale davvero associa lo smartworking al lavoro nel bar o è una forzatura della giornalista?



1 commenti:

A CASA TUA Real Estate & Property Management ha detto...

Ciao a tutti :-)
qui in Bulgaria è una normalità lavorare in bar e ristoranti stando seduti anche tutta la giornata al tavolo e consumento solo un caffè.
Nessuno ti obbliga e nessuno ti caccia quaqndo hai finito la consumazione, poi il wifi gratuito praticamente ovunque, invoglia.
Io ho chiuso il mio ufficio, solo gli italiani mi chiedono ancora "ma dove si trova il suo ufficio?"
Nel mio smartphone rispondo :-)
Certo, se bisogna fare un colloquio o una presentazione o un'assemblea, la formula degli uffici arredati ad ore è la scelta più funzionale.
Saluti da Plovdiv
Vincenzo